Repository logo
  • English
  • Italiano
  • Log In
    Have you forgotten your password?
Repository logo
Repository logo
  • Archive
  • Series/Journals
  • EUT
  • Events
  • Statistics
  • English
  • Italiano
  • Log In
    Have you forgotten your password?
  1. Home
  2. Browse by Author

Browsing by Author "Stragà, Marta"

Now showing 1 - 6 of 6
Results Per Page
Sort Options
  • Loading...
    Thumbnail Image
    Publication
    Comprensione e potenziamento degli effetti ristorativi negli ambienti naturali
    (2023)
    Stragà, Marta
    L’esposizione ad alcuni ambienti naturali promuove il recupero dallo stress, riduce le emozioni negative e migliora la prestazione cognitiva. Il progetto di ricerca intendeva individuare i luoghi naturali o costruiti capaci di massimizzare questi effetti ristorativi, sia per una migliore comprensione dei fattori che ne sono responsabili, sia per definire linee guida per la progettazione di ambienti capaci di produrre benefici cognitivi ed emotivi. Un primo studio ha individuato 5 gruppi di ambienti con diverso grado di ristoro percepito, evidenziando come ambienti costruiti ospitali (ad es. biblioteche) siano percepiti come più ristorativi di ambienti naturali inospitali (ad es., savana), ma meno ristorativi di ambienti naturali ospitali (ad es. prati). Un secondo studio ha dimostrato che la prestazione cognitiva in compiti decisionali complessi migliora in seguito all’esposizione ad ambienti naturali ospitali, rimane costante con ambienti costruiti ospitali e peggiora con ambienti costruiti inospitali (ad es. zone industriali). I risultati hanno guidato lo sviluppo di linee guida per la costruzione di ambienti virtuali volti a massimizzare gli effetti di ristoro.
      25  249
  • No Thumbnail Available
    Publication
    C’è tutto un mondo intorno: la psicologia di ciò che ci circonda (e ci ospita)
    (Università di Trieste, 2022-05-13)
    Stragà, Marta
    ;
    Del Missier, Fabio
    Gli studi di psicologia ambientale hanno evidenziato come gli ambienti e le loro caratteristiche possano influire sul benessere psicologico: alcuni ambienti possono produrre stress e malessere, altri aiutano le persone a ridurre lo stress e a recuperare le risorse cognitive. Anche gli esseri umani possono influire sull’ambiente: gli studi sulla crisi climatica e sulla perdita di biodiversità evidenziano le devastanti conseguenze di alcune attività dell’uomo sui sistemi ambientali. La preservazione e il ripristino degli ambienti naturali e la progettazione consapevole possono favorire il benessere psicologico, la positiva interazione sociale, la resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità. Nel corso dell’intervento sono stati proposti nuovi modi per percepire e comprendere gli ambienti che ci circondano.
      3
  • Loading...
    Thumbnail Image
    Publication
    Environ~mental lab: laboratorio interattivo di psicologia ambientale
    (Dipartimento di Scienze della Vita, in collaborazione con Isonlab Srl, 2022-09-22)
    Florean, Irene
    ;
    Del Missier, Fabio
    ;
    Stragà, Marta
    Un laboratorio interattivo di psicologia ambientale per mostrare come si studiano i rapporti tra mente e ambiente e analizzare i processi che sottendono le nostre relazioni con quello che ci circonda. Le attività interattive hanno compreso la simulazione di esperimenti di percezione ambientale, esperienze immersive in ambienti virtuali di ispirazione naturale e urbana, consulenze comportamentali personalizzate per il contrasto alla crisi climatica (con il supporto di psicologi/e ambientali e calcolatori di impronta di carbonio).
      1  9
  • Loading...
    Thumbnail Image
    Publication
    Giulia is dressed, Candle is naked: "objectification" in women and men
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2015)
    Stragà, Marta
    ;
    Piccoli, Valentina
    ;
    Fantoni, Carlo
    ;
    Carnaghi, Andrea
      715  694
  • Loading...
    Thumbnail Image
    Publication
    Il passato che crea il futuro: l'influenza dell'esperienza vissuta sulla formazione di previsioni e intenzioni.
    (Università degli studi di Trieste, 2014-04-14)
    Stragà, Marta
    ;
    Ferrante, Donatella
    L'essere umano ha la capacità fondamentale di poter rivivere mentalmente esperienze passate attraverso il ricordo, pre-esperire esperienze future attraverso il pensiero episodico futuro o prefattuale e immaginare corsi alternativi a eventi già vissuti attraverso il pensiero controfattuale. Tali pensieri e simulazioni possono poi influenzare valutazioni, previsioni e decisioni future. Nella presente tesi sono state indagate due modalità con cui l'esperienza passata può influenzare l'esperienza futura. Da un lato, la parte principale della tesi indaga la simulazione mentale del passato, confrontandola con la simulazione mentale del futuro, indagandone come il contenuto possa essere influenzato dall'esperienza e a sua volta influenzare le previsioni successive. Dall'altro, è stato sviluppato un ulteriore filone di ricerca che indaga le basi mnestiche delle intenzioni future, cioè come il ricordo di un'esperienza edonica possa influenzare l'intenzione di intraprendere esperienze simili. Per quanto riguarda la prima parte, sono stati condotti quattro studi che si focalizzano sul contenuto, controllabile o incontrollabile, del pensiero controfattuale. Due esperimenti mostrano che, data una comune esperienza negativa, la simulazione mentale del futuro differisce dalla simulazione mentale del passato, nonostante la letteratura sul pensiero controfattuale supponga che siano in realtà simili, in quanto dovrebbero assolvere entrambi ad una funzione preparatoria (individuare prescrizioni comportamentali per eventuali situazioni future). Quando i partecipanti ottenevano un risultato negativo a un compito e immaginavano un passato o un futuro migliore, i loro pensieri controfattuali tendevano a focalizzarsi sugli elementi incontrollabili che hanno governato l’esperienza passata (es. “le cose mi sarebbero andate meglio se avessi avuto più tempo per completare il compito”). Al contrario, i pensieri prefattuali si focalizzavano maggiormente su elementi che la persona avrebbe potuto modificare in vista della prestazione successiva (es. “le cose mi andranno meglio se mi concentrerò di più”). Tale risultato suggerisce che il pensiero controfattuale, comparato al pensiero prefattuale, sia più libero dai vincoli posti dalla realtà e mette in qualche modo in discussione la funzione preparatoria con cui la letteratura ha in genere guardato a questo tipo di pensiero, visto che sono le modifiche controllabili che permetterebbero di individuare elementi utili per il miglioramento futuro. Il terzo studio mostra che il contenuto dei pensieri ipotetici, e del pensiero controfattuale in particolare, è influenzato dalla qualità reale e percepita della prestazione: coloro che avevano ottenuto una buona prestazione ma che l’avevano valutata negativamente tendevano a generare più pensieri controllabili. Inoltre, in seguito alla generazione di pensieri controllabili, i partecipanti ritenevano di avere maggiori probabilità di miglioramento rispetto a coloro che avevano generato pensieri incontrollabili e che avevano valutato la loro prestazione allo stesso modo. Infine, quando la valutazione della prestazione è stata manipolata, generavano più pensieri controllabili e si valutavano più negativamente coloro che erano stati indotti a percepire di non aver raggiunto l’obiettivo, rispetto a coloro che ritenevano di aver quasi raggiunto l’obiettivo. Il secondo filone di ricerca ha indagato l’influenza delle valutazioni retrospettive globali e delle valutazioni derivate dal recupero di dettagli episodici di un’esperienza edonica (la visione di un film) sulla formazione di intenzioni comportamentali relative a esperienze complessivamente o parzialmente simili. Il primo studio mostra che le valutazioni globali sono dei predittori migliori delle intenzioni relative ad esperienze simili (es. vedere il sequel del film). Quando però le intenzioni comportamentali riguardavano esperienze che non combaciavano con una valutazione globale dell'esperienza passata, perché si riferivano solo ad alcune sue parti (es. vedere un film con uno dei personaggi del film), le valutazioni derivate dal recupero di ricordi episodici venivano utilizzate e concorrevano a determinare le intenzioni, insieme alle valutazioni globali (secondo studio). Sembra dunque che sia più economico e cognitivamente efficiente basare le proprie intenzioni sul ricordo di valutazioni globali già predisposte quando queste sono sufficientemente rilevanti. Quando invece le valutazioni globali non combaciano perfettamente con le intenzioni specifiche, il recupero dei ricordi episodici relativi alle parti rilevanti per il giudizio colma tale mancanza e concorre a specificare le intenzioni comportamentali.
      2826  3225
  • Loading...
    Thumbnail Image
    Publication
    Will You Train Harder for the Next Marathon? The Effect of Counterfactual and Prefactual Thinking on Marathon Runners’ Intentions.
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2014)
    Stragà, Marta
    ;
    Ferrante, Donatella
    According to the literature, imagining how things would have been better in the past (counterfactual thinking) serves to prepare for future, highlighting prescriptions that can be converted in future intentions and in a more appropriate behavior. This view implicitly assumes that people think about controllable elements in their counterfactual thoughts and that the content of imaginary thoughts about the past and the future is the same. However, some studies (Ferrante, Girotto, Stragà, & Walsh, 2013) found a temporal asymmetry between past and future hypothetical thinking: thinking about how a failure could be a success in the future (prefactual thinking) elicit more controllable elements than thinking about how the same failure could have been a success in the past. In the present study, we replicated and extended previous findings in a more ecological setting. Athletes who have just run a marathon were asked to generate counterfactual or prefactual thoughts. The results showed the same temporal asymmetry found in Ferrante et al. (2013). In addition, we found that focusing on training, instead of focusing on other elements, resulted in a greater intention to train harder for the next marathon in the prefactual condition, but not in the counterfactual condition. Taken together, these findings question the postulated preparatory function of counterfactual thinking.
      1085  1474
Indexed by

 Info

Open Access Policy

Share/Save

 Contacts

EUT Edizioni Università di Trieste

OpenstarTs

 Link

Wiki OpenAcces

Archivio Ricerca ArTS

Built with DSpace-CRIS software - Extension maintained and optimized by 4Science

  • Cookie settings
  • Privacy policy
  • End User Agreement
  • Send Feedback