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    <title>DSpace Collection:</title>
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    <dc:date>2013-05-23T05:29:29Z</dc:date>
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    <title>Il canto di Agatone nelle 'Tesmoforiazuse': ‘deificazione’ della musica e vanificazione del contenuto</title>
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    <description>Title: Il canto di Agatone nelle 'Tesmoforiazuse': ‘deificazione’ della musica e vanificazione del contenuto
Authors: Nieddu, Gian Franco
Abstract: Il lavoro propone una correzione o revisione della valutazione espressa più di 40 anni fa daP.Rau (‘Paratragodia’) sul canto di Agatone nelle ‘Tesmoforiazuse’ (vv. 101-29): valutazione alla quale sostanzialmente si attiene tuttora la maggioranza, se non la totalità degli studiosi. Secondo Rau la parodia riguarderebbe essenzialmente il ritmo e la musica (edonistica, virtuosistica), mentre sotto l’aspetto degli usi linguistici lo stile risulterebbe perfettamente appropriato al tipo di canto.&#xD;
Attraverso una puntuale analisi si mette in evidenza che a essere presi di mira, insieme agli aspetti musicali, sono anche quelli linguistico-espressivi e contenutistici, caratterizzati da un’estrema elaborazione formale, ma assolutamente vacui ed inconsistenti sul piano concettuale.; This work aims at correcting and revising the judgement passed more than forty years ago&#xD;
by P.Rau (‘Paratragodia’) on Agathon s’ song in ‘Thesmophoriazusae’ (vv. 101-129), judgement&#xD;
shared even to these days by the majority, if not by the totality of scholars. According to Rau,&#xD;
parody would concern essentially rhythm and music (from an edonistic, virtuosistic point of view), while as regards the linguistic choice, the style would appear perfectly appropriate to this type of song. Through a detailed analysis we highlight the fact that, together with musical, linguistic-expression and aspects of content are targeted since they are characterized by an extreme formal working out, but they are absolutely empty and inconsistent on a conceptual level.
Type: Articolo</description>
    <dc:date>2010-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://www.openstarts.units.it:80/dspace/handle/10077/3576">
    <title>Tradizioni epiche sulla sosta di Achille a Sciro e la nascita di Neottolemo</title>
    <link>http://www.openstarts.units.it:80/dspace/handle/10077/3576</link>
    <description>Title: Tradizioni epiche sulla sosta di Achille a Sciro e la nascita di Neottolemo
Authors: Marin, Tania
Abstract: Questo contributo indaga la presenza nel poema epico perduto ‘Cypria’ dell’episodio del travestimento in abiti femminili di Achille, nascosto a Sciro da Teti per evitare la morte in battaglia. Nonostante la sua assenza in Proclo e nei frammenti conservatisi del poema, vi sono elementi che inducono a ipotizzare non solo la permanenza a Sciro dell’eroe in giovane età ‘en parthenou schemati’, come narra lo ‘schol’. Hom. T 326(= Cypr. fr. 19 B.), ma anche il suo successivo approdo nell’isola a causa di una tempesta e il matrimonio con Deidamia, circostanze narrate dall’ ‘argumentum’ dei ‘Cypria’ ma attribuite dal fr. 4 D. anche all’ ‘Ilias parua’. È inoltre qui avanzata l’ipotesi dell’attribuzione del fr. 4 D. ai ‘Cypria’ ed è respinta invece l’assegnazione&#xD;
del poema del fr. 40 ‘dubium’ Bernabé. Questo contributo indaga la presenza nel poema epico perduto ‘Cypria’ dell’episodio del travestimento in abiti femminili di Achille, nascosto a Sciro da Teti per evitare la morte in battaglia. Nonostante la sua assenza in Proclo e nei frammenti conservatisi del poema, vi sono elementi che inducono a ipotizzare non solo la permanenza a Sciro dell’eroe in giovane età ‘en parthenou schemati’, come narra lo ‘schol’. Hom. T 326(= Cypr. fr. 19 B.), ma anche il suo successivo approdo nell’isola a causa di una tempesta e il matrimonio con Deidamia, circostanze narrate dall’ ‘argumentum’ dei ‘Cypria’ ma attribuite dal fr. 4 D. anche all’ ‘Ilias parua’. È inoltre qui avanzata l’ipotesi dell’attribuzione del fr. 4 D. ai ‘Cypria’ ed è respinta invece l’assegnazione&#xD;
del poema del fr. 40 ‘dubium’ Bernabé.; This paper investigates the episode of Achilles’ cross-dressing in the lost epic, ‘Cypria’. The&#xD;
hero’s mother, Thetis, hid him at Skyros in order to prevent him from joining the expedition to&#xD;
Troy and to forestall his premature death. In spite of the absence of any specific mention of this incident in Proclus and in other fragments of the poem, other elements lead me to hypothesize&#xD;
that Achilles lived at Skyros during his boyhood ‘en parthenou schemati’, as the schol. Hom. T&#xD;
326 (= ‘Cypr.’ fr. 19 B.) relates. Likewise there is evidence of his landing on the island because&#xD;
of a storm and of his wedding with Deidamia. These events are both narrated in the ‘Cypria’’s&#xD;
‘argumentum’ and attributed by fr. 4 D. also to Ilias parva. In addition, my paper suggests that&#xD;
the fr. 4 D. was included in the ‘Cypria’ while fr. 40 dubium B. was excluded.
Type: Articolo</description>
    <dc:date>2010-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://www.openstarts.units.it:80/dspace/handle/10077/3575">
    <title>Catullo 64 e il Giambo 12 di Callimaco</title>
    <link>http://www.openstarts.units.it:80/dspace/handle/10077/3575</link>
    <description>Title: Catullo 64 e il Giambo 12 di Callimaco
Authors: Fernandelli, Marco
Abstract: La seconda parte del carme 64 di Catullo (vv. 278-408) è dedicata al banchetto nuziale. Sopraggiungono tre dèi donatori. Poi gli Olimpi tutti, a eccezione di Apollo e Diana, prendono posto nella sala. Infine le Parche intonano il peana nuziale. Esso è concepito come un epitalamio all’interno del quale il motivo augurale della felice discendenza è sviluppato ipertroficamente. Si ha così un epitalamio (stanze 1-3 e 11-12) che incornicia un ‘genethliacon (stanze 4-10). I due tipi letterari sono formalmente affini. Nel ‘Giambo 12’ di Callimaco, la festa olimpica per gli Anfidromia di Ebe sembra una cerimonia nuziale adattata a uno scopo più ‘domestico’:&#xD;
le Moire dovranno qui accompagnare un evento diverso dal matrimonio di Zeus ed Era. La tesi di questo studio è che Catullo, nel suo racconto del banchetto nuziale, abbia imitato&#xD;
la struttura del ‘Giambo 12’, che lo interessava sotto vari aspetti: la presenza delle Moire e il loro nesso con la nascita; la processione degli dèi donatori; il motivo ‘tutti tranne uno’; e infine la complessa relazione mito-presente, che Callimaco aveva tessuto tanto sul piano paradigmatico (il mito è figura oppure antitesi del presente) quanto su quello sintagmatico (il mito è premessa del presente). L’esame attento di questo ultimo punto dimostra inoltre che il ‘Giambo 12’ rappresentò un ‘trait d’union’ tra i due principali modelli della scena nuziale e, rispettivamente, dell’epilogo&#xD;
del carme 64, modelli che la critica ha riconosciuto nell’ ‘Ifigenia in Aulide’ di Euripide (III stasimo) e in testi del ‘corpus’ esiodeo (in part. Op. 174ss.).; The second half of Catullus 64 (ll. 278-408) concerns the wedding ceremony proper. Three&#xD;
gods carrying gifts come along. Then the Olympians, all of them but Apollo (and Diana),&#xD;
take a seat in the banquet hall. The Parcae finally sing the nuptial peana. This song is conceived as an epithalamium which develops the auspicious motif of the happy offspring to an&#xD;
exceptional extent. What we have read, eventually, is an epithalamium (stanzas 1-3 and 11-12) with an embedded genethliacon (stanzas 4-10). The two literary types, in fact, are formally akin to each other. In Callimachus’ ‘Iambus 12’, the Olympic feast celebrating the Amphidromia for Hebe looks like a wedding ceremony&#xD;
adapted to a more ‘domestic’ occasion: now the Moirai are summoned in order to assist an event other than the marriage of Zeus and Hera. The purpose of this paper is to argue that Catullus, in his representation of the wedding scene, imitated the structure of Callimachus’ ‘Iambus 12’, which had captured his attention by virtue of some noteworthy details: the Moirai, thereby associated with birth; the gods offering gifts; the ‘all but one’ motif; and lastly the complex relationship between myth and the present, which Callimachus’ poem established both on the paradigmatic level (myth as the archetype of the present; myth vs the present) and on the syntagmatic one (from myth to the present).&#xD;
Moreover, a close analysis of the last issue shows that Iambus 12 provided a trait d’union&#xD;
between the two major model-texts of the wedding scene and the epilogue of Catull’s poem respectively. According to the interpreters these models were Euripides’ ‘Iphigeneia at Aulis’&#xD;
(III stasimon) and some texts of the Hesiodic corpus (especially Op. 174ff.).
Type: Articolo</description>
    <dc:date>2010-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://www.openstarts.units.it:80/dspace/handle/10077/3574">
    <title>Musica e retorica nel 'De compositione uerborum' di Dionigi di Alicarnasso: per un’ipotesi sulle fonti ritmiche del trattato dionisiano</title>
    <link>http://www.openstarts.units.it:80/dspace/handle/10077/3574</link>
    <description>Title: Musica e retorica nel 'De compositione uerborum' di Dionigi di Alicarnasso: per un’ipotesi sulle fonti ritmiche del trattato dionisiano
Authors: Rocconi, Eleonora
Abstract: Per sviluppare alcune idee riguardo a questioni ritmiche, Dionigi di Alicarnasso sembra essersi basato, in molti suoi scritti retorici, sulle opere di Aristosseno di Taranto, il filosofo peripatetico tradizionalmente considerato la maggiore autorità in campo musicale del mondo antico. Un accurato esame di alcuni passaggi delle sue opere (specialmente nel ‘De compositione uerborum’ e ‘De Demosthenis dictione’), in cui vengono trattatti concetti importanti&#xD;
come sintesi, ritmo e melodia musicale e verbale, sembra evidenziare una forte dipendenza di Dionigi da Aristosseno. Ma solo nei suoi scritti più maturi (‘De Thucydide’) Dionigi sembra essere vicino all’idea di Aristosseno di garantire un ruolo fondamentale alla cooperazione di ‘logos’ e ‘aisthēsis’ come criteri di giudizio estetico.; In many of his rethorical writings, Dionysus of Halicarnassus seems to have relied on the&#xD;
rhythmical writings of Aristoxenos of Taras, the Peripatetic philosopher traditionally regarded as the major musical authority of the ancient world, to develop some of his ideas concerning rhythmical issues. As a matter of fact, from a close examination of some scattered passages in his essays (especially ‘De compositione uerborum’ and ‘De Demosthenis dictione’), in which he discusses important concepts such as the concept of synthesis, rhythmos and musical and verbal melody, the author appears to be heavily dependent on the Aristoxenian authority. Only in his more mature writings (‘De Thucydide’), however, he seems to be close to Aristoxenus’ idea of granting a fundamental role to the cooperation of the ‘logos’ and the ‘aisthēsis’ as criteria of aesthetic judgment.
Type: Articolo</description>
    <dc:date>2010-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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