OpenstarTs >
Ricerca >
Tesi di dottorato >
Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/2521

Title: SALGARI DAL GIORNALE AL LIBRO. SVILUPPO DELLE STRATEGIE NARRATIVE SALGARIANE (1883-1903).
Authors: Visioli, Ivan
Supervisor/Tutor: Guagnini, Elvio
Issue Date: 24-May-2007
Abstract: SALGARI DAL GIORNALE AL LIBRO. SVILUPPO DELLE STRATEGIE NARRATIVE SALGARIANE (1883-1903) Emilio Salgari nasce, come scrittore, sulle appendici dei giornali. Nel 1883 uscì sulle pagine della “Nuova Arena” di Verona, il romanzo Tay-See, seguito a breve distanza da La tigre della Malesia (1883) e La favorita del Mahdi (1883/84), sempre sullo stesso quotidiano. Gli strangolatori del Gange uscirà, invece, a Livorno sul “Telefono” nel 1887, e La Vergine della pagoda d’Oriente nel 1891/92 sulla “Gazzetta di Treviso”. Mentre su un settimanale, il “Novelliere Illustrato” di Torino farà la sua comparsa, nel 1896, Vita Eccentrica. Si tratta di testi rimasti per lungo tempo praticamente sconosciuti e che solo negli ultimi anni sono stati riproposti all’attenzione dei lettori e degli studiosi, apportando un notevole contributo agli ancora giovani studi su Salgari. Tutti questi romanzi usciti in appendice sono stati, più tardi, editi in volume, spesso con un titolo diverso e hanno, in varia misura, subito dei rimaneggiamenti. Nel 1887 viene pubblicato il volume della Favorita del Mahdi, nel 1895 I misteri della Jungla Nera (Gli strangolatori del Gange), nel 1896 I pirati della Malesia (La Vergine della pagoda d’oriente), nel 1897 La rosa del Dong-Giang (Tay-See), nel 1900 Le tigri di Mompracem (La tigre della Malesia) e nel 1911 I Predoni del Gran Deserto (Vita Eccentrica). Il testo delle appendici della Favorita, così come quello di Vita Eccentrica, non è, purtroppo ancora disponibile in un’edizione filologicamente accurata, ma per fortuna mi è stato possibile reperire i testi originali presso le biblioteche di Verona, Torino e Chieri. In realtà, questi sei romanzi non esauriscono il panorama delle appendici salgariane, infatti anche altri romanzi dell’autore veronese uscirono sulle pagine di vari periodici; tuttavia, in tutti gli altri casi la pubblicazione in volume segue di pochi mesi quella sul giornale o è addirittura contemporanea ad essa. Questi sei romanzi vengono quindi a costituire un corpus a sé stante, in quanto furono gli unici a essere stati inizialmente scritti solo per la pubblicazione sul giornale. In ben cinque casi su sei, infatti, le appendici risultano costituire dei testi sostanzialmente diversi da quelli che compaiono nei volumi. Nella mia tesi di dottorato, mi sono quindi proposto di esaminare il passaggio tra le appendici e i volumi analizzando le relative modificazioni. Questo lavoro viene così a costituire una visione d’insieme completa, che finora mancava, su Salgari romanziere d’appendice, in quanto raccoglie le analisi di tutti e sei i romanzi, mentre finora, anche l’opera di Fioraso la più completa in questo senso, non comprendeva Vita Eccentrica – I Predoni del Gran Deserto tra i testi esaminati. È stato, anzi, di particolare interesse il recupero e lo studio di questo testo ancora inedito e molto poco studiato fino ad ora. Il romanzo fu concepito da Salgari – caso più unico che raro per questo autore - quale seconda parte del racconto Vita eccentrica di Vincenzina Ghirardi Fabiani, apparso sullo stesso settimanale l’anno precedente, il che mi ha consentito di analizzare la strategia narrativa usata dall’autore per creare una narrazione con personaggi già caratterizzati in precedenza da altri. Nei primi sei capitoli ho voluto analizzare ognuno dei sei testi, mettendo a confronto la versione in appendice con quella in volume, a parte il caso di Vita Eccentrica dove, essendo tali differenze trascurabili, ho condotto un confronto fra il testo di Salgari e quello della Fabiani. Per ciascun romanzo ho tentato di mettere in luce le peculiarità, e le parti che mi parevano più interessanti; ho inoltre riportato le opinioni espresse dagli altri critici che se ne sono occupati, evidenziando i punti in cui le mie personali osservazioni mi portavano a mettere in discussione tali posizioni. In particolare, mi sono confrontato con le opinioni espresse negli scritti di Giuseppe Zaccaria e Roberto Fioraso. I due studiosi salgariani, pur con diverse sfumature, sono sostanzialmente convinti che ci sia stata una considerevole diminuzione degli elementi “scabrosi” e violenti, nel passaggio dalle appendici ai volumi. Tale fenomeno, cui danno il nome di attenuazione, sarebbe stato indotto dal pubblico infantile cui erano destinati i volumi, secondo Zaccaria, o dalla volontà di adeguarsi a canoni più “borghesi”, secondo Fioraso. In altre parole si afferma che l’autore abbia operato delle “censure” alla propria scrittura. Questa visione porta, come logica conseguenza, a una sostanziale svalutazione dei volumi, ritenuti meno autentici rispetto alle appendici, e afferma inoltre che, ad eccezione di una piccola parte della produzione giovanile, la grande maggioranza delle opere di Salgari sarebbe stata scritta per un pubblico infantile. L’esame dei testi mi ha, però, portato a confutare radicalmente questa teoria, ho quindi utilizzato un capitolo per esporre le conclusioni cui sono arrivato sulla narrativa salgariana e sul pubblico a cui essa era rivolta, mettendo in rilievo le parzialità e le incongruenze che mi hanno portato e respingere altri tipi di interpretazioni. In un altro capitolo, ho invece raccolto le osservazioni che ho avuto modo di fare a proposito del particolare punto di vista usato da Salgari nelle sue narrazioni, che a volte sembra avvicinarsi più a quello di uno spettatore che a quello di un narratore onnisciente. Ritenendo che le ragioni di questa caratteristica peculiare di Salgari fossero da ricercarsi nel rapporto particolarmente stretto che l’autore veronese ha intrattenuto con il mondo del teatro, ho quindi cercato di ricostruire una panoramica di tale rapporto in base ai non moltissimi documenti attualmente in nostro possesso. In due brevi capitoli finali, ho poi voluto condurre una ricognizione sulle fonti utilizzate da Salgari per attingervi le notizie che inseriva nei suoi lavori, e su alcuni testi salgariani che non mi è stato possibile reperire, pur avendo trovato cospicui indizi a conferma della loro esistenza. Spero che questo mio studio possa portare un piccolo contributo alla ricerca e al dibattito critico attorno a uno scrittore, che si è appena cominciato a studiare con gli strumenti e la serietà che sicuramente merita.
PhD programme: ITALIANISTICA
Description: 2005/2006
Keywords: Salgari Emilio
giornali
romanzo d'appendice
avventura
feuilleton
romanzo d'avventura
letteratura popolare
Main language of document: it
Type: Doctoral thesis
NBN: urn:nbn:it:units-3933
Appears in Collections:Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche

Files in This Item:

File Description SizeFormat
visioli_tesi.pdftesi1.05 MBAdobe PDFView/Open
visioli_front.pdffrontespizio40.36 kBAdobe PDFView/Open
View Statistics

Items in DSpace are protected by copyright, with all rights reserved, unless otherwise indicated.