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Trasporti. Diritto, economia, politica n. 085 (2001) >
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http://hdl.handle.net/10077/8117
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| Title: | Ancora sulla sintesi verbale "strategia-efficienza" |
| Authors: | Querci, Gabriele A. |
| Keywords: | Liberalizzazione dei trasporti strategie di efficienza Efficienza ed equità |
| Issue Date: | 2001 |
| Publisher: | EUT Edizioni Università di Trieste |
| Citation: | Gabriele A. Querci, "Ancora sulla sintesi verbale "strategia-efficienza", in: Trasporti. Diritto, economia, politica, 85 (2001), pp. 115-120. |
| Abstract: | Un governo, capace e sagace, deve avere la forza di creare posti di lavoro, di colmare le disuguaglianze fra zone ricche e povere di un paese, sia in termini di aree geografiche che in termini di fasce sociali, e per far questo è legittimo operare attraverso imprese pubbliche o a partecipazione
pubblica, nei vari settori dei servizi di trasporto, energetico, di alcuni comparti della grande industria e anche in quelli propri di alcuni servizi finanziari di credito alle imprese, in concorrenza
in questo caso con i privati (è poi quello che hanno insegnato Ascarelli, M.S. Giannini, Giuseppe Ferri, Ernesto Rossi, Leopoldo Piccardi, e il filosofo Guido Calogero: lo scrivente ritiene simili insegnamenti ancora attuali e da tenete adeguatamente presenti nella cennata ricomposizione tematica. Rimanendo nel campo dei concetti cari ai maestri della economia pubblica (Stieglitz J.E.) è impossibile non rilevare come il Boitani ometta di soffermarsi sulla terza "e", che ognora deve caratterizzare gli obbiettivi della azione dell'economia pubblica stessa, assieme alla efficienza e all'efficacia : l'equità. Compito del governo moderno è, a nostro parere, anche e soprattutto, quello di assicurare che i servizi pubblici siano effettivamente fruibili per tutti i cittadini, anche per quelli più svantaggiati, per censo, età, condizione di salute. A vendo di mira solo i criteri dell'efficienza e dell'efficacia, per rimanere nel solco di quanto affermato dal Boitani, non si perviene all"' equità", valore etico-economico, che il buon amministratore pubblico deve sempre canonizzare, nel divisare ed attuare una seria e moderna politica di programmazione economica. in un paese civile e moderno, sia più prezioso, fecondo e rilevante, risultare fruitari di società erogatrici di servizi pubblici locali, "a destinazione plurale e totale dei cittadini tutti", dispensatrici di posti di lavoro a chi ne abbia bisogno, talvolta scontando una minore efficienza, marcando un bilancio in pareggio o in contenuta perdita, anziché dei "mostri di efficienza" con bilanci sempre in attivo, ma che dimenticano, in ispreto al superiore valore dell’”equità", di servire l'anziano, e l'invalido, la parte debole ed emarginata della società, che abita, ad es., in montagna, " . . . perché – erroneamente si argomenta - il servizio sarebbe diseconomico", in luogo di aziende che si fanno lustro di un conto economico in attivo, soltanto in forza di una drastica riduzione dei posti di lavoro. |
| URI: | http://hdl.handle.net/10077/8117 |
| ISSN: | 0390-4520 |
| Appears in Collections: | Trasporti. Diritto, economia, politica n. 085 (2001)
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