Browsing by Author "Pandiscia, Gianfranco Vincenzo"
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- PublicationCARTOGRAFIA DEI TRATTURI E DELLA CIVILTÀ DELLA TRANSUMANZA IN BASILICATA: L’ANTICO TRATTURO MATERA-MONTESCAGLIOSO(EUT Edizioni Università di Trieste, 2012)
;Esposito, Luigi ;Lupo, MichelePandiscia, Gianfranco VincenzoLa presente proposta parte dalla tutela e valorizzazione dei tratturi, sentieri erbosi, pietrosi o in terra battuta, sempre a fondo naturale, originatisi dal passaggio e dal calpestio degli armenti ed utilizzati dai pastori per compiere la transumanza, ossia per trasferire con cadenza stagionale le greggi da un pascolo all'altro. Tali tratturi sono definiti, ai sensi delle disposizioni di legge, "beni di interesse archeologico", e sono soggetti, come ogni opera anche di pubblico interesse, a parere vincolante della soprintendenza archeologica e per i beni architettonici e per il paesaggio. La pubblicazione si sviluppa con un inquadramento del bene, storico, normativo e cartografico, partendo dalla carta generale dei tratturi in scala 1:500.000 del 1912 a cura dell'Ufficio Tecnico di Finanza di Foggia, rivista come Mappa dei tratturi nel 1959 sulla precedente edizione del 1912, terminando al web GIS Tratturi del Centro Cartografico Dipartimentale della Regione Basilicata. L’attenzione è quindi posta sull’antico tratturo Matera – Montescaglioso, percorso che si svolge lungo il ciglio della Gravina passando per Cristo la Selva, il guado Passarelli e le chiese rupestri del Vallone della Loe. L'ultimo tratto percorre il tratturo regio di Montescaglioso e si conclude nell’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. La percorrenza di questo tratturo consente di trarre informazioni su un tratto di territorio materano ricco di storia umana e di evidenze artistiche e naturali. Approfondimenti conoscitivi specifici sui diversi tratturi che interessano il comune di Matera, come il tratturo qui dettagliato, possono portare ad una pianificazione, articolazione e attuazione di obiettivi di tutela e valorizzazione. Le tipologie di intervento, in relazione alle caratteristiche locali, possono avere un diverso grado di trasformabilità, di godimento e tutela, e consentire, nel rispetto della conservazione dell’integrità, il miglioramento della visitabilità e della leggibilità dei tracciati tratturali, tale da ottenere, attraverso il recupero delle residue testimonianze, un riuso compatibile del sedime tratturale attraverso funzioni di potenziamento del sistema del verde e dei percorsi pedonali educativi e ludici.3150 8800 - PublicationLA CARTOGRAFIA NELLA VALORIZZAZIONE DEI BENI NATURALI E CULTURALI: LE APPLICAZIONI LASER SCANNER 3D(EUT Edizioni Università di Trieste, 2012)
;Acito, Antonio ;Lupo, MichelePandiscia, Gianfranco VincenzoLa presente proposta è relativa all’utilizzo dei rilievi Laser Scanner 3D per la valorizzazione dei beni culturali e naturali. Alla base di ogni intervento volto alla valorizzazione dei beni culturali e naturali è fondamentale che ci sia un percorso di conoscenza che non sia solo storico-artistico come accade spesso, ma anche attraverso la conoscenza accurata delle sue caratteristiche (posizione, forma, geometria, materia e colore), dettagli fondamentali per tutelare e valorizzare il patrimonio. La tecnologia del laser scanner 3D consente di ottenere risultati di eccellente qualità in tempi relativamente brevi e di intervenire in ambienti complessi laddove altre tecniche mostrano numerosi limiti. L’innovativa metodologia di rilievo rivela la sua efficacia non solo nell’acquisizione e restituzione dei dati, ma soprattutto nella rappresentazione cartografica. Rispetto alle altre tecniche, il rilievo non è parziale ma completo e oggettivo: tutto ciò che è presente nel range di azione del laser scanner 3D viene rilevato senza alcuna distinzione. Il suo impiego risulta, pertanto, essenziale per rilevare e acquisire informazioni su beni particolarmente articolati ed irregolari, su parti inaccessibili o comunque non facilmente raggiungibili (notevoli altezze, presenza di asperità, ecc.), su elementi delicati, evitandone il contatto diretto. In questa nota sono riportati alcuni esempi applicativi della metodologia laser scanner 3D ed il beneficio delle relative informazioni cartografiche attraverso il rilievo di alcuni importanti beni culturali di grande valenza architettonica, storica e naturale quali il, gli ipogei di piazza della città di Matera e di un tratto del torrente Gravina di Matera che intaglia formazioni coerenti determinando suggestivi paesaggi.715 1240 - PublicationEVOLUZIONE DELLA FASCIA COSTIERA JONICA FRA I FIUMI BRADANO E BASENTO ATTRAVERSO L'ANALISI DI CARTOGRAFIA E ORTO IMMAGINI STORICHE E RECENTI(EUT Edizioni Università di Trieste, 2010)
;Lupo, MichelePandiscia, Gianfranco VincenzoLa dinamica costiera jonica fra i fiumi Basento e di Bradano è un processo geomorfologico complesso, che prende in considerazione l'erosione, la sedimentazione, le attività umane, le mareggiate ed altri fattori. L'uso e l'analisi di cartografie e di immagini storiche e recenti può essere considerata un'operazione importante per il controllo e la valutazione del litorale costiero. Questo lavoro presenta cartografie e dati che illustrano la dinamica costiera di questa zona dal 1873 al 2007 ed consente di avere dati quantitativi per la comprensione dei fenomeni in atto e per la fase successiva decisionale per la mitigazione degli stessi.584 1882 - PublicationLA RISORSA IDRICA TRA I FATTORI DELLA QUESTIONE MERIDIONALE: GLI INVASI IN BASILICATA(EUT Edizioni Università di Trieste, 2011)
;Lupo, MichelePandiscia, Gianfranco VincenzoLa presente nota parte dalla questione meridionale nata subito dopo l’unità d’Italia del 1861. Le differenze fra il Nord e il Sud del Paese erano causate da diversi fattori, fra i quali il sistema organizzativo e l’arretratezza tecnologica delle lavorazioni agricole, che al Sud si legava anche alle caratteristiche fisiche del territorio e alla disponibilità della risorsa idrica, con riflessi sulla ridotta possibilità di coltivazione, sulla limitazione della velocità di crescita della vegetazione e su un ecosistema più fragile rispetto all'erosione e al secolare disboscamento. Da qui tutti gli interventi avvenuti negli anni che hanno segnato la storia del nostro Paese e, nel caso particolare, della Regione Basilicata oggetto del presente articolo. Dopo la contestualizzazione storica del problema della risorsa idrica in Basilicata, l’attenzione è posta sugli interventi sul sistema idrico in Basilicata e, in particolare, alla realizzazione dei principali invasi, studiati soprattutto attraverso fonti cartografiche prima e dopo la loro realizzazione. Questi invasi sono stati descritti, illustrati e rivisti come presenza attuale sul territorio. Gli interventi abilmente effettuati dall’uomo, in anni in cui l’attenzione a uno sviluppo sostenibile non era certamente la stessa che si ha adesso, conferiscono attualmente agli invasi una presenza quasi naturale con valorizzazione delle aree nelle quali insistono. Gli invasi oggi si fondono con il territorio circostante creando suggestivi scenari paesaggistici e danno ai luoghi valenza culturale, paesaggistica, ambientale e turistica con l’insediamento di Osservatori Ovifaunistici e Oasi del WWF, attività di birdwatching, manifestazioni sportive, realizzazione di aree attrezzate. A completamento, una parte del lavoro è stata propriamente dedicata alle opere di sbarramento sotto il profilo ingegneristico, agli studi, alle conoscenze e alle indagini necessarie alla loro realizzazione. La risorsa idrica in Basilicata, da problema storicizzato, è attualmente la seconda risorsa regionale dopo il petrolio, ma la prima se si guardano i bisogni primari della popolazione.681 2355
