1996 / 3 Prospero. Rivista di culture anglo-germaniche
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CONTENTS / SOMMARIO
Crivelli Renzo Stefano
Dipingere la "luce del nord": Poesia e pittura canadese degli anni venti
Bottalla Paola
Rega Lorenza
Karl May als imaginärer Reisender
De Lugnani Silvana
Irmgard Elter
Etnonimi dispregiativi: etimologia ed etimologia popolare: il caso del termine Katzelmacher
Dallapiazza Michael
Bertau Karl
Frouwe, wie stêt iwer nôt? La domanda precedente la domanda
Foi Maria Carolina
Il Volkston nella poesia romantica: appunti su un equivoco produttivo
Feltre Maria
La traduzione del termine Pícaro nel Gusman di Ægidius Albertinus
Barfoot Gabrielle
Helbeck of Bannisdale: A Study in Religious Conflict
Pelaschiar Laura
Ulster's Paradise Lost:The 'Blind Bitter Fields' of Eugene Mc Cabe
Papo Laura
Il Muspilli e le sue probabili fonti
Dallapiazza Michael
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- PublicationIl "Muspilli" e le sue probabili fonti(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Papo, LauraAl centro di quest’articolo sta una questione intorno alla quale si è molto discusso ed è quella della fonte o delle fonti del Muspilli. Si tratta di un’opera a carattere dogmatico e moraleggiante sul Giudizio universale, scritta in versi allitterativi, in dialetto bavarese con frequenti tracce di dialetto francone meridionale. Dalle critiche più recenti si può desumere che la questione sia stata affrontata da un’angolatura nuova e diversa. Non si analizza più il testo con la fine di determinare la provenienza del materiale o di individuare nell’opera fonti e parti originarie singole, ma piuttosto si cerca di studiare la composizione, di illustrarne le caratteristiche proprie, di stabilire l’organicità e la coerenza interne e di pensiero. C’è quindi un tentativo di esaminare l’opera nel suo insieme con un metodo che l’autrice di quest’articolo ritiene il più giusto.
1223 1444 - PublicationUlster's Paradise Lost: The 'Blind Bitter Fields' of Eugene Mc Cabe(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Pelaschiar, LauraAfter giving a general introduction to the social, cultural, religious and political climate in Northern Ireland, the author comes to the central topic of this paper: Eugene Mc Cabe’s "Christ in the Fields". Mc Cabe’s trilogy, written between 1977 and 1979, is one of the works of literature which portrays Northern Ireland as a dangerous territory of fear and hatred and tries to tell us what it is like to live in a place like this. One of the most important features of Mc Cabe’s writing is the constant parallel between human and animal world: both are divided into two basic categories, the hunters and the hunted and since in Mc Cabe’s world there is no choice and no space for compromise, one either belongs to the first or is doomed to belong to the other. With his ability to universalize from the immediate particular Mc Cabe forces the reader to realize that the “blind bitter fields” of Northern Ireland are, in the end, a metaphor for the world and the human condition.
1043 1180 - PublicationKarl May als imaginärer Reisender(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Rega, LorenzaDieser Artikel handelt von Karl May (1842-1912), einem der Klassiker der Reise- und Abenteuerliteratur in den Regalen der Jugendbücher, der im Rahmen des Bildungsprozesses eines Großteils der deutschsprachigen Bevölkerung ab Ende des 19. Jahrhunderts eine wichtige Rolle spielte. Die Zentralität des Reisens in Mays Werken äußert sich dadurch, dass der Autor selbst in fiktive Welten reist, um zu schreiben, und auch seine Erzählerfiguren ständig Reisen unternehmen müssen. Neben der Europamüdigkeit und der vagen pädagogischen Absicht das eigene Volk zu belehren sowie den bereisten Völkern auf irgendeine Weise zu helfen, wird noch ein anderes Motiv aufgezeigt, das diesen Reisen zugrunde liegt: May sieht seine Reisen als eine Mission an, um durch das konkrete Beispiel die Liebe unter die Menschen zu bringen.
1677 1093 - PublicationProspero. Rivista di culture anglo-germaniche. N° III - MCMXCVI(1996)Prospero. Rivista di letterature e culture straniere è una rivista annuale a stampa e online ad accesso aperto del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste (DiSU), pubblicata dal 1994 presso la casa editrice EUT Edizioni Università di Trieste. È apparsa in precedenza con il complemento di titolo Rivista di letterature e civiltà Anglo-germaniche e, dal 2005 al 2011, con quello di Rivista di Letterature straniere, Comparatistica e Studi culturali. La rivista pubblica contributi originali dedicati alle letterature di lingua inglese, tedesca e francese. Prospero ospita contributi inediti di studiosi italiani e stranieri che pongono il testo letterario e l’analisi testuale al centro di più ampie riflessioni di carattere ermeneutico, filologico e storico-culturale. In particolare, si apre alle convergenze di carattere interdisciplinare e transdisciplinare tra la letteratura e gli altri saperi. Numeri monografici curati da guest editors italiani e stranieri su temi specifici si alternano a numeri miscellanei.
772 1829 - PublicationDas Sibirien Helga Novaks(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)
;De Lugnani, Silvanaimaginäre ReiseDer vorliegende Artikel handelt von Helga Novaks, 1985 erschienener, Gedichtsammlung Legende Transsib. Neben der Vorgeschichte dieses Gedichtzyklus und dem unmittelbaren Auslöser seiner Niederschrift, liegt das Augenmerk vor allem auf den Vorstellungen, die Helga Novak mit Sibirien verband. Sibirien entwickelte sich zur „Leinwand“ auf die die deutsche Autorin sowohl ihre privaten als auch ihre politischen Träume und Sehnsüchte projizierte. Da sich die sowjetischen Behörden weigerten, ihr das für die ersehnte Reise nötige Visum auszustellen, eignete sich Novak das Land durch das Schreiben an. Die von Novak in ihrer Gedichtsammlung beschriebene Reise ist also imaginär. Die Dichterin verknüpft jedoch Phantasie mit Realität, indem sie Vorstellung und Erfindung mit historischen Daten und Landschaftsbeschreibungen, die sie Lehrbüchern, Atlanten und Prospekten entnimmt, vermengt.906 708 - Publication"Nominativi fritti e mappamondi" (Fried names and global maps) : Nonsensical and imaginary maps from Victorian to post-colonial times(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Bottalla, Paola“Nominativi fritti e mappamondi” is a quote from Domenico di Giovanni, called “il Burchiello”, a XV century Italian poet. After an attempt to analyse its possible significances, the author of this article states that journeys, in mapped or unmapped lands, are always a discovery of the self as they lead to a deeper recognition of one’s self, through the confrontation with the Other. Each physical journey has an imaginary element, and nonsense, madness, dream and fantasy are imaginary journeys, which mark a transformation or progress in the individual’s perception of reality. Extracts from several literary works from Victorian times are used in order to illustrate the centrality of precisely these topics. Furthermore we learn that the search for identity and the need to redesign the maps drawn by Europeans, are at the centre of the writing of the most important postcolonial authors. We see, however, that they try and find different paths to overcome the stupefaction and anguish provoked by the absence or unreliability of reference points.
1164 904 - PublicationPlippalinots Tochter(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Dallapiazza, MichaelDieser Artikel analysiert die amourösen Begegnungen Gawans in Wolfram von Eschenbachs "Parzival". Den schon im französischen Roman von Chrétien de Troyes berichteten zwei Affären Gawans, mit dem kleinen Mädchen Obilot sowie mit der Königin Antikonie, die hier variiert werden, fügt Wolfram eine dritte hinzu, eben jene mit des Fährmanns Tochter Bene. Alle drei Episoden bezeichnen im Roman Momente der Ruhe inmitten von schicksalsträchtigem Geschehen. Bei allen dreien handelt es sich zudem um ungewöhnliche aber exemplarische Mann-Frau-Beziehungen, in denen von Gawan eine je andere Verhaltensweise gefordert wird und mit denen es Wolfram gelingt, eine Abkehr vom geschlechtsrollentypischen Verhalten eines repräsentativen männlichen Vertreters der Aristokratie glaubhaft zu machen.
1605 958 - Publication
781 1165 - PublicationDipingere la "luce del nord": Poesia e pittura canadese degli anni venti(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Crivelli, Renzo StefanoQuest’articolo tratta della poesia e della pittura canadesi degli anni venti e mostra l’importanza che l’osservazione della luce ha avuto in esse. In questo, particolare attenzione viene prestata al pittore Lawren Harris e il “Group of Seven” al quale apparteneva, come anche ai poeti A. J. M. Smith e F. R. Scott. Vediamo che l’atmosfera in cui si inseriscono questi artisti è quella di una ricerca di identità. La questione centrale è se esistono una letteratura e/o una pittura nazionale canadesi. Viene osservato a proposito che il nuovo nazionalismo e il “Group of Seven” erano importanti fattori contribuenti a una moderna poesia canadese. Alcune strofe, prese da poesie scritte nel periodo esaminato, illustrano infine questo fervido interscambio fra pittura e poesia.
1283 1068 - PublicationIl Volkston nella poesia romantica: appunti su un equivoco produttivo(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Foi, Maria CarolinaPartendo dal ciclo di poesie e canti popolari "Des Knaben Wunderhorn", pubblicato da Clemens Brentano e Achim von Arnim dal 1805 al 1808, viene qui analizzato il ruolo del Volkston nella poesia romantica. L’entusiasmo con cui i poeti tedeschi accoglievano e praticavano il Volkston fra il 1806 e il 1820 corrisponde a un periodo in cui la lirica svolgeva un ruolo sociale e letterario centrale nel panorama tedesco. È stata proprio la raccolta di Arnim e Brentano ad aver impresso alla letteratura del tempo questa svolta verso il Volkston. A definire i caratteri della poesia popolare e a introdurre il termine Volkslied nella storia letteraria, invece, era stato Johann Gottfried Herder. Herder aveva messo in risalto le caratteristiche del Volkslied opponendo la Naturpoesie alla Kunstpoesie. La seconda metà di quest’articolo si concentra sulla discussione che si sviluppò tra Achim von Arnim e Jacob Grimm proprio su questi concetti.
1820 2559 - PublicationLa traduzione del termine 'Pícaro' nel "Gusman" di Ægidius Albertinus(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Feltre, MariaIl tema principale di quest’articolo è la traduzione ed il prestito del termine spagnolo pícaro nel "Landstörtzer Gusman von Alfarche" di Ægidius Albertinus (Monaco 1615). Il "Landstörtzer" è il primo romanzo picaresco a essere stampato in terra tedesca e come esso l’iniziatore di un nuovo genere. Mentre nel titolo Albertinus sceglie il termine “Landstörtzer”, che possiede il significato di “vagabondo”, per tradurre lo spagnolo “Picaro”, vediamo che nel testo stesso utilizza diverse forme per glossare la voce spagnola; molto frequenti sono “Bärenhäuter” e “Lotterbube”, ma vengono usati anche “Bettler” e “Schwarack”. In sintesi si può quindi affermare che nell’introdurre il forestierismo “pícaro”, Albertinus si muove con estrema cautela. Per illustrare quanto detto, vengono messi a confronto passaggi tratti dal testo originale spagnolo con le corrispondenti traduzioni di Albertinus.
909 2302 - Publication"Helbeck of Bannisdale": A Study in Religious Conflict(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Barfoot, GabrielleThis paper analyses Mrs Humphry Ward’s novel "Helbeck of Bannisdale", which was first published in 1898. It illustrates how the theme of religious controversy between Protestantism and Catholicism and between the Church of England and the Evangelical sects, is treated by Mrs Ward with a remarkable inwardness with the subject, which carries a weight of conviction that is not always to be found in other novels dealing with the same theme. Mrs Wards manages to present a singularly unprejudiced analysis of the religious conflict between the two protagonists. Furthermore the delicate balance between the author’s instinctive rejection of Catholicism and her desire to be fair-minded in presenting some of its attractive qualities is maintained throughout the novel.
1458 953 - PublicationEtnonimi dispregiativi: etimologia ed etimologia popolare: il caso del termine Katzelmacher(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Elter, IrmgardPer illustrare il caso dell’eteronimo dispregiativo Katzelmacher, usato per designare gli italiani, sono presentati, in primo luogo, alcuni passi tratti dalla letteratura e dal tedesco corrente, allo scopo di dimostrare la presenza e la diffusione regionale del termine. In secondo luogo, è riferito come la parola sia attestata almeno fin dal XVIII secolo e ne siano state date spiegazioni etimologiche molto diverse fra loro. Si arriva alla conclusione che anche se l’etimologia del termine Katzelmacher può essere considerata accertata, dalle testimonianze letterarie e dall’uso nella lingua corrente, risulta ormai evidente che sulla parola hanno agito influssi trasversali, derivanti da interpretazioni e motivazioni secondarie fondate su una etimologia popolare attraverso la quale viene richiamato il significato che ciascuno vuole attribuire al significante: quindi uso e etimologia divergono decisamente.
3409 21762 - PublicationFrouwe, wie stêt iwer nôt? La domanda precedente la domanda(EUT Edizioni Università di Trieste, 1996)Bertau, KarlQuest’articolo pone l’attenzione sulla domanda che nel "Parzival" di Wolfram von Eschenbach precede la più nota domanda “Frouwe, wie stêt iwer nôt?”. Parzival pone una lunga serie di domande prima che Gurnemanz gli intimi di non interrogare, ma la domanda precedente la domanda acquisisce un valore particolare in quanto l’eroe apprende il proprio nome. Qui viene accennato a tutt’una struttura ancora più ampia, costituita dalla domanda precedente la domanda, la domanda taciuta, la domanda formulata diversamente e infine anche la domanda proibita. Il lettore odierno potrebbe pensare che tale struttura sottintenda una teoria della cultura, quasi Wolfram conoscesse a fondo non solo Freud, ma anche Rousseau. Lungo le stazioni scandite da queste domande apprendiamo infine che l’opposizione fondamentale nel "Parzival" è quella tra cultura e grazia, tra le norme etico-culturali e il successo insperato, immeritato, immeritabile.
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