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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/2591

Title: Forme alternative di sviluppo turistico : l'esperienza brasiliana.
Authors: Violi, Christian
Supervisor/Tutor: Adamo, Francesco
Issue Date: 28-Mar-2008
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: A partire dagli anni ‘70 si è assistito ad un forte sviluppo delle attività turistiche nei paesi del Sud del mondo, considerati detentori di un vantaggio competitivo in termini di luoghi incontaminati, spiagge, attrattive per gli abitanti dei paesi più ricchi. Forti investimenti sono stati realizzati dai governi locali, attraverso onerosi prestiti dalle istituzioni internazionali, e dai maggiori soggetti privati operanti nel settore turistico. I progetti realizzati tramite tali investimenti possono essere ricondotti ad alcune tipologie ben identificate, che si fondano su un concetto di sviluppo essenzialmente assimilabile a quello di crescita economica. Alcune tra le teorie in oggetto, che possono essere definite “ortodosse”, si rifanno a concetti quali la diffusione, le attività di base, i poli di sviluppo e postulano la creazione di aree turistiche di grandi dimensioni, basate sulla scelta di grandi strutture alberghiere, pacchetti viaggio “tutto compreso”, dotazione di servizi e comfort adeguati alle condizioni di vita abituali dei turisti, all’interno delle quali accogliere grandi flussi internazionali in contesti spesso isolati rispetto al resto del paese. I risultati di tali investimenti, in termini di sviluppo reale delle popolazioni interessate, in molti casi non sono stati rispondenti alle aspettative. La diffusione del benessere economico è stato spesso limitato a porzioni ristrette delle popolazioni locali, a causa soprattutto delle percentuali ridotte di spesa turistica che rimangono in loco; squilibri e tensioni si sono create tra i residenti maggiormente beneficiati dai progetti turistici e quelli rimasti ai margini di tale influsso; danni all’ambiente naturale sono stati arrecati dalla costruzione di grandi resort, in termini di consumo di suolo, di impiego di risorse e di rifiuti depositati; in molti paesi si è assistito alla crescita di una “monocoltura” turistica, che ha frenato lo sviluppo di altre attività economiche ed ha esposto questi paesi alle fluttuazioni della domanda; gravi danni, infine, sono stati provocati alle tradizioni ed alla cultura di popolazioni improvvisamente trovatesi a convivere con i flussi turistici. Negli ultimi anni, però, stanno emergendo forme di turismo diverse da quelle tradizionali: tali tipologie turistiche, sebbene spesso classificate in diversi modi, possono tutte essere ricondotte alla categoria del turismo alternativo. Tale concetto necessita comunque di una adeguata riformulazione teorica per non perdere di vista lo scopo principale: uno sviluppo realmente equilibrato delle popolazioni locali interessate dal turismo. In ogni caso, al di là delle definizioni e delle distinzioni spesso labili, ciò che interessa è indagare forme di turismo dai tratti comuni: piccoli numeri, mete diverse dalle tradizionali, partecipazione delle comunità locali, maggiore impegno e responsabilità da parte dei soggetti coinvolti (turisti e organizzatori in primo luogo), attenzione a tutte le componenti dei sistemi locali ospitanti (economia, eco-sistema, società e cultura). La domanda che il presente contributo intende porsi, dunque, è la seguente: possono queste diverse forme di turismo contribuire ad un reale sviluppo dei paesi più poveri del mondo? Per rispondere si prenderà in considerazione il concetto di sviluppo alternativo, così come teorizzato da numerosi autori ed in particolar modo da John Friedmann all’interno del suo fondamentale contributo “Empowerment. The politics of alternetive development” e come evolutosi nel corso degli anni. Si intende cioè verificare, anche attraverso l’analisi di alcuni casi studio localizzati in Brasile, se forme alternative di turismo possano aiutare a combattere la povertà in termini di dis-empowerment, vale a dire di scarso accesso alle fondamentali risorse che permettono alle persone ed alle comunità locali di ottenere potere economico, politico e sociale. Nel primo capitolo si fornirà una rassegna delle principali teorie ortodosse dello sviluppo e si cercherà di collegare la diffusione delle attività turistiche nei paesi in via di sviluppo ai concetti chiave di tali teorie. Dopo aver descritto le caratteristiche assunte dai progetti turistici localizzati nei paesi in via di sviluppo verranno delineati i problemi, di carattere economico, sociale ed ambientale, che tali tipologie hanno portato con se, utilizzando anche esempi tratti dalla principale letteratura di riferimento. Nel secondo capitolo verrà ripreso il concetto di sviluppo così come postulato all’interno delle principali teorie ortodosse e ne verrà ricostruito il significato utilizzando i cardini delle teorie alternative: in particolare si farà riferimento al concetto di empowerment. Anche in questo caso verranno delineate le principali caratteristiche dei progetti turistici basati su tali approcci e verranno presentati alcuni esempi tratti dalla bibliografia, localizzati in paesi in via di sviluppo. Si cercherà, inoltre, di fornire indicazioni di metodo per trasformare i precetti delle teorie alternative in concreta applicazione, attraverso l’utilizzo di forme maggiormente partecipative di pianificazione e l’inclusione delle comunità locali nella gestione dei progetti. Verrà infine analizzato il ruolo delle organizzazioni non governative, attori sempre più presenti nelle dinamiche della cooperazione internazionale. Nel terzo capitolo viene presentata un’analisi delle forme turistiche alternative, delle quali verranno evidenziati i tratti comuni, che permettono di distinguerle dalle forme cosiddette tradizionali (o “di massa”), e le peculiarità. Attraverso l’analisi delle caratteristiche comuni, verranno poi prospettati i vantaggi di tali forme turistiche, in termini di lotta alla povertà e di riduzione delle disparità regionali e sociali. Si è cercato, inoltre, di comporre le diverse e frammentarie fonti statistiche relative alle tipologie turistiche in oggetto, al fine di identificare le tendenze degli ultimi anni e le prospettive per il futuro. Un approfondimento è dedicato alle esperienze italiane di organizzazione e gestione di progetti turistici alternativi, sia localizzati nel nostro paese sia nei paesi in via di sviluppo. In particolare è stata realizzata una ricerca sull’Associazione Italiana Turismo Responsabile, la principale organizzazione nazionale che raggruppa associazioni impegnate a vario titolo in progetti turistici alternativi. Attraverso l’invio di questionari alle associazioni ed ai loro associati (in qualità di turisti che scelgono viaggi di questo tipo) ed attraverso colloqui con i rappresentati di alcune di queste associazioni è stato possibile identificare i caratteri distintivi e le principali dinamiche della domanda e dell’offerta di turismo alternativo in Italia. I casi studio utilizzati all’interno del quarto capitolo per verificare tale ipotesi sono stati personalmente visitati dall’autore nel corso di un periodo di ricerca sul campo svolto in Brasile con l’appoggio del Laboratorio de gestao do territorio presso l’Universidade Federal do Rio de Janeiro. Essi si riferiscono ad alcune realtà locali, all’interno degli stati del Cearà, della Bahia e di Rio de Janeiro, nelle quali progetti alternativi di sviluppo turistico sono stati implementati negli ultimi anni, sia in maniera autonoma da soggetti locali sia in collaborazione con soggetti italiani operanti in loco. Tali progetti abbracciano un ampio spettro delle tipologie turistiche classificabili tra quelle alternative, dale turismo responsabile a quello di comunità all’eco-turismo. All’interno di un paese vasto e molto differenziato, dal punto di vista geografico, economico e sociale, quale il Brasile il turismo può assumere un ruolo fondamentale nelle strategie di sviluppo e di redistribuzione della ricchezza tra le diverse aree. Numerosi studi, condotti da ricercatori brasiliani e non, portano a concludere che spesso progetti turistici basati sulle tradizionali teorie dello sviluppo, portati avanti da investitori stranieri con l’appoggio incondizionato del governo nazionale e delle amministrazioni locali, abbiano condotto a risultati nno soddisfacenti dale punto di vista di un reale avanzamento nelle condizioni generali di vita delle popolazioni coinvolte. Molto spesso, inoltre, problemi aggiuntivi sono nati a seguito dell’implementazione di tali progetti, quali sovraffollamento dovuto a fenomeni migratori di grande portata (associati alla speranza, in gran parte delusa, di ottenere lavoro all’interno di tali progetti turistici) o sfruttamento eccessivo delle risorse naturali del paese. Soltanto negli ultimi anni, però, sono state inserite all’interno dei documenti di pianificazione nazionale e locale istanze relative allo sviluppo di attività turistiche maggiormente differenziate, che facciano leva sul potenziale naturale e culturale del paese, utilizzando le differenze interne come un vantaggio competitivo e non riducendole attraverso forme turistiche omologanti. Il turismo alternativo può allora trovare spazio nelle strategie complessive di sviluppo del paese ed i casi studio analizzati mostrano come forme turistiche che rispettino le peculiarità locali e che si avvalgano della partecipazione delle comunità interessate siano in grado di innescare processi di sviluppo, inteso come aumento delle capacità personali e di comunità e lotta ai processi di dis-empowerment.
PhD cycle: XX Ciclo
PhD programme: POLITICHE SVILUP.GEST.TERRITORIO
Description: 2006/2007
Keywords: Turismo
sviluppo alternativo
empowerment
Main language of document: it
Type: Tesi di dottorato
Scientific-educational field: M-GGR/02 GEOGRAFIA ECONOMICO-POLITICA
NBN: urn:nbn:it:units-5799
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