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Trasporti. Diritto, economia, politica n. 088 (2002) >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/5511

Title: "Il valore uomo" nell'ordinamento giuridico marittimo generale
Authors: Antonini, Monica
Keywords: sicurezza marittima ed aeronautica
valore uomo
Issue Date: 2002
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Citation: Monica Antonini, "'Il valore uomo' nell'ordinamento giuridico marittimo generale", in: Trasporti. Diritto, economia, politica, 88 (2002), pp.107-140
Abstract: Il circolo di Trieste ha compiuto una trasformazione del tradizionale modo di vedere la fenomenica giuridica marittima in direzione di un realismo scientifico, implicante l’accettazione di un diritto marittimo ancorato alle istituzioni comunitarie mercantili operanti in un’intera “società aperta”. La logica della nuova costruzione scientifica è in relazione con la “società aperta”, ed il criticismo sviluppato dalla scuola di Trieste viene esteso all’intera società espressa dalle formazioni marittime, portuali e mercantili, sicché la scienza giuridica stessa viene vista come un fenomeno economico, che rappresenta un modello di “società aperta”. La teoria della scienza giuridica marittima sta indubbiamente sullo sfondo della “società aperta” costituita dalle istituzioni comunitarie di organismi economici marittimi e portuali radicati nello scenario mondiale dei mercati o del mercato dei traffici internazionali. Non esiste la storia del diritto marittimo ma, bensì esiste il diritto marittimo nella storia, che è una visuale dogmatica ed euristica tutta diversa di intendere la funzione della storia giuridica collegata alla centralità della nozione di esperienza giuridica : la meditazione su ogni esperienza, esaurita o in atto, è sempre, senza bisogno di puntualizzarlo, “storica”. Solo il commercio marittimo, informando e plasmando il diritto marittimo stesso, viene ad originare un rapporto che si articola dal lato attivo nel diritto di esercitare il diritto e dal lato passivo nell’obbligo di cooperare per la sua attuazione, e può essere considerato come fonte generale dello stesso: tutto ruota attorno a questo valore che funge da fonte suprema del diritto marittimo, da punto di contatto tra l’ordinamento giuridico e le singole estrinsecazioni della realtà, che viene a svolgere il ruolo di criterio che segna partitamene il diritto marittimo e ciò che non lo è. Il “valore uomo” rappresenta un bene supremo che va tenuto in considerazione sempre, poiché accompagna ogni momento ed ogni fase delle articolazioni in cui si specifica l’attuazione del programma del commercio marittimo internazionale. Essendo l’uomo l’elemento propulsivo di ogni gesto ed attività, risulta agevole comprendere che gli sforzi volti a dilatare gli orizzonti del trasporto e la soddisfazione di nuovi bisogni, non potevano trascurare, parallelamente, il programma di intensificazione della tutela dell’insostituibile e prezioso bene supremo della vita. Le fermate rilevazioni acquisiscono un valore in punto di metodo, di presupposto, e di intavolazione nella cardinale questione del “valore uomo” iscritta nel più vasto capitolo della tutela della sicurezza marittima ed aeronautica, e segnatamente in quello dei trasporti.
URI: http://hdl.handle.net/10077/5511
ISSN: 0390-4520
Appears in Collections:Trasporti. Diritto, economia, politica n. 088 (2002)

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