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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/6189

Title: Il progetto ANSER (Interreg IIIA Transfrontaliero Adriatico) per la valutazione del ruolo ecologico delle zone umide per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici nell’Adriatico settentrionale
The project ANSER (Adriatic Transborder Interreg IIIA) for the evaluation of wetland ecological role for waterbird resting and wintering in Northern Adriatic
Authors: Facchin, Gabriele
Florit, Fabrizio
Issue Date: 2007
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Citation: Gabriele Facchin, Fabrizio Florit, "Il progetto ANSER (Interreg IIIA Transfrontaliero Adriatico) per la valutazione del ruolo ecologico delle zone umide per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici nell’Adriatico settentrionale", in: "Linee guida e casi di studio per la gestione dei siti della rete Natura 2000 in ambiente di transizione : atti del workshop tenutosi a Grado, Palazzo dei congressi, 7-8 giugno 2006", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2007, pp. 243-247.
Abstract: La Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato nel 2005, in qualità di Lead Partner, il progetto ANSER, che mira a valutare il ruolo ecologico delle zone umide per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici nell’Adriatico settentrionale ed a definire linee guida per la conservazione del patrimonio naturale marino costiero. Il progetto viene realizzato in partenariato con le Università degli Studi di Udine e Trieste, la Regione Emilia- Romagna, l’ Ente pubblico per la gestione delle aree protette nella contea di Spalato e Dalmazia (Croazia) ed il Museo di Scienze Naturali di Tirana (Albania). L’esigenza di mettere in atto tale progetto deriva dalla considerazione dell’eccezionale importanza dell’area adriatica per la nidificazione, la sosta e lo svernamento di molte specie di uccelli, della contestuale fragilità delle zone umide costiere, tradottasi spesso in degrado degli habitat, e della odierna necessità di conciliare le esigenze di conservazione con il diritto, per gli abitanti delle aree interessate dalla presenza di zone umide, al raggiungimento di livelli economici e occupazionali analoghi a quelli di altri territori. Il progetto trova quindi ulteriore motivazione nella necessità per le amministrazioni competenti di dare piena attuazione agli strumenti legislativi di riferimento per la protezione della natura nei paesi dell’Unione Europea come la “Direttiva Uccelli” (79/409/CEE) e la “Direttiva Habitat” (92/43/CEE) che hanno permesso di individuare le aree particolarmente meritevoli di conservazione in previsione di un loro piano di gestione e sviluppo. Da questo punto di vista l’acquisizione di dati attraverso studi, ricerche, attività di monitoraggio costituisce la premessa indispensabile per orientare le scelte gestionali, affinché qualsiasi intervento di conservazione non si riveli inefficace o addirittura dannoso. In questa direzione, il progetto si pone tra gli obiettivi di individuare i fattori di sovrapposizione ecologica delle diverse componenti ambientali ed antropiche e di raggiungere un forte coordinamento ed una forte sinergia tra Amministrazioni pubbliche, Istituti di ricerca e Università, ai fini di una corretta gestione di un sistema così complesso quali sono le zone umide. A tale scopo si prevede la messa a punto di metodologie di monitoraggio che, ricorrendo a indicatori di interesse gestionale, possano fornire dati certi e immediatamente utilizzabili relativamente alla situazione in atto e alle tendenze evolutive degli ecosistemi considerati, così da consentire l’adozione di provvedimenti correttivi adeguati. Il progetto inoltre individuerà nuove metodologie strumentali di ricerca e contribuirà concretamente alla formazione di nuove professionalità tecniche nel settore del biomonitoraggio, che portino ad una maggiore integrazione tecnico-scientifica delle istituzioni partner e delle altre realtà, istituzionali e non, territorialmente coinvolte. acquatici nell’Adriatico settentrionale
Since 2005, the Region Friuli Venezia Giulia is the lead partner of the project ANSER, aimed at evaluating the ecological role of wetlands for waterbird resting and wintering in Northern Adriatic. One of the final aims of the project is to define a series of guidelines for the conservation of coastal wetlands and waterbirds. The project is carried out in collaboration with the universities of Udine and Trieste, the Region Emilia-Romagna, the Institution for protected area management of Spalato and Dalmatia (Croatia) and the Natural History Museum of Tirana (Albania). With regard to the Region Friuli Venezia Giulia, the project will be carried out until december 2008 and will involve all regional coastal wetlands. The reason for carrying out such a project is related to the great importance of the Adriatic area for the breeding, resting and wintering of a high number of birds, to the fragility of coastal wetlands, that are often characterized by habitat degradation, and to the need of integrating the conservation requirements to the social and economic development of such areas. The project is also related to the need of implementing the European environmental legislation, and in particular the Birds (79/409/EEC) and Habitats (92/43/EEC) directives, that have allowed to identify the areas where conservation, management and development plans should be applied. Data collection through research and monitoring activities is of the utmost importance for the definition of efficient and exhaustive management strategies. Indeed, the project aims at determining the factors of ecological overlap between environmental and human components, and at reaching a strong coordination among public administrations, research institutions and universities, in order to achieve a proper management of wetlands. For this reason, the monitoring methods are related to the development of indicators of management interest, that are accurate and can be immediately used for describing the evolutionary tendencies of the ecosystems, and adopt the required adjustments. The project will also define new research methods and form experts in biomonitoring, leading to a stronger technical-scientific integration of the partner institutions and of the other stakeholders.
URI: http://hdl.handle.net/10077/6189
ISBN: 978-88-8303-200-4
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