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Browsing by Author "Mazzoli, Giancarlo"

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    Publication
    Ambrogio de beneficiis: da Cicerone a Seneca
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2015)
    Mazzoli, Giancarlo
    Il de officiis di Sant’Ambrogio si inserisce in una articolata lignée letteraria che rimonta al primo costituirsi del pensiero stoico: modello dichiarato, ma largamente discusso dalla critica, l’omonimo trattato ciceroniano a sua volta composto sulla scorta parziale del perduto peri tou kathekontos di Panezio. Speciale attenzione ha attratto, soprattutto nel primo libro, il diverso trattamento, rispetto a Cicerone, in materia di beneficentia, col forte risalto conferito alla benevolentia, che tende a essere considerata come virtù a se stante, e a identificarsi con la cristiana misericordia, essenziale per il compimento del perfectum officium, il katorthoma. Questo importante scarto da Cicerone viene ascritto alla creatività di Ambrogio; ma la critica, troppo polarizzata sul mero confronto tra i due autori, non sembra avvedersi che l’operazione condotta dal Santo è in realtà più complessa sul piano intertestuale, perché, nonostante l’atteggiamento polemico nei confronti delle speculazioni filosofiche pagane, ha bisogno, per ‘trasformare’ Cicerone, d’una ulteriore, non dichiarata, mediazione filosofica, quella di Seneca de beneficiis. Se ne analizza la rilevante portata.
      1773  2379
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    Publication
    Conclusioni
    (2024)
    Mazzoli, Giancarlo
      12  105
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    Publication
    Corniger Hesperidum (Prud. c. Symm. II 606)
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Mazzoli, Giancarlo
    L’emistichio corniger Hesperidum ricorre in Prudenzio, c. Symm. II 606, nel corso d’una rassegna di fiumi che designano, ai quattro punti cardinali, le estreme periferie della barbarie civilizzata da Roma nel segno di Cristo. È un chiaro trapianto da Aen. VIII 77 ma non può – nonostante l’unanime opinione degli interpreti – alludere, come nel passo virgiliano, al Tevere. Vi si oppongono ragioni sintattiche, semantiche e soprattutto ideologiche. Il rapporto geografico con la localizzazione del mito delle Esperidi e la presenza di rilevanti antecedenti letterari greci e latini inducono a ravvisare il referente nell’idronimo libico Triton, con evidente richiamo metonimico alla figura mitologica del trombettiere del dio Nettuno. Un motivo di attualità politica rende ancora più probabile l’allusione: l’Hesperidum Triton era stato da poco ricordato da Claudiano celebrando Stilicone vittorioso anche in Africa col favore degli dei pagani (cf. in partic. Stil. cons. 1, 252); nell’evocarlo nuovamente, Prudenzio reinterpreta polemicamente in un’ottica cristiana i meriti bellici del potente generale.
      228  429
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    Publication
    La memoria consolatrice: riuso dei classici e ricodificazione letteraria nell'epist. 60 di S. Girolamo
    (2006-08-21T10:29:15Z)
    Saint Jerome, a highly industrious polygraph, considerably neglected the stylistic and rythmic aspects of his exegetical, polemical, homiletical and chronographic prose; his epistolary, however, is in this sense a very notable exception. The ep. 60, written to Heliodorus in 396 marks a different and specific stylistic choice. Scourfield, in his recent edition, comes to the conclusion that “his letter of consolation to Heliodorus is testimony to how an emergent culture can absorb and assimilate the history and literature of the culture it is supplanting”. From this affirmation the textual analysis carried out in this paper takes its cue, recovering its diverse sources, both pagan and Christian. Indeed, in this epistle we find a combination of pagan laudatio funebris and reminiscences from the Scriptures, as well as from Virgil, the Ciceronian consolatio ad se ipsum (the latter openly declared by Jerome), and from St Paul’s meditatio mortis and cotidie morior (probably following in the footsteps of Ambrose’s de excessu Satyri). The pagan literary loci quoted by Saint Jerome are almost exclusively of pre-Christian authors; thus, it is as if the watershed marked by the Resurrection of Christ was felt to make impossible the fruition of the non-Christian literature composed in an Age illuminated by the Christan message: hence the only pagan texts which the author admits, as it were, into his own text are those written entirely ante Christum natum.
      1554  2825
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    Publication
    Memoria dei poeti in Ven. Fort. "carm." VII 12
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2008)
    Mazzoli, Giancarlo
    In Venantius Fortunatus VII 12 poem, the mentioned crowd of characters, eroes, thinkers, poets is placed in the topos of caducity of human moral values and in the problem of their retention after death. In particular, the poets listed at v. 27 are the greatest of classic tradition: Homer and Menander for greeks and, for latins, Virgil and Lysa, this last one a probably text corruption to be emendated with Naso, Ovid. The model of these last examples is Mart. V 10, 7-10 but functional to a thesis, the poetic glory after death, wich draws also on Ovid, although it is controversially contested by Venantius Fortunatus who points at holiness as the true aim of life after death.
      1048  3191
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    Publication
    Piani della memoria nelle Res gestae di Ammiano Marcellino
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2013)
    Mazzoli, Giancarlo
    Fin dal titolo le 'Res Gestae' di Ammiano Marcellino rivelano la spiccata tendenza della memoria a dislocarsi su piani diversi, sull’asse del tempo e dello spazio. Essi interferiscono problematicamente tra loro per via d’una serie di marcate opposizioni inerenti alla personalità stessa dello storico e al suo modo vario, e variamente selettivo, di atteggiarsi di fronte agli eventi narrati: 'auctor e actor, miles quondam et Graecus, Graecus ma Latina lingua', voce individuale o invece collettiva, scrittore originalissimo eppure dedito a un riuso letterario che talora rasenta la tecnica del centone.
      1194  3043
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    Publication
    Prefazione a "Il calamo della memoria. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità"
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2022)
    Mazzoli, Giancarlo
      58  239
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    Publication
    Premessa
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2008)
    Mazzoli, Giancarlo
      919  902
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    Publication
    Presenze di Seneca nell’'in Rufinum' di Claudiano
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2011)
    Mazzoli, Giancarlo
    La presenza di Seneca nell’opera poetica di Claudio Claudiano non si limita alla sua importanza ideologica, già nota alla critica, come autore del 'de clementia', trattato utilizzato in lode di Teodosio e soprattutto di Stilicone. Questo studio prende specialmente a campione il proemio del I e il finale del II libro dell’invettiva 'in Rufinum', composta tra il 396 e il 397, dove col Seneca ‘morale’ (in partic. prou. 1,1-5) si sovrappongono o si incrociano le orme del Seneca drammaturgo (in partic. Phaed. 959-980) e perfino del Seneca menippeo (in partic. apoc. 13s.).
      1391  2748
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    Publication
    Prudenzio e Draconzio tra vizi e virtù
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    Mazzoli, Giancarlo
    Si analizzano dapprima le nette scansioni narrative, provviste d’un ricco spessore intertestuale, della 'Psychomachia', il singolare poemetto prudenziano che riconverte l’epopea mitologica virgiliana nella battaglia tra le personificazioni delle virtù cristiane e dei vitia pagani, e se ne trae poi un bilancio: 1) valenza soprattutto etica, sotto le apparenze religiose, della tenzone, governata dai riconosciuti principi del ‘contrapasso’, sul piano operativo, e della 'Steigerung', su quello strutturale; 2) complessità del conflitto, che si tiene lontano da una semplicistica polarizzazione della lotta tra il Bene e il Male, mettendo invece in evidenza insidiosi margini di ambiguità; 3) accanimento dunque dello scontro, che solo a prezzo di molto sangue allegorico può pervenire alla sofferta conquista della 'pax' spirituale. Se il poemetto prudenziano – al tempo stesso 'historisches Epos' e 'moralisches Lehrgedicht', per riprendere le etichette di autorevoli critici – esprime nel modo più chiaro le cifre ideologiche dell’età teodosiana, il confronto con la poesia di Draconzio è particolarmente utile per percepire, a cento anni di distanza, il mutamento in atto della situazione storico-culturale, volto a una riconciliazione generale in campo etico-religioso tra gli ormai affermati valori cristiani e gli antichi anti-valori pagani. Specialmente indicativa in tal senso si rivela l’analisi del 'Romul. VII', dove riincontriamo in ormai serena coabitazione alcuni dei più rappresentativi vincitori e vinti della 'Psychomachia', ponendo fine, per ben più irenica via che in Prudenzio, alla battaglia dell’anima nel corpo.
      592  1387
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    Publication
    Sidonio, Orazio e la lex saturae
    (EUT - Edizioni Università di Trieste, 2006)
    Mazzoli, Giancarlo
    This paper investigates the important presence of Horace in the texts of Sidonius. Horace is not only an auctor from whom Sidonius draws many allusions, but also a writer whose vicissitudes Sidonius perceives to be very similar to his own. Both authors supported individuals who turned out to be the defeated party (Horace fought for Brutus at Philippi; Sidonius for Avitus in his struggle against Majorian) and both obtained the pardon and favour of the winner (Augustus and Majorian respectively) thanks to their amicitia with influential men of letters (Horace with Maecenas and Sidonius with the magister epistolarum).
      1387  2926
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    Publication
    Sul piano dei libri moralis philosophiae di Seneca
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Mazzoli, Giancarlo
      504  1313
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    Publication
    Tre sintagmi proemiali nel "De reditu suo" di Rutilio Namaziano
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2022)
    Mazzoli, Giancarlo
    Tre loci proemiali del De reditu suo di Rutilio Namaziano ricchi di memoria poetica (I 4 sine fine; 7 generosa propago; 29 saeva incendia) offrono chiavi utili per interpretare l’ideologia del poemetto. Rutilio non è il ‘nuovo Enea’ e non è nemmeno il ‘nuovo Titiro’: il suo viaggio lascia la bellezza della ‘divina’ Roma e l’accogliente consorteria dei suoi proceres per regredire in un paesaggio culturale che si affaccia ormai sulle soglie del medioevo.
      325  1250
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