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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/3106

Title: I rom, cittadini europei
Authors: Stancu, Daniela
Supervisor/Tutor: Gasparini, Alberto
Issue Date: 17-Apr-2009
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: La vita in Europa è diventata con ogni anno che passa più florida, più soddisfacente e pacifica grazie ad un forte impegno degli stati europei e grazie alla creazione di un’entità politica ed economica unica al mondo: L’Unione Europea. La creazione di un mercato unico, di una moneta unica, di una cittadinanza e di un’identità europea, di una strategia comune contribuiscono al raggiungimento degli obbiettivi comuni come quello di far diventare UE l’economia più competitiva al mondo ed un levato benessere dei suoi cittadini . Un contesto multiculturale, in cui la diversità e le lingue rappresentano un nostro vantaggio, mentre le nostre vite vengono guidate dai principi importanti come ad esempio l’uguaglianza tra le persone a prescindere dalla razza, etnia, genere, religione oppure orientamento sessuale. L’Europa di oggi è per tutti noi sinonimo di cooperazione, democrazia, rispetto dei diritti, modernizzazione e prosperità. L’appartenenza all’Unione Europea significa automaticamente la libera scelta di condividere valori e principi comuni, mentre l’istituzione di una cittadinanza europea ha messo la persona al centro delle azioni comunitarie. L’identità europea, anche se ancora un concetto ambiguo, si rivela assolutamente indispensabile per incrementare la legittimità ed il buon funzionamento dell’Unione Europea. Oltre la stabilità politica, economica e militare, l’UE deve ai suoi cittadini una vita dignitosa in cui la libertà, solidarietà, giustizia ed eguaglianza sono principi validi ed attivi. Nel contesto di un quadro legislativo che promuoveva la non-discriminazione e l’eguaglianza , l’adozione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea ha creato per tutti i cittadini europei la garanzia di un insieme di diritti e libertà fondamentali . Viene naturale a pensare che di questi diritti usufruiscono indistintamente tutti coloro che risiedono sul territorio dell’Unione Europea. Tuttavia, circa dieci milioni di persone per di più cittadini europei, vengono ogni giorno privati di questi diritti, vittime della discriminazione, dell’indifferenza e della più estrema povertà. Il numero elevato potrebbe far pensare che si tratta della popolazione di un intero stato membro come Austria, Bulgaria, Portogallo, Belgio oppure la Svezia. In realtà si tratta della più grande minoranza europea: i rom. Oggi chiamati rom, nel passato conosciuti come zingari, un popolo con una storia triste e difficile, vittime sempre di qualche ingiustizia: esclusione, isolamento e diffidenza dopo l’arrivo in Europa dal nono al quindicesimo secolo; schiavitù per centinaia di anni nel medio evo; deportati o sterminati durante la Seconda Guerra Mondiale; vittime dell’assimilazione forzata nel periodo socialista; in preda alla disperazione, alla discriminazione e alla povertà al giorno d’oggi. Non appartengono a nessuno stato e non hanno mai rivendicato niente, nessuna pretesa territoriale o di altro genere. Contenti di vivere nelle loro comunità, senza mischiarsi con gli altri, in armonia e serenità con le popolazioni che li ospitano. Con gli ultimi allargamenti, l’Unione Europea ha aperto le frontiere a più di 100 milioni di persone tra cui circa otto milioni di etnia rom. L’attribuzione del recente concetto di una “vera minoranza europea” riflette sia il carattere transnazionale sia il suo ruolo importante nel processo d’integrazione nell’Europa dell’Est. C’è uno stretto rapporto tra il processo di allargamento, d’integrazione nell’Unione Europea e le politiche per le minoranze. Anche se lo status di paese candidato oppure membro, è condizionato dall’adozione delle politiche e norme legislative verso la minoranza rom, in pratica poco è stato fatto per un concreto miglioramento delle condizioni di vita dei rom. Il profondo incremento della povertà dei rom nel periodo post-socialista nei paesi est e centro europei, ha portato all’interno dell’Unione tutti i problemi che esso comporta. Dispersi in tutta l’Europa, i rom non hanno un paese di origine e non sono nemmeno mobilizzati dal punto di vista politico ciò che li rende assolutamente dipendenti dalle politiche statali. I rom si trovano in un circolo vizioso dovuto alla interconnessione delle varie difficoltà che si può sintetizzare come segue: povertà – discriminazione - scarsa preparazione scolastica e professionale - povertà. Sono vittime della discriminazione in tutti i settori: istruzione, lavoro, abitazioni, giustizia, salute, mentre la popolazione maggioritaria manifesta nei loro confronti un atteggiamento di esclusione ed allontanamento come conseguenza dei vari pregiudizi. Accusano frequentemente il fatto di essere stigmatizzati e le loro tradizioni, costumi e caratteristiche culturali non vengono riconosciute. La discriminazione nell’ambito dell’istruzione e dell’occupazione è la causa principale della situazione precaria delle comunità rom e del vicolo cieco da cui non riescono ad uscire. Gli elementi responsabili delle difficoltà riscontrate della minoranza rom sono intercollegate ed interdipendenti , generando cosi l’impossibilità di integrarsi senza un impegno esterno congiunto tra le varie autorità. La questione rom, soprattutto nel contesto della nuova configurazione dell’UE, è diventata un problema europeo se non uno dei problemi più gravi dell’Unione Europea a livello sociale. Già dal 1993 l’argomento è stato formalmente individuato come europeo tramite la Risoluzione 1203 del Consiglio dell’Europa che ha dichiarato la popolazione rom una “vera minoranza europea”. Gli standard di vita dei rom sonno diventati un segnale d’allarme dal punto di vista umanitario ed hanno sollevato preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani. In aggiunta all’aspetto morale ed umanitario, le difficoltà delle comunità rom generano problematiche a livello sociale ed economico. Pertanto la questione deve interessare sia gli stati nazionali, membri e candidati, sia l’Unione Europea nel suo intero in quanto la disoccupazione e la povertà a lungo termine, nel futuro metterà a repentaglio la competitività. Inoltre nei paesi dove i rom costituiscono popolazioni considerevoli ed in continua crescita, la loro emarginazione ed esclusione minaccerà la stabilità e la coesione sociale . La presente tesi propone due ipotesi riguardo all’argomento trattato:  Il problema rom, nell’attuale contesto dell’Unione Europea allargata e beneficiaria dei vantaggi della libera circolazione, è diventato un problema transfrontaliero, lo spostamento dei rom da un paese ad altro alla ricerca di una vita migliore generando seri problemi sia per le stesse comunità rom sia per i paesi ospitanti. Di conseguenza, la questione oltrepassa il livello nazionale presentandosi con un’evidente dimensione europea, richiedendo un approccio diverso da parte dell’Unione Europea che dovrebbe avere un ruolo attivo con delle azioni pratiche, in sostanza un ruolo che va oltre il coordinamento e le raccomandazioni.  data la complessità del problema e la profonda diversità tra i rom e le popolazioni maggioritarie ma allo stesso tempo anche tra le varie comunità rom, si rivela un’incompatibilità tra queste due società; questa incompatibilità, generata dalla diversità e dalla presenza delle problematiche specifiche , porta a vari difficoltà come la discriminazione, razzismo, scarse opportunità, povertà. Si sostiene quindi la necessità prima di tutto di un intervento di natura educativo, rivolto ugualmente agli individui rom che ai non rom. L’approccio deve essere vincolante quasi coercitivo previsto dalla legge in tale maniera da imporre la frequentazione della scuola ai bambini rom, limitando le loro tradizioni quando si tratta di violazioni della legislazione in vigore . Dall’altra parte le autorità e le istituzioni – media compresi – devono sensibilizzare la popolazione non rom fornendo un’immagine reale della situazione di questa minoranza e fornendo un tipo di educazione civica che promuove principi come l’eguaglianza, la non discriminazione e la solidarietà. La situazione della minoranza rom è un argomento complicato, complesso ed allo stesso tempo molto controverso. Per poter offrire delle soluzioni e delle raccomandazioni, si deve innanzitutto comprendere ed analizzare. In questo senso, la presente tesi ha fissato una serie di obiettivi elencati di seguito:  I rom si devono conoscere. Chi sono i rom, da dove vengono, quali sono le loro tradizioni, che tipo di vita conducono, quali sono le loro condizioni di vita sono domande a cui tanti di noi non sanno rispondere. Abbiamo un’immagine in cui prevalgono gli stereotipi ed i pregiudizi. La distanza sociale imposta dalle popolazioni maggioritarie è indiscutibilmente collegata anche ad una paura di fronte a queste comunità in pratica ignote. Quindi, in queste circostanze, un quadro descrittivo dei rom e delle loro problematiche risulta assolutamente indispensabile. Si intende di presentare sia un quadro della storia dei rom, sia una descrizione delle loro tradizioni insistendo però sulle attuali condizioni di vita delle comunità rom residenti nei paesi membri.  La questione rom ha superato i confini nazionali. I problemi dei singoli paesi membri sono oggi affrontati a livello comunitario in virtù di una politica comune basata sull’unità e sulla solidarietà. Sia per la gravità della situazione, sia per le sue elevate dimensioni, la questione è diventata una vicenda europea. Dunque si intendono individuare gli aspetti e le conseguenze transfrontaliere dell’argomento focalizzando una significante attenzione sulle responsabilità ai vari livelli.  Gli impegni non mancano. È importante avere un quadro completo delle iniziative e degli impegni che sono stati fatti, principalmente per poter identificare che cosa delle misure prese non ha funzionato, oppure cosa ha funzionato meglio. Di conseguenza, per i motivi suindicati, ma anche per facilitare la formulazione delle raccomandazioni conclusive, si intende provvedere ad una comprensiva presentazione degli impegni dei governi nazionali, dell’Unione Europea, delle organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative e delle stesse comunità rom. È inoltre necessaria un’analisi storica delle politiche destinate ai rom durante la storia.  Sono state adottate delle leggi. Dunque si desidera fornire una panoramica sulla legislazione in vigore in modo da diffondere i diritti umani e delle minoranze, ed allo stesso tempo i doveri delle autorità.  Un piccolo contributo alla raccolta dei dati. Uno degli ostacoli più gravi nella gestione della problematica rom è costituito dalla mancanza dei dati. Pertanto uno degli obiettivi principali della tesi è di fornire più informazioni possibili sulla questione in modo da poter facilitare le future ricerche nel campo.  I rom sono vittime dei pregiudizi e degli stereotipi. Si elaborerà una ricerca che intende da una parte identificare i pregiudizi e gli stereotipi che la popolazione maggioritaria associa più frequentemente ai rom, e da un’altra parte identificare la presenza degli atteggiamenti discriminatori.  Un altro obiettivo è di analizzare le particolarità delle comunità rom oppure delle loro problematiche nei principali paesi europei dove risiedono importanti popolazioni di quest’etnia. La minoranza rom è stata dichiarata in assoluto la più povera e vulnerabile dell’Europa. Le problematiche collegate all’etnia rom sono le più svariate e per di più interconnesse tra di loro. Sebbene tradizionalmente e storicamente una delle popolazioni più povere dell’Europa, l’ulteriore collasso della qualità della vita dei rom ha portato ad una situazione insostenibile senza precedente. Dopo la caduta dei regimi socialisti, le condizioni di vita dei rom sono peggiorate in modo allarmante ed i loro diritti sono stati sempre più spesso violati attirando l’attenzione della comunità internazionale ed europea. La povertà dei rom, paragonabile alle comunità del terzo mondo, è strettamente correlata con altre difficoltà che loro affrontano: le lacune in materia di istruzione, la disoccupazione, mancanza di abitazioni ed assistenza sanitaria. I rom hanno un limitato accesso al mercato di lavoro dovuto principalmente ad una scarsa preparazione e poi anche all’isolamento geografico ed alla discriminazione. I bassi livelli di istruzione sono da una parte anche loro dovuti ad un elevato livello di discriminazione nelle scuole e di negazione della loro cultura ed identità. Da un’altra parte, lo scarso accesso ai servizi pubblici, l’emarginazione geografica e l’impossibilità di sostenere le spese scolastiche influiscono altrettanto negativamente l’istruzione dei rom. Il circolo vizioso in cui i rom si trovano intrappolati inizia con la povertà e discriminazione, continua con la scarsa istruzione, la disoccupazione chiudendosi sempre e sfortunatamente con povertà e discriminazione. È ovvio che le comunità rom devono affrontare un complesso processo di modernizzazione attraverso un cambiamento culturale e con l’utilizzo indispensabile degli strumenti come l’istruzione e la formazione professionale. L’emancipazione delle comunità rom deve inoltre garantire ai bambini un’istruzione di qualità ed alle donne l’indipendenza economica. L’intervento, pur coordinato ai livelli istituzionali, deve assolutamente coinvolgere i rappresentanti della minoranza rom senza i quali, il dialogo tramite i rom e i gadje, risulta impossibile. L’accesso all’istruzione ed alla formazione deve tradursi in un obbligo legale in modo che le generazioni rom future ma anche quelle di oggi possano beneficiare di un’educazione, formazione pari al resto delle popolazioni. Dall’altra estremità si trova l’atteggiamento discriminatorio delle popolazioni maggioritarie che ostacola in pratica ogni tentativo di integrazione dei rom al loro interno. In questa direzione sembra sia nata una “coalizione” tra i cittadini, i media e le autorità con lo scopo di segregare e mantenere in condizioni disumane i rom cioè milioni di persone diverse. Una “coalizione” del genere rende impossibile ogni progetto di inclusione dei rom. La colpa è sempre attribuita alla scarsa volontà e coinvolgimento della popolazione rom nel processo integrativo. In pratica, dato l’alto livello della discriminazione di cui sono vittime i membri delle comunità rom, l’integrazione fallirebbe pur avendo la certezza della buona volontà. Dovrebbe istaurarsi un processo di conciliazione mediato dalle autorità pubbliche in cui i lo scopo è di assumere i valori comuni e di educare i rom ed i non rom a come convivere in maniera armoniosa. La presenza degli stereotipi e dei pregiudizi nei mezzi di comunicazione di massa aumenta ingiustamente l’intolleranza e la discriminazione perciò dovrebbe essere regolamentata tramite un efficace intervento legislativo. Inoltre, la creazione dei corsi di educazione civica nelle scuole e delle campagne mediatiche risulta assolutamente necessaria per sensibilizzare i “gadje” sui diritti umani e delle minoranze, far conoscere le vere problematiche rom e generare un’educazione che promuova la tolleranza e l’uguaglianza. La diversità – valore centrale dell’identità europea - deve essere più di un concetto espresso a livello europeo. Deve essere vista per quello che è veramente: una fonte di ricchezza di cui possiamo beneficiare tutti al di là della razza, religione, appartenenza etnica o orientamento sessuale. L’integrazione dei rom deve prevedere una vera e propria convivenza tra questi e le società maggioritarie evitando completamente formule di tipo segregatorio. Il modello di vita europeo, basato sui nostri valori comuni, per poter essere assunto deve essere prima di tutto conosciuto quindi i rom devono essere ammessi nelle scuole, nelle classi con tutti gli altri bambini, negli ospedali nelle stanze insieme ai pazienti romeni, italiani, oppure slovacchi, devono lavorare negli ambienti lavorativi di tutti noi e devono condividere gli spazi per il tempo libero come tutti gli altri cittadini europei. Finche saranno isolati, esclusi continueranno a vivere in condizioni di estrema povertà guidati dai costumi inadeguati al giorno d’oggi. La difficoltà della problematica è generata proprio della convinzione di infallibilità di ogni parte – i rom ed i non rom – e di come far comprendere l’inattendibilità dei propri atteggiamenti. In una situazione in cui tutti pensano di avere ragione e tutti pensano di essere vittime, l’educazione è l’unica strada per una convivenza serena basata sui valori e principi comuni.
PhD cycle: XX Ciclo
PhD programme: TRANSBORDER POLICIES FOR DAILY LIFE
Description: 2007/2008
Keywords: problematiche comunita rom
Main language of document: it
Type: Tesi di dottorato
Doctoral Thesis
Scientific-educational field: SPS/10 SOCIOLOGIA DELL'AMBIENTE E DEL TERRITORIO
NBN: urn:nbn:it:units-7428
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