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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/3587

Title: Il ruolo delle fonti rinnovabili nell'evoluzione del sistema energetico: tra dinamiche globali ed equilibri locali
Authors: Di Meo, Mara
Supervisor/Tutor: D'aponte, Tullio
D'aponte, Tullio
Issue Date: 23-Mar-2010
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: L’energia permea l’universo. Non esiste processo fisico, chimico o biologico che non necessiti di energia; la materia stessa è energia in forma condensata. Il genere umano, nel corso della storia, ha sperimentato una miriade di sistemi per estrarre, dalle diverse fonti, energia utile alla sua evoluzione socio-economica. Il lavoro sviluppato ambisce a fare chiarezza sul tema dell’energia quale insostituibile “leva” dello sviluppo economico-sociale di un sistema territoriale, analizzato, nel mutevole contesto attuale, nei molteplici aspetti connessi alla ricerca di fonti energetiche alternative a quelle fossili, nella prospettiva di uno sviluppo che, al di là della mera crescita economica, fondi su espliciti requisiti di sostenibilità. È universalmente riconosciuto, ormai, che il modello attuale di sviluppo del sistema energetico globale, basato sulle fonti convenzionali di energia, non è più sostenibile. Le riserve di combustibili fossili sono destinate, in un futuro più o meno remoto, a giungere a esaurimento; inoltre, sono scientificamente provati gli effetti nefasti sull’ambiente determinati dalla combustione di carbone, petrolio e derivati. Non è pensabile, tuttavia, che gli abitanti del pianeta rinuncino ai numerosi vantaggi, in termini di benessere e di sviluppo economico sociale, che derivano dall’avere a disposizione quantità crescenti di energia. L’energia è una risorsa economica e strategica. La politica energetica, tanto nei paesi produttori quanto in quelli consumatori, segue interessi economici così come valutazioni strategiche. Lo scenario energetico si è rivelato uno degli indicatori più efficaci delle dinamiche geopolitiche globali e il fenomeno della globalizzazione, anziché cancellare l’importanza della geografia, ne ha rafforzato il ruolo. Le aree più “energivore” del pianeta, costituite da complessi di paesi designati comunemente con l’aggettivo “sviluppati”, quali ad esempio, gli Stati Uniti, l’Unione Europea o il Giappone, ma anche da paesi il cui sviluppo economico è in fase emergente, quali Cina e India, sono lontani dall’essere autosufficienti per ciò che attiene all’approvvigionamento di energia e, conseguentemente, non sono in grado di sostenere autonomamente le proprie economie ed elevati livelli del tenore di vita dei loro abitanti. I giacimenti energetici convenzionali, specie quelli di petrolio e gas naturale, sono concentrati in aree geografiche politicamente instabili, principalmente nel Medio Oriente e, in misura minore, in altre regioni critiche dell’Africa, dell’America Latina, in Russia e nell’area caspica; ma la stabilità politica dei paesi detentori di fonti energetiche è fondamentale per la fluidità dei flussi energetici e qualsiasi instabilità nell’offerta di energia genera, inevitabilmente, tensioni sul piano economico e sociale. È stato dimostrato che, quanto più elevato è il reddito di un paese o di una regione, tanto più alto è il consumo di energia all’interno dell’entità territoriale di riferimento e viceversa. Non si può ignorare, tuttavia, che esiste una parte considerevole degli abitanti del pianeta il cui accesso all’energia è insufficiente o, addirittura inesistente, ciò non è accettabile sotto il profilo della sostenibilità sociale; la disponibilità di energia, specialmente di quella elettrica, è fondamentale per spezzare il ciclo della povertà e rafforzare lo sviluppo e il benessere delle popolazioni. Una soluzione indicata da molti è l’emancipazione dall’utilizzo del petrolio e dalle altre fonti energetiche fossili, investendo risorse sia materiali che immateriali nello sviluppo di fonti sostenibili di energia, che attualmente, tuttavia, ricoprono una percentuale ancora troppo esigua della produzione energetica mondiale. Le ottime performance fatte registrare nell’ultimo periodo dalle rinnovabili fanno ben sperare, tuttavia, è impensabile raggiungere la rivoluzione energetica auspicata in tempi rapidi. Nel bilancio energetico globale le diverse fonti hanno dimensioni e pesi differenti, il loro utilizzo presenta, per ciascuna di esse, problemi peculiari legati ai costi, alla sicurezza, alla disponibilità e allo sviluppo di tecnologie di conversione efficienti e, soprattutto, esistono ordini di grandezza che non possono essere ignorati nel momento in cui si pensa alla sostituzione di una fonte con un’altra. La strategia da adottare per risolvere il problema energetico deve essere lungimirante, puntare al capovolgimento completo dell’attuale sistema energetico nel lungo periodo, secondo una visione globale, ma al contempo non ignorare le urgenze del breve periodo (che possono trovare un’adeguata soluzione nell’incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia e in un buon mix energetico) e la mutevolezza dei contesti locali. Trattare il tema dell’energia senza perdere di vista il territorio è indispensabile per la realizzazione di un modello di sviluppo energetico che rispetti le peculiarità e le vocazioni delle diverse entità territoriali coinvolte. È necessario, cioè, che il territorio non sia concepito come una base inerte su cui installare centrali per la produzione di energia, secondo logiche incentrate sulle caratteristiche fisiche e tecniche degli impianti e delle reti distributive, ma che si pensi a esso come a un “valore” da rispettare ed, eventualmente, da potenziare, con il quale interagire e da cui partire per implementare pianificazioni energetiche incisive. Per garantire un adeguato sviluppo delle tecnologie in grado di utilizzare le fonti rinnovabili di energia al fine di ridurre il contributo antropico ai cambiamenti climatici e, al contempo, assicurare un approvvigionamento energetico sicuro ed efficace, capace di sostenere livelli di crescita economico-sociale in ascesa, le politiche energetiche e i meccanismi di incentivazione che da esse scaturiscono sono da ritenersi strumenti chiave indispensabili. Inoltre, al fine di vincere la sfida geo-energetica in atto, la transizione dall’attuale “insostenibile” sistema di produzione e utilizzo dell’energia verso un sistema energetico pienamente sostenibile, è indispensabile dare il giusto peso alla ricerca scientifica e tecnologica e potenziare gli investimenti in ricerca e sviluppo su tutta le filiera energetica: fonti primarie, conversione e usi finali dell’energia.
PhD cycle: XXII Ciclo
PhD programme: SCUOLA DI DOTTORATO DI RICERCA IN SCIENZE DELL'UOMO, DEL TERRITORIO E DELLA SOCIETA'
Description: 2008/2009
Keywords: Energia
Fonti energetiche rinnovabili
Sostenibilità energetica
Main language of document: it
Type: Tesi di dottorato
Doctoral Thesis
Scientific-educational field: M-GGR/02 GEOGRAFIA ECONOMICO-POLITICA
NBN: urn:nbn:it:units-8846
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