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Title: 'Recusationes' a confronto: Sidonio Apollinare 'epist.' IX 13,2 e Venanzio Fortunato 'carm.' IX 7
Authors: Consolino, Franca Ela
Issue Date: 2011
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Citation: Franca Ela consolino, "'Recusationes' a confronto: Sidonio Apollinare 'epist.' IX 13,2 e Venanzio Fortunato 'carm.' IX 7", in Lucio Cristante e Simona Ravalico (a cura di): “Il calamo della memoria. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità. IV”, Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2011, pp. 101-125.
Series/Report no.: Polymnia : studi di filologia classica
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Abstract: Vengono analizzati e messi a confronto due carmi composti in Gallia a distanza di circa un secolo da Sidonio Apollinare (epist. IX 13,2) e Venanzio Fortunato (Carm. IX 7). Si tratta di due 'recusationes' in metro lirico (asclepiadei minori 'katà sitchon' per Sidonio, strofe saffiche per Venanzio), che entrambe individuano i propri precedenti nella poesia lirica profana, greca e latina. Dal confronto fra i due componimenti emergono alcune importanti differenze, relative al rapporto dei due autori sia con la tradizione letteraria sia con i dedicatari e i possibili milieus culturali di riferimento. Le scelte stilistiche e lessicali mostrano in Venanzio una cultura letteraria meno ricercata e probabilmente meno vasta di quella posseduta da Sidonio, autore di un testo ben più fitto di allusioni letterarie. In compenso, il carme di Venanzio ha una struttura più ricca e articolata. Ancor più marcata la differenza fra i due poeti sotto il profilo delle relazioni sociali e culturali. Esponente dell’aristocrazia galloromana, anche da vescovo Sidonio conserva una posizione di prestigio all’interno del proprio circolo letterario. L’exul Venanzio, legato ai suoi destinatari da una serie di relazioni interpersonali non mediate dall’appartenenza ad una cerchia comune, tratta con deferenza il suo committente Gregorio di Tours, a lui superiore per estrazione sociale.
This paper compares two poems written in Gaul at a distance of about a century, the former by Sidonius Apollinaris (epist. IX 13,2), the latter by Venantius Fortunatus (Carm. IX 7). Each poem is composed in a lyric meter − Asclepiadeans for Sidonius Apollinaris, Sapphic stanzas for Fortunatus − and contains a recusatio. A thoroughly examination of both poems offers the basis for a comparison showing important differences in the way the two poets deal with previous literary tradition and in their relationship to their dedicatees and the cultural milieus they possibly belong to. Both of them refer only to profane lyric poets of the Greek and Latin past, but Sidonius is much richer in literary allusions, while Venantius tries to give his composition a more articulate structure. Even more striking is the difference intheir social standing: a Gallo roman aristocrat himself, even after becoming bishop Sidonius keeps among the poets of his circle the centrality he had earned as a profane poet, whereas the exul Fortunatus, who does not share in a circle, normally entertains interpersonal relations with his addressees and plays a subordinate role with his dedicatee Gregory of Tours.
URI: http://hdl.handle.net/10077/4398
ISBN: 978-88-8303-319-3
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