Browsing by Author "Ieraci, Giuseppe"
Now showing 1 - 10 of 10
Results Per Page
Sort Options
- PublicationBack to the Future. The New Re-alignment of the Italian Party System in Perspective(EUT Edizioni Università di Trieste, 2018)Ieraci, GiuseppeItalian party politics had been described for decades as immoderate and highly fractionalized. A great distance between the parties on the left-to-right dimension (polarization) and fractionalization are the two well-known syndromes of polarized multiparty politics, according to G. Sartori. This paper addresses the peculiarities of the Italian party system, inquiring into the contemporary changes of the patterns of party competition in Italy. It is argued that the Italian case has moved from polarized pluralism (1948-1992) to polarized bipolarism (1994-2012), with two major political coalitions alternating in power. Nonetheless, the progressive enfeeblement of the two competing coalitions, the emergence of new parties and the dismantlement of the majoritarian electoral laws favour the reestablishment of a multi-polar pattern of competition. The Italian party system now seems inexorably destined to go back to some form of multilateral distribution of parties with no clear ideological connotations.
585 690 - PublicationCoalitional game and party coalition potential. A reappraisal of a forgotten concept(EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)Ieraci, GiuseppeLo scopo di questa nota di ricerca è una revisione critica dell’indice d Sartori del potenziale di coalizione. Sartori ha introdotto il potenziale di coalizione, insieme al potenziale di ricatto, al fine di discriminare tra i partiti e individuare quelli rilevanti in ogni dato sistema di partiti. Sebbene il potenziale di ricatto non sia mai stato operazionalizzato, Sartori ha tentato invece la costruzione di un indice del potenziale di coalizione. Tuttavia, l’indice del potenziale di coalizione di Sartori non è molto utile perché, per sua stessa ammissione, non si tratterebbe di una misura della rilevanza coalizionale dei partiti ma piuttosto di una misura della frammentazione delle coalizioni governative. In altre parole, l’indice di Sartori è una misura ex post, senza capacità predittiva. Il mainstream della teoria della coalizione sottolinea che in ogni gioco di coalizione il potenziale di ciascun attore è direttamente proporzionale al suo peso, cioè il potenziale di coalizione di qualsiasi attore aumenta direttamente con l’aumentare del suo peso. D’altra parte, il potenziale di coalizione di qualsiasi attore è inversamente proporzionale alla sua relativa distanza politica rispetto ad altri potenziali membri di qualsiasi coalizione vincente, cioè più i partiti sono lontani l’una dall’altro più è costosa la loro cooperazione in qualsiasi coalizione vincente. Facendo perno su questi due standard della teoria della coalizione, il paper propone uno schema concettuale in chiave predittiva per l’analisi del potenziale di coalizione dei partiti basato sui loro pesi (misurati come % di seggi parlamentari) e sulla loro relativa distanza (misurata come distanza posizionale su uno spazio cardinale). Lo schema consente l’identificazione di quattro tipi di partiti, con potenziale di coalizione alto o basso, partito complementare e partito ricattatorio.
436 2071 - PublicationDisegno e consolidamento istituzionale. Teorie e ipotesi tratte dall'esperienza dei paesi dell'Europa Orientale(EUT Edizioni Università di Trieste, 1999)Ieraci, GiuseppeLe mappe delle forme di governo delle democrazie dell'Europa Orientale sono ancora imprecise, mancando in esse molti dettagli importanti. Renderle più accurate è un'impresa per nulla agevole stante la loro scarsa strutturazione e la loro precaria accettazione da parte degli attori politici e sociali. Gli attori politici e sociali della transizione dai regimi comunisti alla democrazia ripongono un'attenzione massima a come vengono distribuite formalmente tali risorse (disegno istituzionale), in quanto da questa distribuzione dipende la loro futura capacità di azione politica siano essi vincenti o perdenti nella competizione democratica. Si può perciò supporre che il disegno istituzionale sia marcatamente condizionato dalle aspettative degli attori in gioco circa i risultati della competizione politica democratica (essere vincenti piuttosto che perdenti, o viceversa), e che perciò essi punteranno su modelli costituzionali che favoriscono la distribuzione di risorse potestative più vantaggiosa stante le loro aspettative. Il lavoro intende presentare alcune questioni ancora aperte nello studio delle istituzioni politiche di vertice, nella fase del consolidamento democratico dei paesi dell’Europa Orientale.
746 1477 - PublicationFallen Idols. State Failure and the Weakness of Authoritarianism(EUT Edizioni Università di Trieste, 2013)Ieraci, GiuseppeThe Author tackles the RoA thesis, and opposes to it the ‘Weakness of Authoritarianism’ (WoA) argument. According to the latter, the authoritarian regimes are politically poorly institutionalized, as it is proved by their incapacity to transmit the political power peacefully and smoothly. Therefore, the authoritarian regimes are by definition on the verge of breakdown, they are constitutively weak and they can only precariously survive only as long as some regime factors (a political party, a bureaucracy penetrated by the dominant elite, a loyal and efficient coercive apparatus) manage to stem social and political mobilization against the power incumbents. The institutionalization of the coercive apparatus should not be considered in itself, but together with other aspects of the political institutionalization of a given regime. Some evidence is drawn from the recent cases of regime breakdown in the Middle East and North Africa.
1201 1898 - PublicationFuturi sospesi: tra Europa e Nazione, il caso Italy(2018-12-04)Ieraci, GiuseppeLa crisi dell’UE e lo “scontro tra nazioni” che si delinea al suo interno impongono che ci si interroghi sul funzionamento della democrazia. La teoria democratica descrive il processo democratico come un circuito elettori-rappresentanti-classe politica-decisione. Altri assunti della teoria democratica riguardano la relativa impermeabilità delle singole arene nazionali e una interdipendenza delle decisioni relativamente modesta. Tuttavia oggi le arene decisionali nazionali hanno perduto parte della loro sovranità, a seguito dei processi d’integrazione sopranazionale (come nel caso dell’Unione Europea, oppure dell’affermarsi dei regimi internazionali, o ancora per l’azione di alcuni attori come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale), e le decisioni nazionali si ripercuotono nell’arena mondiale, per effetto delle interdipendenze dei mercati. Chi decide (o condiziona fortemente la decisione) sta fuori dal circuito nazionale elettori-rappresentanti-classe politica-decisione. Si delineano così tre fenomeni che hanno una influenza notevole sulla vita politica delle nazioni. In primo luogo, si osserva la dualità della leadership nelle democrazie contemporanee. Le élite internazionali e i funzionari che operano attraverso le organizzazioni e i regimi internazionali esercitano un controllo effettivo sul raggio d’azione delle classi politiche nazionali, quindi queste élite e questi funzionari svolgono un’azione pubblica. In secondo luogo, questa azione pubblica è svolta da un funzionariato inquadrato in ruoli burocratici in grandi organizzazioni capaci d’intervento a livello planetario e l’azione di condizionamento di questo funzionariato e di queste organizzazioni si spersonalizza e si automatizza. Il controllo sul raggio d’azione delle classi politiche nazionali esercitato da queste élite internazionali, assume il carattere dell’ineludibilità ed entra in conflitto con gli interessi presenti nei domini nazionali. In terzo luogo, su queste élite internazionali non agisce alcun controllo elettorale democratico, esse non sono responsabili (accountable) delle decisioni che impongono o condizionano fortemente. Il caso italiano e il populismo come fenomeno si collocano su questo sfondo, in una tensione tra processi di mondializzazione (o di interdipendenza) e chiusura nazionalistica dello spazio politico.
138 - PublicationI governi in Europa (1945-2016). Una banca dati(EUT Edizioni Università di Trieste, 2016-04-07)
;Ieraci, GiuseppePoropat, FrancescoIl paper presenta un data set su 708 governi in 31 democrazie europee contemporanee, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri. I dati sono organizzati in schede paese sintetiche, ciascuna delle quali offre informazioni di base sulla composizione dei governi, la loro durata e la causa della loro terminazione. Inoltre, ciascuna scheda paese include il calcolo di un Indice di Alternanza Governativa (GTI).940 1527 - PublicationGovernments in Europe (1945-2013). A Data Set(EUT Edizioni Università di Trieste, 2013)
;Ieraci, GiuseppePoropat, FrancescoThe paper presents a data set based on 620 governments in 26 European contemporary democracies from the end of World War II to the present time. The data are organized in synthetic country data sheets, each of one offering basic information on the composition of the governments, their duration and the cause for their termination. Moreover, each data sheet includes the calculation of a Government Turnover Index (GTI).1039 1613 - PublicationPresidenti, governi e parlamenti. Analisi comparata delle istituzioni di vertice in 27 democrazie contemporanee(EUT Edizioni Università di Trieste, 2010)Ieraci, GiuseppeUn presupposto di fondo orienta l’indagine contenuta in questo volume: anche in democrazia è in gioco essenzialmente il potere, più che i principi di rappresentanza politica. Occorre dunque identificare i ruoli che consentono l’esercizio del potere (chi comanda?) e l’estensione di tale esercizio (quanto potere per chi comanda?). Una democrazia può considerarsi pienamente funzionante se l’accesso a questi ruoli e alle relative risorse è regolato in modo che il potere di governo sia esercitato «pro tempore» e limitato istituzionalmente. Esaminando le concrete distribuzioni di poteri e di risorse tra le principali istituzioni politiche (governi, parlamenti, presidenti) delle democrazie contemporanee, sia nel mondo occidentale sia nell’Est europeo recentemente democratizzato, l’autore costruisce una tipologia in cui ciascun modello (parlamentarismo, premierato, presidenzialismo, parlamentarismo con presidente, semiparlamentarismo, semipresidenzialismo, direttorio) è oggetto di un’analisi empirica. Su queste basi, si procede a uno studio comparato del governo della democrazia e si affrontano in chiave preliminare i temi complessi del rendimento politico delle istituzioni di governo.
1958 13406 - PublicationL'Ulivo e la Libertà. Governi e partiti in Italia nella democrazia dell'alternanza(EUT Edizioni Università di Trieste, 2008)Ieraci, GiuseppeI cambiamenti recenti nella politica italiana hanno alimentato nuovi interrogativi sulle dinamiche del nostro sistema partitico. Per anni si è sostenuto che la politica italiana è fortemente ideologizzata, vale a dire che i partiti sono distanti e che la lotta politica risulta polarizzata. Questo libro presenta una ricerca che intende verificare se in Italia persiste ancora una misura elevata di polarizzazione e, quindi, di distanza ideologica tra i partiti. La misurazione, con opportuna metodica, è condotta sulle posizioni espresse dai partiti in Parlamento, in occasione dell'investitura di sette governi, dal 1994 al 2006. Negli ultimi quindici anni, si sono affermate due principali coalizioni politiche ma, nonostante questo riallineamento e il venire meno delle divisioni storiche del XX secolo, il sitema partitico italiano resta polarizzato. Inoltre, le due nuove coalizioni presentano divergenze al loro interno e, talvolta, vere e proprie fratture. Siamo dunque in presenza di un paradosso apparente. Il sistema partitico ha assunto le sembianze di un bipolarismo, ma è tuttora pervaso da spinte centrigughe e da conflitti profondi. L'italia ha cessato di rappresentare un'anomalia politica, ma il suo sistema continua a presentare vecchi vizi.
2129 23517
