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09. Incontri triestini di filologia classica (2009-2010) >

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Title: Erudita invenzione: riflessioni sulla 'Piccola grande Iliade' di Giovanni Tzetze
Authors: Braccini, Tommaso
Issue Date: 2010
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Citation: Tommaso Braccini, "Erudita invenzione: riflessioni sulla 'Piccola grande Iliade' di Giovanni Tzetze", in: Incontri Triestini di Filologia Classica, 9 (2009/10), pp. 153-173.
Series/Report no.: Incontri Triestini di Filologia Classica
9 (2009/10)
Abstract: La prima tra le numerose opere erudite di Giovanni Tzetze (XII secolo) è costituita dalla 'Piccola grande Iliade' in versi (corredati da un’ampia messe di scolii d’autore), presentata come un’opera scritta “a beneficio dei giovani” che in essa avrebbero trovato riassunta tutta la storia della guerra di Troia. La vasta, anche se a volte magmatica, erudizione dell’autore traspare in molti passi del testo, che come spesso avviene risulta trattato dai filologi moderna semplicemente alla stregua di un monotono repertorio erudito. In realtà, ad uno sguardo più attento risulta come Tzetze avesse spesso un atteggiamento più esplicitamente “creativo” di quanto si potrebbe credere: in più di un caso, dichiara con orgoglio di aver creato “miti” allegorici di sapore omerico per veicolare concetti di ambito fisico e naturale; altrettanto spesso, si identifica con personaggi mitologici o irrompe direttamente nella narrazione, in forme anche abbastanza vivaci. La 'Piccola grande Iliade' si rivela così un’opera erudita, ma nella quale l’ “invenzione” poetica gioca un ruolo importante.
The first of the many scholarly works by John Tzetzes (XIIth century) is his 'Little big Iliad', that, along with a large crop of scholia written by the author himself, is presented as a text written “for the benefit of young people”, summarizing the whole history of the Trojan War. Tzetzes’ erudition, wide although sometimes chaotic, shines through in many passages of his poem, which is often considered by modern philologists just a monotonous learned repertoire. In fact, a closer look at it shows that Tzetzes often had an explicitly “creative” attitude: in more than one case, he declares with pride of having created allegorical “myths” with a Homeric flavour, in order to convey concepts pertaining to physics and natural history; just as often, he identifies himself with mythological characters or breaks quite lively in the narrative. Therefore, his 'Little big Iliad' proves to be a scholarly work, but in which poetic ‘invention’ plays a very important role.
URI: http://hdl.handle.net/10077/4181
ISSN: 1827-4854
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