OpenstarTs >
EUT-Periodici >
Incontri di filologia classica >
04. Incontri triestini di filologia classica (2004-2005) >

Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/948

Title: Tra fantastico e meraviglioso: La casa «cubista» di Flann O’Brien
Authors: Crivelli, Renzo S.
Keywords: Brian O’Nolan
Flann O’Brian
punti di vista
the third policeman
deformation space
points of view
Issue Date: 22-Aug-2006
Series/Report no.: Polymnia. Studi di Filologia Classica 6
Abstract: Questa relazione si concentrerà su uno dei più straordinari racconti del ventesimo secolo, The third policeman, dello scrittore irlandese Brian O’Nolan, che nacque a Tyrone nel 1911 e morì a Dublino nel 1966, e che scrisse sotto lo pseudonimo di Flann O’Brian. The third policeman è un racconto che propende completamente per il ‘fantastico’ nel senso del termine dato da Todorov, ma dentro, nella costruzione stratificata dei suoi livelli mentali, prende il lettore in un divertente viaggio nel “deformation space” che è tipico del Cubismo, in particolare attraverso la costruzione di oggetti, inclusa la famosa casa in cui il crimine ha luogo. Cosa intendiamo per casa “cubista”? Un edificio in cui, in accordo con uno dei fondamentali principi elaborati da Braque e Picasso, chi guarda è testimone di una proliferazione di punti di vista, così ciò che appare strutturalmente collegato per dare volume è rotato in una somma di piani, tutti rappresentati contemporaneamente. Questa descrizione, con una totale fluidità visiva, introduce il protagonista del racconto nel mondo distorto della pura percezione, in cui nessuna logica può collegare un oggetto all’altro, una frase o una parola a un silenzio, un’azione ad un fine specifico.
This paper will focus on one of the most extraordinary novels of the twentieth century, The third policeman, by the Irish writer Brian O'Nolan, who was born in Tyrone in 1911 and died in Dublin in 1966, and who wrote under the pseudonym of Flann O'Brien. The third policeman is a novel which leans completely toward the ‘fantastic’ in the Todorovian sense of the term, but inside, within the layered construction of its mental levels, it takes the reader on an amazing journey into the “deformation space” which is typical of Cubism, and particularly through the construction of objects, including the famous house in which the crime takes place. What do we mean by ‘cubist’ house? A building where, according to one of the fundamental principles elaborated by Braque and Picasso, the viewer witnesses a proliferation of points of view, so that what appears structurally linked to a given volume is turned into a sum of planes, all contemporarily represented. This description, with a total visual fluidity, introduces the protagonist of the novel into the warped world of pure perception, in which no logic can link an object to another, a phrase or a word to a silence, an action to a specific end.
URI: http://hdl.handle.net/10077/948
ISBN: 88-8303-179-2
Appears in Collections:04. Incontri triestini di filologia classica (2004-2005)

Files in This Item:

File Description SizeFormat
20.pdf275.74 kBAdobe PDFView/Open
View Statistics

Items in DSpace are protected by copyright, with all rights reserved, unless otherwise indicated.