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  <title>DSpace Collection:</title>
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  <updated>2013-06-19T04:52:10Z</updated>
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    <title>I minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo</title>
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      <name>Zorzini, Alex David</name>
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    <updated>2013-05-14T10:07:16Z</updated>
    <published>2013-04-19T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: I minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo
Authors: Zorzini, Alex David
Abstract: Minori Stranieri non accompagnati richiedenti asilo.&#xD;
Fayaz è un ragazzo afghano di diciassette anni che ha lasciato il suo paese perché le minacce di bande armate, spesso sorrette da farneticanti scopi religiosi, non gli consentono di vivere in pace.&#xD;
Nel momento in cui attraversa una frontiera che lo porta a fare ingresso nel territorio dell’Unione Europea, si appresta ad assumere una serie di identità e a diventare destinatario di una quantità di norme di cui lui stesso, se ne fosse a conoscenza, si stupirebbe.&#xD;
Sarebbe altrettanto grande, poi, lo stupore nel confrontare la sua condizione personale, una volta entrato nel territorio europeo, rispetto a quella che gli viene garantita dalle fonti di diritto internazionale, comunitario e nazionale.&#xD;
Tali circostanze di fatto richiedono alcune precisazioni preliminari.&#xD;
Un simile ragazzo è, innanzi tutto, un migrante. Uno dei 214 milioni di persone che vivono fuori dal proprio paese (IOM, 2011).&#xD;
Spinto a migrare, a seconda dei casi, da motivazioni economiche, a causa di disastri naturali, o perché vittima di traffici illeciti, o da ragioni politiche che spesso assumono carattere persecutorio.&#xD;
In quest’ultimo caso, il ragazzo afghano rientra tra i 15,4 milioni di persone richiedenti asilo (UNHCR, 2010).&#xD;
Considerato che Fayaz ha diciassette anni, non si può trascurare che ci sono altri  15.600 ragazzi come lui che in Europa presentano domanda di asilo politico (UNHCR, 2010).&#xD;
Per il diritto internazionale Fayaz è un Unaccompanied children o un Separated children (ONU; General comment n. 6/2005), a seconda che sia privo dei propri genitori e parenti o anche di un’altra figura adulta che si prende cura di lui.&#xD;
Per il diritto europeo è un minore straniero non accompagnato richiedente asilo.&#xD;
La sua attuale condizione (di minore, di straniero, di richiedente asilo) gli riversa addosso una serie di convenzioni internazionali, protocolli aggiuntivi, commenti, risoluzioni, regolamenti, direttive, accordi bilaterali, leggi, direttive ministeriali, circolari per assicurargli la tutela che si conviene a un soggetto vulnerabile.&#xD;
La presente ricerca, una volta esaminati i dati sociologici (Cap. 1) del fenomeno così brevemente descritto e le fonti normative che disciplinano la materia (Cap. 2), si concentra sul procedimento per ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato e gli esiti di tale richiesta (Cap. 3).&#xD;
In particolare, i dati relativi ai minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo non sono di facile reperibilità (UNHCR, Commissione EU) per la mancanza di un sistema condiviso di monitoraggio e di condivisione, neppure a livello europeo.&#xD;
In Italia, inoltre, tali dati non sono raccolti ogni anno.&#xD;
Per avere una rappresentazione omogenea del fenomeno italiano, sono state individuate le Commissioni territoriali di Gorizia (Nord), Roma (Centro) e Siracusa (Sud) che hanno gentilmente fornito i dati relativi al numero di domande di asilo presentate nel 2011 dai minori stranieri, indicando l’età, l’appartenenza di genere, il Paese di provenienza, ma anche gli esiti delle stesse: rifugio, protezione sussidiaria, protezione umanitaria, rigetto.
Description: 2011/2012
Type: Tesi di dottorato; Doctoral Thesis</summary>
    <dc:date>2013-04-19T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>L'Unione Europea e l'Euroregione Adriatica</title>
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      <name>Veisllari, Nalton</name>
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    <updated>2013-05-14T09:20:32Z</updated>
    <published>2013-04-19T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: L'Unione Europea e l'Euroregione Adriatica
Authors: Veisllari, Nalton
Abstract: La tesi percorre la nascita dell'unione europea e il suo sviluppo fino al giorno d'oggi. Le sue istituzioni, norme, trattati e infine la nascita del nuovo soggetto di politica transfrontaliera, l'euroregione.
Description: 2011/2012
Type: Tesi di dottorato; Doctoral Thesis</summary>
    <dc:date>2013-04-19T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Minority Rights in Bulgaria and Greece, and the Impact of European Integration Process</title>
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      <name>Tahir, Nuri Ali</name>
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    <updated>2013-05-10T10:56:27Z</updated>
    <published>2013-04-19T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Minority Rights in Bulgaria and Greece, and the Impact of European Integration Process
Authors: Tahir, Nuri Ali
Abstract: La presente tesi ha come oggetto di studio i diritti delle minoranze in Bulgaria e in Grecia e il conseguente impatto sul processo di Integrazione Europea. Fornisce dettagli su come queste minoranze siano divise dai confini e su fino a che punto il concetto di nazionalismo influisce sull’adozione di un equo regime di tutela dei diritti delle minoranze per conto degli Sati-Nazione. Il contributo dell’Integrazione Europea viene valutato in termini di progresso raggiunto nel campo dei diritti delle minoranze e della cooperazione transfrontaliera.&#xD;
Subito dopo le rispettive dichiarazioni di indipendenza, entrambi i Paesi hanno firmato accordi bilaterali con l’Impero Ottomano esprimendo il loro impegno a rispettare i diritti delle minoranze turche/musulmane presenti nel territorio. Tuttavia, con il passare del tempo e soprattutto a causa dell’irruzione delle due guerre mondiali e delle prese di posizione nazionalistiche in entrambi i paesi, la situazione delle minoranze turco-musulmane é drammaticamente cambiata. Nel corso della storia, il trattamento di queste minoranze in Bulgaria e in Grecia ha creato una serie di problemi nelle relazioni con la Turchia, che rappresenta lo “stato di riferimento” (kin-state) di queste minoranze in entrambi i Paesi.&#xD;
	Il nazionalismo Greco con le sue forti caratteristiche di esclusivitá ha giá in varie occasioni escluso la popolazione turco-musulmana dal processo costititutivo della nazione, classificando le minoranze musulmane come “altre”, “estranee”. Con lo scambio demografico tra popolazioni greche e turche, sancito dal Trattato di Losanna, il riconoscimento dell’esistenza della minoranza turco-musulmana é stata limitato soltanto al territorio della Tracia occidentale.&#xD;
	Esaminando d’altro lato la situazione della Bulgaria, il trattamento delle minoranze turche ha lí seguito un cammino differente. Comparato con quello greco, il nazionalismo bulgaro ha adottato un approccio relativamente piú inclusivo, soprattutto con riferimento alla popolazione Pomaks, conosciuti oggi anche come musulmani che parlano correntemente bulgaro. Con la fioritura del nazionalismo bulgaro durante il regime comunista, l’inclusione prese la forma di assimilazione e il risultato fu la conversione dei Pomaks in “bulgari”. Per quanto riguarda la minoranza turca poi, la situazione si riveló altrettanto poco esemplare. In molte occasioni i Turchi furono forzati ad emigrare in Turchia, per poter bilanciare l’ alterazione demografica in Bulgaria. Nel frattempo, con la campagna di assimilazione intrapresa nel 1984-1985, i nomi delle minoranze turche in Bulgaria furono sostituiti con nomi bulgari e la Bulgaria arrivó a negare completamente l’esistenza della minoranza turca. Quando i Turchi si opposero a questa politica di assimilazione forzata, furono nuovamente costretti ad emigrare.&#xD;
	La discussione intrapresa sui diritti delle minoranze nell’ambito del processo di Integrazione Europea, ha apportato cambiamenti significativi in entrambi i Paesi. Tuttavia, si é verificata una certa limitazione dell’impatto delle politiche dell’Unione Europea in quest’area, derivante da alcuni problemi di natura storica. La Grecia ad esempio, in quanto giá membro effettivo dell’Unione Europea, non dovette passare attraverso un processo europeo di valutazione del trattamento delle minoranze, laddove invece la Bulgaria dovette seguire specifiche procedure di accesso preliminari, necessarie per poter permettere la sua adesione all’Unione Europea. Le dinamiche di cambiamento del discorso sulla democrazia resero inapplicabili alcune restrizioni previamente accettate, per cui un processo di democratizzazione nell’area dei diritti delle minoranze divenne inevitabile. Di fronte all’esistenza di tali problemi, questo processo di democratizzazione suscitó effetti positivi in entrambi i Paesi. &#xD;
	Risolvere il problema di democratizzazione non ha portato automaticamente ad una soluzione di tutti i problemi esistenti. Stabilire una collaborazione transfrontaleria tra Bulgaria e Grecia fu il primo problema ad essere discusso dopo la caduta del Comunismo. Tuttavia questo progresso non é avvenuto in maniera semplice e armoniosa. Nuovamente si puó affermare che la prospettiva di un integrazione Europea rappresentó il principale catalizzatore dello sviluppo della cooperazione fra i due Paesi, nonostante la presenza di alcuni problemi in alcune parti del confine, dovuti alla presenza della minoranza turca, il cui “stato di riferimento” é la Turchia. La percezione tradizionale dei confini come barriere di esclusione continua ancora ad essere presente in alcune aree del Sudest Europa, e potrá essere cambiata soltanto attraverso un rinsaldamento dell’integrazione Europea.&#xD;
Per concludere, rispetto al loro trattamento delle minoranze turco-musulmane, Bulgaria e Grecia hanno creato differenti politiche di integrazione. Mentre in Grecia, la partecipazione politica e sociale della minoranza turco-musulmana fu limitata attraverso la creazione di una comunitá separata dal resto della popolazione, in Bulgaria tale partecipazione fu maggiormente incoraggiata proprio per evitare tale segregazione. Tuttavia, questa politica di non-segregazione é stata condotta spesso di pari passo con il non-riconoscimento del carattere etnico della minoranza turca, trasformandosi finalmente in assimilazione durante gli anni ’80.  Con il ristabilimento della democrazia in Bulgaria, sono state adottate nuove politiche di integrazione, poi denominate “Modello Etnico Bulgaro”. Conseguentemente, il modello di  prevenzione di un conflitto etnico in Bulgaria ha attirato l’attenzione di alcuni Paesi dell’area dei Balcani che hanno sperimentato simili problemi nel corso della loro storia.
Description: 2011/2012
Type: Tesi di dottorato; Doctoral Thesis</summary>
    <dc:date>2013-04-19T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Energy Interdependencies between the EU and Russia: Anything but Institutions?</title>
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    <author>
      <name>Skalamera, Morena</name>
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    <updated>2013-05-10T10:54:10Z</updated>
    <published>2013-04-19T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Energy Interdependencies between the EU and Russia: Anything but Institutions?
Authors: Skalamera, Morena
Abstract: This dissertation offers a thorough analysis of European-Russian energy cooperation. It sheds light on the question: why is there a lack of binding institutionalization of the EU-Russia energy relationship despite the high degree of interdependence between the two sides? It is primarily focused on identifying the main actors on both sides of the relationship. This allows us to understand whether there are causal implications between the interest formation and the lobbying power of the crucial actors on the one hand, and the lack of binding governance structures in the EU-Russia energy cooperation on the other. It speaks to the body of literature examining the failure to cooperate in situations of high economic interdependence. Questions such as do multilateral agreements really matter to the main actors on both sides of the EU-Russian energy relationship form the core of this dissertation. My study differs from dominant liberal and constructivist interpretationsin that it links in a comprehensive way the influence of the main actors (i.e. the big gas companies) and the lack of binding governance structures regulating the relationship. Hence, unlike other analyses it finds that the central influence of the industrial gas lobby on decision-making processes is the direct cause of the lack of binding governance structures. It is therefore an alternative to studies that either conceptualize the institutional deadlock as a consequence of structural deficiencies on both sides, or as an outcome of a normative clash. In contrast, I point to the primacy of the private sector and I argue that the influence and the behavior of strategic corporate actors is key to understanding the deadlock. A crucial focus lies on the current paradigm changes in the European gas pricing systems, which widen the already high interest gap between the two blocs. Although being theoretically grounded in the realist tradition, in focusing on the large potential of cross-border cooperation this dissertation employs an innovative and complementary perspective. I investigate various angles on different levels of the complex interdependent relationship, such as the sub-regional level. Yet, the most distinctive feature of this work is the emphasis on the dynamic causal pathways between the influence of the strategic corporate actors and the weakness of governance patterns in the EU-Russia energy relationship. I show how the corporate sector’s pressures on both sides of the relationship ultimately shape and predetermine the configuration of EU-Russia energy governance structures. While evidence about the centrality of the corporate sector strengthens the conclusions of a growing body of research, this study provides an original causal explanation that links the interests of the big energy firms and their reluctance to be locked-into binding governance structures, with the energy governance deadlock. My propositions are tested empirically through an array of qualitative methods (interviews, case studies, analysis of legal and policy documents). I believe that my findings will contribute to the debate on energy relations between the EU and Russia, and help improve our understanding of the role of the corporate sector in relation to weak governance structures.
Description: 2011/2012
Type: Tesi di dottorato; Doctoral Thesis</summary>
    <dc:date>2013-04-19T00:00:00Z</dc:date>
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