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Browsing by Author "Agosti, Gianfranco"

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    Publication
    Alcune iscrizioni greche in onore di S. Sergio nel V e VI secolo e la diffusione della 'paideia' classica in provincia
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    Agosti, Gianfranco
    L’articolo analizza alcune iscrizioni tardoantiche relative al culto di San Sergio, in particolare due epigrammi dell’Hauran, 'I.Syrie' 2412= 22/36/04 (Soada/Dionysias, Deir-el-Kadi, del V/VI sec. e 'IGLS' XV/1 186 = SGO 22/14/04 (Azra‘, VI sec.). Entrambe queste iscrizioni vengono poste a confronto con testi metrici costantinopolitani, rispettivamente uno dei epigrammi dell’abside della Chiesa delle Blacherne ('AP' I 3) e l’iscrizione per la chiesa dei SS Sergio e Bacco ('APApp' I 358 Cougny = 210 Preger). La vicinanza nel riuso di idee e stilemi letterari fra questi epigrammi suggerisce che testi della capitale particolarmente significativi avessero una certa circolazione ed entrassero nelle raccolte di modelli delle botteghe epigrafiche della periferia dell’Impero.
      390  1026
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    Publication
    Ancora sullo stile delle iscrizioni metriche tardo antiche
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2013)
    Agosti, Gianfranco
    L’articolo studia il rapporto della poesia epigrafica tardo antica con il cosiddetto ‘stile moderno’ dell’epica letteraria (lo stile di Nonno e dei suoi seguaci), attraverso l’analisi di alcuni casi esemplari, come l’epigramma frammentario edito in SEG 56.1921 (Gerasa, Giordania; 362/363 d.C.); e gli epigrammata longa di Achaïe II 37 Rizakis = SEG 13.277 (Patrasso, IV/V sec.) e SEG 24.1243 (Egitto, seconda metà del V sec.?). Lo studio della metrica e della lingua di questi epigrammi permette di definire meglio la formazione dello stile moderno; e di comprendere dal punto di vista storico-sociale le dinamiche di diffusione del gusto letterario, l’incidenza della formazione scolastica, le attese dei committenti. Viene infine ribadita l’utilità dell’analisi stilistica per una migliore comprensione della poesia epigrafica, purché si adotti una visione che tenga conto della complessa convivenza di molteplici stili, forme e temi che è tipica della tarda antichità (con esempi tratti da SGO 19/17/05 = I.K. Anazarbos I 58, Anazarbo, ca. 516; SGO 02/09/17 = ala2004.31, Afrodisia IV sec.; GVI 1907 = SEG 34.1003 = 495 Samama, Milano, fine IV/inizio V sec.). The article deals with the style and language of Late antique epigraphical poetry and its relationship with the so-called ‘modern style’, typical of the literary epic (of Nonnus of Panopolis and his followers), through the analysis of some case studies, such as the fragmentary epigram of SEG 56.1921 ( Jerash; 362/363 CE); or epigrammata longa such as Achaïe II 37 Rizakis = SEG 13.277 (Patras, IV/V c. CE) and SEG 24.1243 (Egypt, second half of the Vth century CE?). Categories as ‘anticipation’, proper imitation, and similarity, both in metrics and in language, to the Nonnian style, if applied to epigraphical poetry are helpful to better understand the dynamics of diffusion of literary taste, the incidence of school education, the expectations of patrons and audiences. In the last part of the article I suggest to take account not only of a ‘reference norm’ (as the Nonnian style), but also of the complex play of multiple styles, forms, and themes which is a typical feature of Late antique culture and society. I briefly discuss some examples, as SGO 19/17/05 = I.K. Anazarbos I 58, Anazarbus, 516 CE; SGO 02/09/17 = ala2004.31, Aphrodisias IV c. CE; GVI 1907 = SEG 34.1003 = 495 Samama, Milan, end of the IV/beginning of the Vth c. CE).
      1005  1786
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    Publication
    Annotazioni per uno studio letterario degli Oracoli Caldaici
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2011)
    Agosti, Gianfranco
      260  943
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    Publication
    Le brume di Omero. Sofronio dinanzi alla paideia classica
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2011)
    Agosti, Gianfranco
    Sofronio di Gerusalemme (Mir. Cyri et Johannis 70) si autorappresenta come vittima di un accecamento fisico dovuto alla ἀχλύς della poesia di Omero, da cui si libera professando una abiura della cultura omerica: questa scelta, che sembra solo ideologica, è in realtà anche letteraria, ed è dettata da una stratificata tradizione, letteraria e filosofica, di cui si cerca di ricostruire la storia. La ricognizione dei valori simbolici della parola omerica nella letteratura filosofica (da Platone a Eraclito, al neoplatonismo di Proclo e Simplicio) e poetica della Tarda Antichità, in particolarmente nella poesia cristiana, dalla 'Visio Dorothei' (P.Bodmer 29) a Giorgio di Pisidia, e nella letteratura apologetica tarda (Teodoreto) mostra come il dettato di Sofronio sia frutto di una consapevole strategia letteraria, per delineare una riappropriazione cristiana della 'paideia' classica.
      1453  1876
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    Publication
    Cultura greca negli epigrammi epigrafici di età tardoantica
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2008)
    Agosti, Gianfranco
    Quasi sempre le ‘citazioni’ di auctoritates e i repentini innalzamenti di stile nelle epigrafi metriche tardoantiche erano concepiti in vista di una precisa opzione comunicativa. Dunque, una volta accertata la caratura letteraria di un sintagma o di un intero verso, quel che più conta è cercare di verificarne la percezione presso i destinatari, il che equivale a interrogarsi sul repertorio di convenzioni condiviso da committenti e destinatari. Con l’aiuto di alcuni esempi si dimostra come la παιδεία tradizionale è innanzitutto un segno distintivo, uno status symbol degli esponenti delle classi elevate dell’impero, ma questa funzione ‘rappresentativa’ della cultura non appartiene solo alla classe politica e ai notabili cittadini. A livello privato, le famiglie che aspiravano ad elevarsi nella scala sociale e a veder riconosciuta la loro condizione, mostrano un uso del tutto analogo della cultura classica. Essa diviene un contrassegno prestigioso anche in epigrammi che elogiano professioni ‘tecniche’, fino a divenire l’aspetto prevalente in questo tipo di composizioni.
      1550  4951
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    Publication
    Dal cielo alla terra: un epigramma epigrafico su Siriano
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2008)
    Agosti, Gianfranco
    L’analisi ha riguardato alcuni epigrammi composti nell’ambito della scuola neoplatonica di Atene nel IV e V secolo, in particolare di uno di Proclo (AP 7.341 = Marin. VP 36.37-41, p. 43 Saffrey-Segonds) e di uno recentemente scoperto alle pendici del Licabetto (SEG 51.298), destinato a esaltare probabilmente una statua di Siriano. Per quest’ultimo epigramma, il relatore ha proposto nuove integrazioni e una interpretazione differente da quella dell’ed. pr. L’individuazione di intertesti, infatti, come l’epigramma per Apollonio di Tiana (I. Cilic. 88 Dagron-Feissel = SEG 28.1251) e soprattutto l’oracolo esametrico in Porfirio, VP 22, permette di riesaminare il ruolo che la produzione poetica di encomi aveva nel tardo platonismo (una tradizione che dura fino al breve epitafio composto da Damascio, AP 7.553 = IGLSyr V 2336, Emesa, 537 d.C.). Sul piano letterario-ideologico, tale produzione poetica si propone di cantare, secondo la tradizione della paideia ellenica, i theioi andres, in contrapposizione alla contemporanea produzione poetica cristiana.
      1433  1598
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    Publication
    Epigrafia metrica tardoantica e democratizzazione della cultura
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Agosti, Gianfranco
    L’articolo discute la possibilità di adattare il concetto mazzariniano di ‘democratizzazione della cultura’ (nei due sensi di ‘democratizzazione ascendente e discendente’) alle iscrizioni metriche tardoantiche, soprattutto (ma non solo) cristiane. La presenza di nuovi modelli, di nuovi destinatari e di nuovi vettori culturali testimonia l’emergere di un nuovo linguaggio rispetto alla tradizione classica, spesso appare assorbita in modi non canonici ed ‘erronei’ in iscrizioni che non si esiterebbe a definire ‘popolari’, considerato il loro carattere centrifugo e innovativo rispetto alla paideia greco-romana. L’importanza di assumere il modello mazzariniano risiede anche nella possibilità di valutare la produzione di iscrizioni metriche secondo un approccio non più legato a giudizi di valore sulla base delle norme classiche. La paideia classica diviene cioè non il metro di misura, ma il sostrato su cui si innestano le spinte eccentriche (democratizzazione ascendente), e il cui prestigio continua a essere recepito in contesti ‘bassi’ o provinciali (democratizzazione discendente).
      639  765
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    Publication
    Giochi letterari nelle iscrizioni metriche tardoantiche e bizantine
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Agosti, Gianfranco
    Il lavoro si occupa di alcuni dei più frequenti giochi letterari nelle iscrizioni metriche tardoantiche e bizantine. Vengono esaminati casi di giochi etimologici sul nome del laudandus, accompagnati da figure di suono (allitterazioni, assonanze etc.), sia in iscrizioni funerarie che epidittiche (I.Chr.Mac. 60 = ICG 3070; SGO 02/06/13 = 266 Samama; LSA 2636 = BE 2012.450; un’iscrizione da Gortyna; GR 117 Rhoby; SGO 11/01/01), esempi di poetismi accompagnati dalla loro esegesi (SEG LVI 824), e di acrostici (GR 98 Rhoby). Significativamente, vari tipi di wordplay sono presenti anche in testi apparentemente meno curati (ad es. SGO 22/14/04 = IGLS XV 186, o IGLSyr 785 = TR 22 Rhoby). Alla luce degli indizi sulla fruizione orale dei carmi epigrafici (un esempio eloquente è GR 106 Rhoby), si può concludere che nelle iscrizioni gli artifici stilistici erano indirizzati ad enfatizzare punti importanti del testo, rivestendo una funzione semantica, che era attivata proprio dalla lettura performativa.
      300  1105
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    Publication
    Immagini e poesia nella tarda antichità. Per uno studio dell’estetica visuale della poesia greca fra III e IV sec. d.C.
    (2006-08-22T07:37:17Z)
    Greek poetry of late antiquity shows a particular attention to the visual aspects of the poetic word, giving a totally different meaning to the centuries-old ecfrastic tradition and to the agonal comparison between painting and poetry. The predilection for the visual elements and the tendency to expand the description so as to make it the subject enacting this poetics are the most striking features of the new aesthetic, which is expressed most fully from the third century AD.
      2530  6539
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    Publication
    Paradigmi biografici e poetici nella tarda antichità
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2009)
    Agosti, Gianfranco
    The Suda lexicon informs that Marinus composed the biography of his master, the philosopher Proclus, in a double version, prosastic (the only one conserved) and in verses. Instead of consider the poetic version as a mere example of rhetorical exercise, it should view it as a serious attempt: one can reconstruct a tradition of hagiographic verse encomia in the neoplatonic school, starting from the long hexametric oracle in Porphyry's Life of Plotinus (ch. 22), which had a decisive role in such a tradition. Especially from the end of the fourth century CE Neoplatonists composed encomiastic poems in honour of the leading figures of their school, treated as theioi andres (divine men) in order to create an encomiastic-biographic poetry (enkômion and biography tend to mingle in Late Antiquity), which could be alternative not only to the biblical paraphrases, but also to the verse hagiographies composed by Christians (a genere which begins with the socalled Codex of Visions, P. Bodmer 20-37, in the middle of the fourth century CE). Neoplatonic poetry should actually be viewed against the wider context of the cultural debate on religious classicizing poetry of the fourth and fifth centuries CE. The core of such a debate was the Homeric poetry, considered a sacred text by Pagans as well as by Christian intellectuals. For Neoplatonists Homeric poems were the Scriptures, to put together with the oracular poetry of Chaldaic Oracles and Plato's dialogues, whereas Christians tried to show that epic language was perfectly suitable to sing biografies of Christ and of saints, thanks to figural reading and allegorical interpretation of Homeric expressions, syntagms and verses (as in the Paraphrase of St John's Gospel by Nonnus, or in the Hoeric Centos by empress Eudocia).
      1366  1347
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    Publication
    Per una rilettura della lanx di Corbridge
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2022)
    Agosti, Gianfranco
    Il contributo presenta una rivisitazione del noto piatto d’argento rinvenuto nel 1735 nei pressi della cittadina di Corbridge, lungo il Vallo di Adriano, raffigurante una scena di epifania divina e datato al IV secolo. L’iconografia della lanx è ancora controversa e non è nemmeno chiaro se si basi su un testo ben definito o se derivi dalla combinazione di singoli elementi della cultura classica in una narrazione sconosciuta. Dopo aver brevemente discusso le letture precedenti, mi concentrerò sull’interpretazione che lega la lanx all’imperatore Giuliano, esaminando anche i testi epigrafici coevi e discutendo il problema metodologico dell’identificazione dei temi classici con il paganesimo nel IV secolo. Nella seconda parte verrà proposta una possibile fonte per l’iconografia.
      78  154
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    Publication
    Per uno studio dei rapporti fra epigrafia e letteratura nella tarda antichità
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2015)
    Agosti, Gianfranco
    Il lavoro presenta alcune riflessioni concernenti le modalità della ricerca sugli elementi letterari nell’epigrafia greca tardoantica (IV-VI sec. d.C.), considerati soprattutto dal punto di vista della ricezione e delle strategie comunicative. Dopo un esame del valore sociale delle iscrizioni metriche ‘firmate’ (casi da Afrodisia, Roma, Palestina e Siria); l’analisi si concentra su come gli aspetti materiali (mise en texte, segni paratestuali etc.) condizionino la letterarietà e la funzionalità del testo; sulla competenza del pubblico e sulle concrete modalità della performance. Concludono alcune prospezioni sulla presenza di moduli e linguaggio epigrafico nella letteratura.
      796  2313
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    Publication
    La poesia del libro nella Tarda Antichità
    (2014-01-03)
    Agosti, Gianfranco
    This paper deals with some images of the book in late antique Greek poetry. First of all, I take into account the complex relationship of Nonnus of Panopolis with the Homeric model, showing that the Nonnian definition «Book of Homer» (instead of «Homer» or «Homeric poetry») is due to the new image of Homer typical of Late Antiquity: Homeric poems were considered Sacred Books, both by pagans and Christians authors, and their author was regarded as a holy man. In the multi-faceted imagery of book in late antique literature, I focus on one aspect, not adequately explored, that is the book which becomes object of poetic activity. Poetry on books and books preserving poetry are two sides of the same coin underlying many variations: books as guardians of memory (for example, very frequently in the particular genre of «Book epigrams»), the glory for those who preserve books and correct texts, books that contains within themselves all the books. Finally, I briefly discuss the ideological project of Christian centos, poems based on the idea that the Book of Homer can be dismantled and reassembled in order to highlight the truth of Christian Faith.
      1046  719
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    Publication
    Reliquie argonautiche a Cizico. Una ipotesi sulle "Argonautiche Orfiche"
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2008)
    Agosti, Gianfranco
    After an excursus in the late chronicles that offer interesting ideas to understand what it meant in late antiquity the stop of Argonauts in Cyzicus, the poet of the Orfic Argonautics reused the episode: reworked Apollonius’ material, clearly with the intention to present it in a more simple and linear form (vv. 490-628 ~ Ap. Rh. I 922-1152), including expansions (the part about funerals and funeral games of Cyzicus, vv. 568-593) or singularity (the killing of Cyzicus by Heracles). The description of the construction of the statue of the goddess follows Apollonius Rhodius (vv. 606-11 ~ Ap. Rh. I 1117-1122), but with the addition of a significant comment on eternity of the simulacrum (vv. 610-611): attention shown by the poet into the Cyzicus episode is not casual, especially in light of the connections between the Argonautic memories of the zone, Constantinople and the Christianization of the symbols and places of worship of Cybele.
      1667  4661
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    Publication
    Sul ruolo e la valutazione dei ‘minori’ nella poesia greca tardoantica
    (EUT - Edizioni Università di Trieste, 2006)
    Agosti, Gianfranco
    Agosti attempts to sketch the main features of the Greek literary production between the fifth and sixth centuries. He argues that during this span of time authors, drawing on the example of Nonnus of Panopolis, experiment with new forms of poetry and literary genres such as the cento and the Bibelepik. Authors such as John of Gaza, Agathias and Paulus Silentiarius see themselves engaged in an agon with their literary models. Agosti argues that it is unfair to label the poetic language of these authors as empty mannerisms; instead, it should be seen as a specimen of a common rhetorical code shared by elites of sophisticated writers. Agosti points out that this seemingly "minor" literature contains valuable snapshots which reveal the level of culture (and social wealth) in the provinces of the sixth-century Byzantine empire.
      1392  2590
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    Publication
    Versificare i riti pagani. Per uno studio del catalogo delle iniziazioni nel 'San Cipriano' di Eudocia
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2013)
    Agosti, Gianfranco
    Il poemetto su San Cipriano dell’imperatrice Eudocia (400-460), parafrasi esametrica di un modello agiografico in prosa (un ricco dossier trasmesso in molte lingue), presenta un indubbio interesse sul piano culturale, stilistico e storico-religioso, ma è ancora uno dei più sottovalutati dell’intera produzione letteraria tardo antica, nonostante alcuni ottimi studi recenti di Salvaneschi, Livrea, Bevegni. Il presente lavoro pone le premesse per un’analisi letteraria della parte del II libro (che corrisponde alla 'Conuersio' agiografica) dedicata alla storia delle iniziazioni ai culti pagani da parte di Cipriano, un vertiginoso viaggio attraverso la geografia sacra ed esoterica della religiosità tradizionale, dalla Grecia alla Frigia, alla Scizia, all’Egitto, alla ‘regione dei Caldei’. La riscrittura eudociana ('S. Cypr.' II 1-274) presenta motivi di interesse per più aspetti: a) le allusioni alla realtà antiochena, ancora da indagare in modo dettagliato; b) le modalità di recitazione del testo (esplorando gli indizi di una performance orale); c) le informazioni sui culti misterici, che devono essere analizzate caso per caso, al fine di stabilire quale redazione della 'Confessio' Eudocia utilizzava e gli scarti e le modifiche (abbreviazioni, espansioni, aggiunte di dettagli) del modello, vale a dire i fattori che hanno determinato il suo progetto culturale. L’analisi di alcuni passi, come la descrizione dell’Egitto o l’esperienza di Cipriano a Babilonia, mostra come Eudocia volesse disegnare una sorta di ‘geografia religiosa’ negativa del paganesimo, attraverso la demistificazione della sapienza profana e la trasformazione in senso cristiano del linguaggio della tradizione epica.
      1048  2093
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    Publication
    Visioni bucoliche tardoantiche
    (EUT – Edizioni Università di Trieste, 2008)
    Agosti, Gianfranco
    This paper is to be considered a preliminary approach towards a more general study on the generic consciousness of pastoral in Greek late antique literature and art. While bucolic poetry in its proper meaning and genre is quite rare in Greek late literature, there is a great diffusion of pastoral imagery in other genres, like epic and epigrammatic poetry, according to the general trend of generic deconstruction in Late antique literature. Pastoral images could express traditional erotic themes or even emphasize the distress for political troubles evoking a blissful way of life (in the case of an epigram by Cyrus of Panopolis). The strong presence of bucolic images in Nonnus’ Dionysiacs shows the possibilities of reusing pastoral tradition in an epic poem: a part from the traditional theme of pastoral unhappy love, we find pastoral similitudes in description of battles, or pastoral motifs exploited to show the superiority of Dionysiac song to bucolic poetry. The allegorical meaning of pastoral is, in fact, overspread in late poetry, especially referring to poetic investiture, as some exemples from different genres and authors show (Quintus of Smyrne, an ethopeic poem from Oxyrhynchus, the Christian poem of Nonnus, the orphic poem On Stones).
      1264  1039
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    Publication
    Wordplays on proper names in metrical inscriptions of Late Antiquity
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2021)
    Agosti, Gianfranco
    The paper deals with etymological wordplays on proper names in late antique metrical inscriptions, discussing some select examples from the 3rd to the 6th century AD, of both funerary and honorary epigrams. In most of the texts etymological puns on proper names are usually quite ‘easy’ to detect, but there are examples of more sophisticated wordplays that require a higher level of engagement from the reader. Their presence is a further evidence that metrical inscriptions were meant also to be read. If the targeted audience were primarily cultivated people, performative reading (perhaps accompanied by on-the-spot exegesis) probably also enabled less educated groups to appreciate etymological wordplays, which were after all extremely popular in antiquity.
      270  897
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