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Title: Il 'De centum metris' di Servio: un ‘manuale’ di metrica tardoantico
Authors: Elice, Martina
Issue Date: 2010
Publisher: EUT Edizioni Università Trieste
Citation: Martina Elice " 'Il De centum metris' di Servio: un ‘manuale’ di metrica tardoantico", in: Incontri Triestini di Filologia Classica, 8 (2008/09), pp. 155-174
Series/Report no.: Incontri Triestini di Filologia Classica
8 (2008/09)
Abstract: Il contributo mira a presentare il ‘De centum metris’ di Servio, un’opera minore nell’ambito della produzione del grammatico commentatore di Virgilio, ma ricca di elementi utili a definire con maggior precisione il nome, la cronologia e la biografia del suo autore. Del trattato metrico serviano vengono prese in considerazioni soprattutto le parti che fanno da ‘cornice’, e cioè l’’inscriptio’, la prefazione e l’epilogo. Ampio spazio viene dato all’analisi della prefazione, che contiene tutti gli elementi topici dei proemi (la dedica al destinatario, la professione di modestia e la richiesta di indulgenza, l’enunciazione dell’argomento, la descrizione del ‘metodo’ impiegato e la dichiarazione di brevità), e della chiusa, dove l’autore si congeda dal lettore e gli affida il suo trattato definendolo come un ‘manuale in forma compendiata’ (‘in conpendio discendi manualem libellum’). L’espressione ‘manualis libellus’ (o ‘liber’), usata per la prima volta da Servio, avrà straordinaria fortuna e diffusione nel Medioevo e fino ai nostri giorni.
The scope of this paper is to gain insight into Servius’ ‘De centum metris’: although one of the minor works of the late fourth-century grammarian and commentator on Virgil, it can however provide much information about the name, chronology and life of Servius. The sections of the treatise that act as a frame to the main text, i. e. the ‘inscriptio’, the preface and the epilogue, have been specifically fathomed. The preface features all the rhetorical conventions of prologues: the letter to the dedicatee, a profession of inadequacy, a request of indulgence from the audience, a short introduction to the topic and to the methodology adopted (selectivity and brevity). In the epilogue Servius commits his work to the reader, strategically defining it as a ‘handbook’. In Servius’ ‘De centum metris’, in fact, the Latin definition ‘manualis libellus’ (or ‘liber’) comes forth for the first time, a formula that will then gain extraordinary success and spread through the Middle Ages up to modern times.
URI: http://hdl.handle.net/10077/3573
ISSN: 1827-4854
Appears in Collections:08. Incontri triestini di filologia classica (2008-2009)

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