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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/7395

Title: Illegale al 90%. Forme instabili della strada
Authors: Marcon, Claudia
Supervisor/Tutor: Marin, Alessandra
Corbellini, Giovanni
Issue Date: 20-Apr-2012
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: Lo spazio della strada è da sempre uno dei luoghi dotati di maggiore vivacità all’interno delle strutture urbane; questa sua costante importanza è dovuta soprattutto al frequente mutare delle sue caratteristiche formali e spaziali, così come alla sua capacità di accogliere differenti funzioni. Ma dalla fine del XIX secolo uno dei caratteri che dalla sua nascita l’hanno caratterizzata, essere uno spazio necessario per la vita quotidiana, dove ci si può incontrare e interagire, è venuto progressivamente ad impoverirsi, fino a mancare. Se un tempo la strada era considerata come uno spazio collettivo, oggi la crescente disparità nel rapporto tra auto e pedoni ne fa un luogo conteso e, per questi ultimi, spesso non agevolmente “abitabile”. Mediamente il 30% del suolo pubblico all’interno dei centri urbani europei, è occupato dalle automobili; in alcuni casi, soprattutto nelle città americane, le superfici allestite o progettate appositamente per le automobili e da esse occupate sfiorano percentuali che si avvicinano al 60%2 dello spazio aperto fruibile dai cittadini. L’aumento della superficie territoriale “sacrificata” alle necessità di circolazione e sosta dell’automobile è cresciuto in modo direttamente proporzionale al ruolo acquisito da questa modalità di trasporto, causando problemi rilevanti non solo ai pedoni, ma anche a coloro che ogni giorno rimangono bloccati nel traffico, sopraffatti dall’inquinamento dell’aria e acustico, preda della tensione causata dagli ingorghi, come ci viene narrato in tanti film, come Il sorpasso di D. Risi o American Graffiti di S. Lucas3. Intraprendendo un percorso di lettura riferito allo spazio delle strade come fenomeni urbani, ai modi d’uso dello spazio strada e ai progetti informali di riappropriazione dello stesso da parte dei suoi diversi utenti, anche attraverso modalità non codificate e non istituzionali, ho immaginato di individuare e seguire, tra le molte possibili, quelle tracce generate da “procedure multiformi, resistenti, scaltre e ostinate che sfuggono alla disciplina senza essere tuttavia al di fuori del campo in cui essa si esercita”.4 Ciò ha significato compiere un esercizio che permette di capire come differenti gruppi e individui agiscano, nel momento in cui i modi d’uso di uno spazio appaiono a una parte consistente dei suoi utenti come non totalmente adeguati, se in modo dialettico o (più spesso) in contrapposizione alla struttura esistente degli spazi della città contemporanea. Comprendere le dinamiche di questo tipo di situazioni e di pratiche, azioni, progetti di trasformazione può permettere di individuare e definire modi innovativi di intervento sullo spazio della strada, facendo diventare (o tornare ad essere) questo luogo uno spazio abitabile esterno, prolungamento e complemento di quello interno domestico; un luogo in cui eventi auto-organizzati, nuove forme di occupazione del suolo pubblico ed esperienze di microprogettualità diffusa innovative mettono in luce la vitalità e il grado di flessibilità di questo manufatto e degli spazi che con esso si relazionano. L’osservazione di queste azioni ha permesso a questa tesi di porre in luce strategie e processi 27 attivabili per favorire una nuova configurazione del rapporto tra strada e città, assegnando un ruolo importante, nella definizione di questo spazio, ai suoi protagonisti.
PhD cycle: XXIV Ciclo
PhD programme: SCUOLA DI DOTTORATO DI RICERCA IN SCIENZE INTEGRATE PER LA SOSTENIBILITA' TERRITORIALE
Description: 2010/2011
Keywords: appropriazione
strada
spazio pubblico
illegale
attivismo urbano
usi
abusi
Main language of document: it
Type: Tesi di dottorato
Doctoral Thesis
Scientific-educational field: ICAR/21 URBANISTICA
NBN: urn:nbn:it:units-9177
Appears in Collections:Ingegneria civile e architettura

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