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  <title>DSpace Community: Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Università degli Studi di trieste</title>
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  <subtitle>Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali - Università degli Studi di trieste</subtitle>
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  <updated>2013-06-19T05:08:22Z</updated>
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    <title>La condizione occupazionale dei laureati e le nuove sfide per le politiche del lavoro</title>
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      <name>Blasutig, Gabriele</name>
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    <updated>2012-10-02T11:01:16Z</updated>
    <published>2012-09-19T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: La condizione occupazionale dei laureati e le nuove sfide per le politiche del lavoro
Authors: Blasutig, Gabriele
Abstract: Secondo la Strategia Europa 2020 alla fine del decennio in corso almeno il 40% di giovani tra i 30 ed i 34 anni dovrà aver raggiunto un titolo di istruzione terziaria. L’Italia è uno degli stati membri che appaiono più distanti da tale obiettivo. Questa situazione è aggravata dal fatto che, nonostante i giovani laureati italiani siano relativamente pochi, il mercato del lavoro offre loro insufficienti opportunità di valorizzazione dell’investimento formativo effettuato. Alla luce di queste considerazioni, supportate da evidenze empiriche, il paper assume l’ipotesi che l’Italia stia correndo il serio rischio di una deriva verso una “via bassa” del capitale umano. Quindi, vengono fornite delle indicazioni sulle politiche potenzialmente in grado di contrastare tale rischio, assegnando un ruolo strategico alle politiche del lavoro. Infine, a partire da un esame dei fattori e dei meccanismi che caratterizzano il campo d’intervento, il paper affronta nello specifico le politiche del lavoro dedicate al segmento dei giovani in fase di ingresso, attraversamento ed uscita dal circuito dell’istruzione terziaria, suggerendo alcuni possibili dispositivi di attuazione. According to the Europe 2020 Strategy, at least 40% of young people between 30 and 34 years should achieve a tertiary education at the end of the current decade. Italy is one of the member states which appears furthest away from that goal. This situation is exacerbated because, despite the fact that young Italian graduates are relatively few, the  market offers insufficient job opportunities to make their educational investment profitable. In the light of these considerations, supported by empirical evidence, the paper assumes the hypothesis that Italy is running a serious risk of drifting towards a "lack" of human capital. Some guidelines are traced on policies potentially able to counteract this risk, assigning a key role to employment policies. Finally, from an examination of the factors and mechanisms that characterize the field of applicability, the paper addresses the specific labor policies dedicated to the youth segment during the entry, crossing and exit phases in the higher education circuit, suggesting some possible delivery mechanisms.
Type: Libro / capitolo</summary>
    <dc:date>2012-09-19T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Gli autoritarismi e le prospettive della democrazia in Africa settentrionale e nel Medio Oriente</title>
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      <name>Battera, Federico</name>
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    <updated>2012-08-04T23:30:42Z</updated>
    <published>2012-08-03T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Gli autoritarismi e le prospettive della democrazia in Africa settentrionale e nel Medio Oriente
Authors: Battera, Federico
Abstract: La caduta dei regimi tunisino, egiziano e libico al seguito di proteste di massa e centinaia di vittime e la conseguente crisi della gran parte dei regimi arabi sottolineano la necessità di nuove analisi teoriche ed empiriche inerenti le transizioni dai regimi autoritari a quelli democratici. Scopo di questo articolo è di interpretare le molte differenze tra i regimi autoritari nordafricani e mediorientali e determinare le concrete possibilità di cambiamento. Il punto di partenza è una revisione critica delle attuali classificazioni di regime. Muovendo dai tipi di regime di Linz e Stepan di ‘Transizione e consolidamento democratico’ (2000), verranno evidenziate le caratteristiche più importanti dei diversi regimi autoritari. Le conclusioni portano a evidenziare una notevole variazione che inciderà in maniera diversa rispetto alle prospettive di transizione democratica.      The breakdown of the Tunisian, Egyptian and Libyan authoritarian regimes, brought about by mass protests and causing hundreds of civilian victims, and the consequent regime crisis in most of the Arab countries underline the need for new theoretical and empirical investigation on process of transition from authoritarianism to democracy. The aim of this paper is to interpret the main differences among some of the North-African and Middle-East authoritarian regimes and explore the real prospects for change. The starting point of the analysis is a critical review of the current classifications of the authoritarianism regimes. Moving from Linz and Stepan (2000) seminal work, significant features among the authoritarian regimes will be highlighted, and it will be argued that these features are likely to affect differently the eventual transition to democracy.
Type: Libro / capitolo</summary>
    <dc:date>2012-08-03T00:00:00Z</dc:date>
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