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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/3127

Title: Studio archeometrico di asce in pietra levigata provenienti dal Caput Adriae
Other Titles: Archaeometric study of polished stone axes from Caput Adriae
Authors: Bernardini, Federico
Supervisor/Tutor: Montagnari, Emanuela
Veluscek, Anton
Co-supervisor: Princivalle, Francesco
Issue Date: 20-Apr-2009
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: Sono stati studiati manufatti in pietra levigata – soprattutto lame d’ascia e asce forate – riferibili al Neolitico e all’età del Rame, scoperti nel Caput Adriae e nelle aree limitrofe (principalmente Friuli, Carso, Istria e Palude di Lubiana). Alcune ricerche preliminari hanno indicato un drastico cambio di materie prime tra Neolitico ed età del Rame, principalmente HP metaofioliti affioranti in Italia nord-occidentale per lame d’ascia neolitiche e altre litologie metamorfiche, di provenienza non ben precisata ma genericamente alpino-orientale o balcanica, per le asce forate dell’età del Rame. Sulla base di queste indicazioni è stato redatto un progetto di ricerca volto a raccogliere dati utili per ricostruire l’evoluzione culturale e dei sistemi di scambio attivi nel Caput Adriae durante la preistoria recente e per cercare di comprendere le cause di eventuali interruzioni o sviluppi significativi. Nel primo capitolo vengono esposti i criteri morfo-metrici e tecnologici adottati per la descrizione dei reperti attraverso un sistema di schedatura e le metodologie analitiche più utilizzate. In quello successivo, dedicato al contesto archeologico, viene riassunto lo stato delle conoscenze per quanto concerne le evidenze archeologiche e lo sviluppo culturale delle varie aree incluse nel progetto per un arco cronologico compreso tra Neolitico ed età del Rame. Segue un capitolo dedicato alla descrizione tipologica e alla caratterizzazione dei manufatti in pietra levigata, suddivisi per cronologia. Tra i materiali neolitici del Friuli prevalgono le industrie costituite da HP metaofioliti – soprattutto giade ed eclogiti –. Reperti dello stesso tipo sono piuttosto comuni anche nelle grotte del Carso, in Istria e nelle isole del Quarnero, mentre il loro numero si riduce drasticamente in Slovenia centrale dove essi appaiono per la prima volta appena nel IV millennio a.C.. In questo periodo nei siti del Ljubljansko barje le lame d’ascia sono tuttavia in gran parte fabbricate con rocce piroclastiche. Le asce forate, nella gran parte dei casi riferibili con sicurezza all’età del Rame, sono costituite principalmente da tre litologie d’importazione: serpentiniti, diffuse soprattutto nella parte settentrionale del Caput Adriae; metaultramafiti anfibolico-cloritiche-pirosseniche, comuni nel Ljubljansko barje e nel Carso; doleriti parzialmente ricristallizzate, particolarmente numerose in Istria e nella Slovenia meridionale. Nel quarto capitolo, sulla base dei dati emersi dalla caratterizzazione dei manufatti, vengono prese in considerazioni le possibili fonti di approvvigionamento, sia sulla base della letteratura, sia su quella del lavoro effettuato in campagna. Nel tentativo di identificare l’area di provenienza delle serpentiniti sono stati campionati i principali affioramenti di queste rocce in Slovenia (Pohorje) e in varie regioni austriache (Carinzia, Stiria, Salisburghese, Tirolo Orientale e Burgenland). Grazie al confronto dei dati emersi dalla caratterizzazione dei manufatti con quelli relativi alle possibili zone sorgenti – nel quinto capitolo – è stato possibile definire la più probabile zona di provenienza della gran parte dei materiali importati: 1) i manufatti in HP metaofioliti sono costituiti da rocce provenienti da depositi del Piemonte e della Liguria, come numerosi studi hanno già dimostrato; 2) le serpentiniti impiegate per la produzione delle asce forate trovano strette affinità in alcuni affioramenti degli Alti Tauri in Austria centrale; 3) l’area di approvvigionamento delle asce forate in dolerite dovrebbe corrispondere al Banija Ophiolite Complex, margine estremo settentrionale della Central Dinaric Opholitic Belt in Croazia; 4) non si è ancora proceduto a uno studio sistematico delle possibili zone sorgenti delle asce forate in metultramafite ma la distribuzione dei reperti suggerisce un’origine diversa da quella delle serpentiniti e più orientale, nell’ambito delle Alpi Orientali o forse altrove. Nel sesto capitolo i dati morfo-metrici e tecnologici dei manufatti, considerati nell’ambito di gruppi litologici distinti – vista l’importanza e il condizionamento delle proprietà delle rocce e della morfologia dei supporti –, sono stati considerati per verificare la possibilità di creare dei raggruppamenti tipologici significativi. In alcuni casi è stato possibile riconoscere dei tipi caratteristici di determinate fasi cronologiche e la loro evoluzione nel tempo. Gli elementi raccolti hanno permesso di evidenziare alcuni dei tratti fondamentali e di lungo periodo dei sistemi di scambio attivi nell’area del Caput Adriae tra VI e III millennio a.C.. Durante il Neolitico, a partire dalla cultura di Danilo/Vlaška, le aree costiere del Caput Adriae sono coinvolte in sistemi di scambio che le collegano soprattutto all’Italia settentrionale e all’attuale fascia costiera croata, mentre, allo stato attuale mancano del tutto prove certe di contatti con la Slovenia centrale, dove una cultura neolitica si afferma appena nella prima metà del V millennio a.C.. L’esistenza di questi circuiti di scambio è documentata dalla comune presenza di manufatti in HP metaofioliti, manufatti in ossidiana lipariota, in ossidiana carpatica, asce a cuneo da calzolaio – queste ultime due classi di materiali introdotte in Friuli e Carso probabilmente tramite la mediazione dalla costa Dalmata – e da manufatti ceramici, recipienti e oggetti cultuali. Nel corso dell’età del Rame – dal IV millennio a.C. – si assiste a una crescita della rilevanza strategica del Caput Adriae e forse alla sua prima costituzione nel senso di un territorio fortemente connotato come luogo di incontro e passaggio di elementi materiali e spirituali tra il modo europeo continentale e quello mediterraneo, fenomeno chiaramente indicato dall’origine delle asce forate e di altre classi di materiali. I dati archeometrici a disposizione per le asce forate in Italia settentrionale e nel Caput Adriae indicano che le aree di provenienza della materie prime corrispondono a fonti di approvvigionamento, in genere non troppo distanti, sconosciute o quasi durante il Neolitico. Le ragioni di questo netto cambiamento, già messo in evidenza da altri studiosi, vanno probabilmente ricondotte a un insieme complesso di fattori, non facilmente definibili. Una possibile chiave interpretativa è suggerita dal tipo di materie prime sfruttate per la manifattura delle asce forate. Si tratta infatti di rocce affioranti in complessi ofiolitici ricchi di mineralizzazioni di rame. La corrispondenza tra le fonti di approvvigionamento delle materie prime usate per la produzione di asce forate e aree ricche di depositi di rame, sfruttate da momenti diversi della tarda preistoria, potrebbe non essere casuale. L’adozione di martelli litici, spesso fatti di rocce doleritiche o altre litologie magmatiche, la cui presenza è registrata in siti minerari dell’età del Rame, implica una ricerca delle materie prime litiche più dure e adatte all’attività di estrazione mineraria. La conoscenza delle proprietà tecniche delle rocce, acquisita empiricamente in un contesto di esplorazione e sfruttamento delle risorse di rame, potrebbe essere dunque stata applicata anche nella produzione di asce forate.
PhD cycle: XXI Ciclo
PhD programme: SCIENZE DELL'ANTICHITA'
Description: 2007/2008
Keywords: Archeometria
Asce in pietra levigata
Caput Adriae
Neolitico
Età del Rame
Main language of document: it
Type: Tesi di dottorato
Doctoral Thesis
Scientific-educational field: L-ANT/01 PREISTORIA E PROTOSTORIA
NBN: urn:nbn:it:units-7437
Appears in Collections:Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche

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