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Browsing by Author "Zulini, Ella"

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    Publication
    Attestazioni di terra sigillata africana ad Aquileia. Conoscenze pregresse e materiali inediti dai magazzini del Museo archeologico nazionale
    (Associazione Nazionale per Aquileia, 2012)
    Ventura, Paola
    ;
    Zulini, Ella
    This contribution presents an outline of previous studies about African res slip ware finds in Aquileia: scarcity of published stratigraphic excavations prevents from attempting a statistic-based synthesis. We afford the analysis of about one hundred, mostly out of context, vessels, preserved in the Museum's depositories: they entered the collection in old times and testify for an early interest towards this ware, whose origin had not been recognized yet. The catalogue comprises 24 forms and several decorations, ranging from A to E productions, in a span-time from the 2nct to the 7th centuries.
      495  2982
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    Publication
    Nuove presenze di terra sigillata africana ad Aquileia
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016-01-28)
    Zulini, Ella
      772  2446
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    Publication
    Osservazioni su due trapezofori conservati al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia
    (Associazione Nazionale per Aquileia, 2007)
    Zulini, Ella
      363  2349
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    Publication
    I pavimenti in cementizio di Pompei: cronologia, contesti, funzioni
    (Università degli studi di Trieste, 2013-03-22)
    Zulini, Ella
    ;
    Fontana, Federica
    Questa ricerca ha avuto come obiettivo lo studio dei pavimenti cementizi a base fittile di Pompei in ambito privato. Dopo una prima verifica dei piani noti in letteratura, integrata con i dati provenienti da scavi stratigrafici recenti, e in seguito a una ricognizione sul campo, si è scelto di selezionare un campione e di analizzare i pavimenti cementizi della Regio VI. Questa zona è apparsa quella più valida per intraprendere un’analisi sistematica dei pavimenti cementizi: si è dimostrata, infatti, la parte della città che presenta il maggior numero di testimonianze di questo tipo di pavimenti; inoltre, si sono sviluppate numerose ricerche sulle singole abitazioni e su alcune insulae e gli scavi stratigrafici recenti hanno permesso di arricchire i dati a disposizione, soprattutto per le fasi più antiche. Sono state così esaminate e catalogate 55 domus nelle quali sono presenti complessivamente 243 ambienti ospitanti piani in cementizio, a volte con casi di sovrapposizione di livelli di calpestio all’interno dello stesso vano. Il lavoro si è prefisso due obiettivi principali: il primo è stato quello di cercare di stabilire per questi pavimenti una cronologia il più possibile affidabile e precisa; tra i sistemi a disposizione si è cercato, in particolare, di utilizzare come indicatore cronologico un metodo non tradizionalmente impiegato, ossia l’analisi dei frammenti ceramici presenti sulla superficie del cementizio e nei suoi strati preparatori al fine di stabilire un terminus post quem per il momento della sua costruzione; è stato considerato un criterio altrettanto valido anche l’analisi dei dati stratigrafici. In mancanza di questi dati sono stati anche presi in considerazione il rapporto del pavimento con le murature della stanza e con le eventuali decorazioni pittoriche del vano. I piani cementizio datati sono stati suddivisi in cinque grandi fasce cronologiche: età sannitica (III secolo a.C.), età tardo-sannitica (II secolo a.C.), età tardo-repubblicana (I secolo a.C.), età giulio-claudia (fine I secolo a.C. - prima metà I secolo d.C.) e infine età post-sismica (62-79 d.C.); all’interno di queste cinque divisioni si è tentato, il più possibile, di specificare la datazione. Contestualmente sono stati anche evidenziati 12 motivi decorativi, nei quali sono state inserite tutte le decorazioni presenti nei pavimenti cementizi a base fittile, per verificare l’occorrenza degli ornati in rapporto alla loro cronologia e stabilire se sussistono delle costanti tra i decori e il tipo di ambiente. Il secondo obiettivo di questa indagine è stato quello di analizzare i pavimenti cementizi a base fittile sia nel loro specifico contesto sia in rapporto con gli altri piani di calpestio della casa nella quale essi sono presenti. Per questa parte del lavoro si è scelta, all’interno dell’ampia Regio VI che ospita 16 insulae, l’insula 2 come quartiere campione. Per ognuna delle dimore di questo isolato sono stati, quindi, considerati tutti i tipi di pavimento presenti nell’apparato decorativo ed è stata, contestualmente, redatta una planimetria a colori con l’attestazione dei diversi livelli di calpestio noti in modo da poter cogliere, anche visivamente, la totalità dei piani pavimentali di ogni singola abitazione. Si sono, inoltre, studiate allo stesso modo anche due domus che permettevano di leggere aspetti importanti per la ricerca in questione: una dimora di grandi dimensioni come la Casa del Centauro (VI, 9, 3/5), nella quale sono stati effettuati recenti scavi stratigrafici che hanno permesso di collegare i pavimenti alle diverse fasi edilizie dell’abitazione, e una domus nella quale sono attestati esclusivamente pavimenti cementizi come la Casa degli Scienziati (VI, 14, 43).
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    Publication
    Studia archaeologica Monika Verzár Bass dicata
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2015)
    Callegher, Bruno
    ;
    Zulini, Ella
    Si deve alla professoressa Monika Verzár Bass, l’apertura nell’Ateneo giuliano di una Scuola di Specializzazione di Archeologia. La Scuola raccolse rapidamente numerosi allieve/i, che s’avviarono nel solco delle ricerche aperte della professoressa Verzár Bass e ne diedero continuità sempre con particolare attenzione ad Aquileia e allo straordinario ruolo di questa importante colonia romana. L’eredità più preziosa e forse insostituibile di questa nostra collega è oggi rappresentata sul piano formativo-scientifico proprio dai numerosi studiosi che ad essa si richiamano riconoscendone il magistero, sul piano istituzionale dalla Scuola di Archeologia, oggi nella sua forma interuniversitaria. Insieme ai colleghi di anni ormai lontani che hanno aderito alla Tabula Gratulatoria, a quanti hanno potuto conoscere direttamente Monika Verzár Bass nella ricerca, nelle aule universitarie, nelle redazioni di riviste e pubblicazioni, ai “suoi” allievi e ai colleghi dell’attuale Scuola Interateneo di Archeologia le è dedicato questo volume. Esso raccoglie contributi di numerosi suoi allievi diretti, coerenti con gli ambiti di ricerca da lei frequentati. Nello stesso tempo la pubblicazione apre, anche questo in sintonia con la storia personale dell’archeologa, della docente e della studiosa, la serie delle monografie di “West&East”, collana della Scuola Interateneo, Scuola da lei diretta negli ultimi due anni, tra il 2013-2015. Una simile declinazione di storia personale, di contribuiti, di iniziative vuole essere un ringraziamento affettuoso e un auspicio per un itinerario di studi e ricerche comuni, su temi e ambiti ai quali ha dedicato decenni e per i quali sommessamente speriamo di poterci avvalere della sua esperienza e della sua appassionata competenza.
      1652  6513
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    Publication
    Le testimonianze archeologiche di epoca romana
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    Zulini, Ella
    Najdbe iz rimske dobe, ki so jih odkrili v Jelarjih, omogočajo dokumentiranje faze poselitve območja od 2. stoletja pr.n.š. do začetka 1. stoletja n.š. Analizirane so bile vse najdbe iz plasti (stratigrafskih enot), najdenih na območju 2, kjer so izkopavanja potekala v letu 2013. Kar zadeva območje 1, pa so bili za raziskavo izbrani najbolj reprezentančni materiali, ki so bili odkriti med raziskavami leta 2016, tem pa je bila dodana vrsta predmetov, ki so bili odkriti v stratigrafski enoti 93, kjer so raziskave potekale leta 1995 in je posebej zanimiva, ker zajema ilovnati pod ob trapezoidni dvorani. Poudariti je treba, da v nobeni od plasti ni bil najden izključno material iz rimske dobe, temveč je imel slednji vselej primesi artefaktov iz starejših obdobij: materialna pričevanja o prejšnjih fazah poselitve, ki pri dolgotrajnih naselbinah niso nenavaden pojav, je treba upoštevati kot ostalino. V Jelarjih je bila odkrita velika količina fragmentov amfor, vrste, ki močno prevladuje napram vsem drugim. Zlasti glede na robove je bilo mogoče prepoznati oblike, ki so bile namenjene shranjevanju in prenašanju dveh vrst živil: vina (predvsem amfore Lamboglia 2, pa tudi Dressel 6A in Dressel 2-4) in olja (Dressel 6B). Podatki v osnovi potrjujejo prisotnost, ki je bila že potrjena z najdbami, ki so bile v Jelarjih odkrite pred tem, pri čemer je opazen pojav temeljnih jadranskih oblik, ki so bile razširjene med republikansko in prvo dobo cesarstva. Opaziti je tudi odsotnost izdelkov, uvoženih iz območij oskrbe zunaj Jadrana. Redke so najdbe kuhinjskega posodja. Najstarejši med njimi so primerki črno lakirane keramike, značilnega posodja iz republikanske dobe, ki je bilo v uporabi do začetka 1. stoletja n.š. Vse najdbe so severnoitalijanskega izvora. Omeniti velja skodelo Lamboglia 28 in skodelico, ki je podobna izdelkom iz faze prehoda črno lakirane keramike v terro sigillato. Slednja je dokumentirana le s primerki, ki so jih izdelovali v delavnicah severne Italije, med katerimi velja omeniti skodelico Conspectus 26 z žigom lončarja Bassusa (10 pr.n.š. - 10 n.š.). Dokumentacija vključuje tudi nekaj vrčev iz običajne keramike in stekla, pa tudi nekaj kovinskih artefaktov. Zelo zanimiva je bronasta fibula vrste Picugi iz latenske dobe, ki datira v 2.-1. stoletje pr.n.š.
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