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Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/7440

Title: Aspetti temporali nella percezione e nell’esecuzione di movimenti complessi.
Authors: Murgia, Mauro
Supervisor/Tutor: Galmonte, Alessandra
Issue Date: 20-Apr-2012
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: Il presente lavoro si propone di indagare gli aspetti temporali legati alla percezione e all’esecuzione di movimenti complessi. Il principale obiettivo sarà quello di proporre un modello che implementerà la teoria della codifica degli eventi (Hommel et al., 2001) relativamente ai fattori temporali dei processi di percezione e azione. Questa proposta succederà alla descrizione di quattro esperimenti che indagheranno tali meccanismi in contesti ecologici. Gli esperimenti verteranno sui seguenti tre temi: 1) differenze sensoriali nella percezione del ritmo associato al movimento; 2) riconoscimento del movimento proprio e altrui utilizzando l’informazione acustica; 3) differenze sensoriali nel modellamento dell’azione. Il primo esperimento ha indagato la capacità di ballerini esperti di tip-tap di individuare variazioni ritmiche associate a sequenze di passi eseguiti da un’insegnante. Venivano registrate delle prove le quali potevano avere un ritmo costante (even) o presentare un lieve errore (uneven). Secondo alcuni criteri venivano selezionate 5 prove even e 5 uneven, dalle quali venivano creati gli stimoli. Questi consistevano negli audio e nei video associati a ciascuna prova selezionata. Ai ballerini venivano presentati gli stimoli, nella condizione unimodale uditiva e in quella unimodale visiva, e si chiedeva loro di indicare, per ogni sequenza di passi, se il ritmo fosse even o uneven. I risultati hanno dimostrato che, con la soglia di errore utilizzata, i soggetti erano di discriminare tra ritmi even e uneven solo nella condizione audio ma non in quella video, evidenziando anche una differenza significativa tra le due condizioni. Un secondo esperimento ha approfondito questo tema apportando tre modifiche al precedente studio: si è utilizzata una soglia d’errore più alta, è stata aggiunta una condizione bimodale audiovideo e sono stati testati anche soggetti non esperti oltre ad altri ballerini esperti. In questo caso si è evidenziato che, in virtù di una soglia più alta, i soggetti erano capaci di discriminare tra ritmi even e uneven anche nella condizione unimodale visiva, sebbene l’accuratezza era significativamente inferiore alle due condizioni uditive (unimodale e bimodale), le quali non differivano tra loro. La differenza tra esperti e non esperti è risultata marginale ed era dovuta principalmente alla condizione uditiva unimodale rispetto alle altre due. I risultati di questi due esperimenti hanno complessivamente rivelato, anche per ritmi associati al movimento umano, la stessa dominanza acustica per l’elaborazione del materiale temporale riscontrata in numerosi studi di base. Il terzo esperimento ha invece analizzato la capacità di golfisti esperti di discriminare tra il proprio movimento e quello di altri utilizzando l’informazione sonora prodotta dallo swing. In questo caso si volevano testare le ipotesi che il riconoscimento del proprio suono fosse facilitato dall’esperienza motoria e che questo si basasse prevalentemente sugli aspetti temporali del movimento. Gli stimoli venivano creati registrando i suoni associati al movimento di ciascun partecipante e manipolando il tempo relativo e la durata totale di suoni di altri golfisti. Ai partecipanti venivano quindi presentate delle tracce acustiche proprie o appartenenti ad altri atleti. Queste ultime potevano avere entrambi i fattori temporali (tempo relativo e durata totale) identici a quelli del partecipante, uno solo di questi o nessuno. I partecipanti dovevano riferire se i suoni che sentivano corrispondevano ad un loro swing o a quello di un altro golfista. I risultati hanno evidenziato che gli atleti erano in grado di riconoscere il proprio movimento in maniera superiore al livello del caso. Tuttavia quando entrambi i fattori temporali dei suoni altrui erano identici ai propri, questi stimoli erano erroneamente riconosciuti come propri. Tali evidenze, in linea con la più recente letteratura, suggeriscono un’influenza dei sistemi motori su quelli percettivi e, relativamente alla modalità acustica, indicano che il riconoscimento delle proprie azioni sarebbe in gran parte basato sugli aspetti temporali del movimento. Il quarto esperimento, sempre condotto su un campione di golfisti, prevedeva l’utilizzo di tecniche di modeling acustico e visivo per il miglioramento del gesto dello swing. In una prima fase i partecipanti dovevano eseguire una sessione di 20 tiri, dai quali venivano rilevati i filmati e i suoni ad essi associati. Per ciascun golfista, in base a diversi criteri, si individuava la miglior prestazione. I training consistevano nella presentazione, per cinque volte prima di ogni prova, dei suoni associati alla miglior prestazione individuale (condizione audio) o dei filmati muti associati alla stessa (condizione video). Nella fase sperimentale i partecipanti erano impegnati in 3 sessioni da 20 tiri ciascuna, in condizioni di training audio, training video e controllo, controbilanciate tra i soggetti. Si rilevavano alcuni parametri relativi all’esecuzione temporale del movimento (variabilità del tempo relativo e della durata totale) e altri parametri relativi all’esito della prestazione (distanza dalla buca, dispersione della distanza coperta dai tiri, valutazione soggettiva del gesto tecnico). I risultati, nella condizione audio, hanno evidenziato una standardizzazione dei parametri temporali del movimento e un miglioramento della prestazione su tutti e tre gli indici rispetto alla condizione di controllo. Il training video non ha mostrato alcun effetto. Tali evidenze suggeriscono che la maggior sensibilità del sistema acustico agli aspetti temporali del movimento abbia un’influenza sull’esecuzione motoria stessa. Complessivamente i quattro esperimenti descritti sono coerenti con le predizioni della teoria della codifica degli eventi e ne estendono la validità per quanto riguarda i movimenti complessi e gli aspetti temporali ad essi legati. Tale teoria presuppone una forma di rappresentazione unica per i processi di percezione e azione, prevedendo una codifica in forma distale delle caratteristiche (features) degli eventi “da percepire” e “da eseguire”. Tali features sarebbero codificate separatamente e successivamente integrate tramite diffusione dell’attivazione, inoltre sarebbero immediatamente disponibili per la pianificazione dell’azione grazie al sistema di rappresentazione comune. Entro tale background si propone un modello chiamato TIME (temporal information and movement execution) che prevede un maggior numero di vie uditive che codificherebbero le caratteristiche di “tempo relativo” e “durata totale” dei movimenti. Tale modello spiegherebbe la maggior sensibilità per i ritmi acustici rispetto a quelli visivi (esperimenti 1 e 2), con la conseguente maggior efficacia dei modelli uditivi rispetto a quelli visivi (esperimento 4). Sarebbe inoltre spiegata anche l’immediata disponibilità delle informazioni temporali nella riproduzione dei modelli, data dal magazzino unico di rappresentazione. Sempre in virtù della rappresentazione comune degli eventi tra percezione e azione, si spiegherebbe inoltre il riconoscimento del proprio movimento sulla base dei fattori temporali e l’erroneo riconoscimento di suoni di altri golfisti con la stessa struttura temporale dei partecipanti (esperimento 3).
PhD cycle: XXIV - Ciclo
PhD programme: SCUOLA DI DOTTORATO DI RICERCA IN NEUROSCIENZE E SCIENZE COGNITIVE - indirizzo PSICOLOGIA
Description: 2010/2011
Keywords: Psicologia
Sport
Percezione
Movimento
Tempo
Main language of document: it
Type: Tesi di dottorato
Doctoral Thesis
Scientific-educational field: M-PSI/01 PSICOLOGIA GENERALE
NBN: urn:nbn:it:units-9212
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