Parità: a che punto siamo? Contributi per un dialogo interdisciplinare
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Sommario
Saveria Capellari
Uomini e donne: permanere della disparità e cambiamento
Patrizia Romito, Natalina Folla
Misure di contrasto alla violenza maschile contro le donne: un’analisi degli sviluppi negli ultimi decenni in Italia
Elena Podrecca, Laura Chies
La povertà è neutrale rispetto al genere? Una stima multidimensionale del gender poverty gap nei paesi europei
Maurizio Zenezini, Saveria Capellari
Il lavoro domestico: dalla diseguaglianza di genere alla produzione domestica
Laura Chies
Occupazione, innovazione e cambiamento tecnologico
Francesca Larese Filon
Evoluzione del gender gap nell’accademia: il caso di medicina
Rubina Romanello, Leyla Vesnic, Carmen Micoli, Donata Vianelli
Essere donna imprenditrice in Italia
Roberta Nunin, Andrea Zubin
Discriminazione di genere e misure a sostegno della cura/conciliazione nel settore privato
Maria Dolores Ferrara, Costanza Ziani
Discriminazione di genere e misure a sostegno della cura/conciliazione nel settore pubblico
Grazia Garlatti Costa
Conciliazione vita-lavoro e soddisfazione lavorativa: uomini e donne a confronto
Ludovico Carrino, Chiara Ardito, Silvia Matalone
Cosa sappiamo sul legame causale tra lavoro e salute? Evidenze empiriche su donne e uomini in una società che invecchia
Cristiana Baldazzi
“Noi e loro”: una riflessione su donne, femminismi e Islam
Maria Cristina Paciello
Un’analisi critica della questione donne e lavoro nella regione araba
Deborah Scolart
La violenza cibernetica contro le donne in area MENA
Elisabetta Vezzosi
“A Leadership of Joy”? Ridefinire, reinterpretare, risignificare la leadership politica delle donne
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Saveria Capellari è Senior Researcher dell’Università degli Studi di Trieste dove è stata Associata di Politica economica fino al 2022, Presidente del Comitato unico di garanzia (C.U.G.) nel periodo 2018-2022 e componente del Centro interdisciplinare di ricerca per gli studi di genere dalla fondazione al 2022. Nella sua attività di docenza ha insegnato Macroeconomia, Politica Economica e Microeconomia. I suoi interessi scientifici riguardano le determinanti dell’innovazione, i rapporti tra scienza e mercato, il mercato del lavoro, la discriminazione e la segregazione delle donne, l’economia della famiglia. Nel 2022, per EUT, ha curato con Maria Dolores Ferrara Tutela della salute e contrasto alla violenza contro le donne: problemi aperti e strategie di intervento.
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- Publication“A Leadership of Joy”? Ridefinire, reinterpretare, risignificare la leadership politica delle donne(2024)Vezzosi, ElisabettaIl saggio si concentra sulle ridefinizioni e le possibili risignificazioni del concetto di leadership politica femminile – teorizzato soprattutto dall’inizio degli anni Duemila (Rodhe, 2003) – alla luce di nuovi studi e pratiche politiche (Smith, von Rueden, van Vugt, Fichtel, e Kappeler, 2021). L’analisi sviluppa soprattutto il tema del potere, del persistente gender gap nelle posizioni apicali, delle nuove concettualizzazioni legate al concetto di intersezionalità e di “leadership of joy” che intrecciano dimensione individuale e collettiva (Kabene, Baadel, Jiwani, Lobo, 2017). Se i primi studi sul tema si sono concentrati sulle forme delle leadership femminili, i più recenti sono più attenti ai contenuti, al rapporto tra leadership politiche nazionali e locali, alle dinamiche legate a sentimenti ed emozioni all’interno delle comunità, agli aspetti generazionali, alle leadership in campo umanitario e al ruolo delle donne nei progetti legati a pace e sicurezza. Sono infine i progetti locali sostenuti da donne leader di piccole comunità (garanzia di acqua potabile, salvaguardia dell’ambiente, contrasto alla violenza di genere, tutela della salute e del welfare) ad attirare l’interesse di studiosi e studiose asiatici che legano lo sviluppo futuro della leadership femminile nei loro paesi a riforme amministrative e modernizzazione (Azizuddin M. e Shamsuzzoha A., 2024).
50 187 - PublicationDiscriminazione di genere e misure a sostegno della cura/conciliazione nel settore privato(2024)
;NUNIN, ROBERTAZubin, AndreaIl contributo, dopo aver fornito nella prima parte un sintetico quadro quantitativo e qualitativo della situazione dell’occupazione femminile in Italia ed aver analizzato alcuni recenti interventi del legislatore, valuta il ruolo ricoperto dalle parti sociali nell’accrescere le misure di conciliazione vita-lavoro offerte dalla legislazione ai lavoratori dell’impiego privato. Sono esaminate le previsioni maggiormente interessanti contenute nella contrattazione collettiva sia aziendale che nazionale, sotto il profilo della flessibilità organizzativa per il lavoratore, della fruizione di congedi o permessi, delle misure di sostegno economico. Il contratto collettivo aziendale si rivela molto incisivo nello sperimentare formule di work life balance, ma trova applicazione a pochi lavoratori. La funzione del CCNL in quest’ambito è quindi residuale ma è auspicabile un suo maggior ruolo, per accrescere il numero dei lavoratori interessati da tali misure. Una possibile soluzione potrebbe essere il rafforzamento degli strumenti conciliativi a carico della bilateralità istituita dai CCNL.27 229 - PublicationIl lavoro domestico: dalla diseguaglianza di genere alla produzione domestica(2024)
;Zenezini, MaurizioCAPELLARI, SAVERIAIl lavoro domestico e familiare è la principale forma di lavoro non pagato presente in tutti i sistemi economici. È anche la forma di lavoro in cui, da sempre, sono specializzate le donne, con un divario con gli uomini che assume valori molto diversi tra paesi e nel tempo ma sempre rilevanti e, per questa ragione, al centro del dibattito sulle politiche di parità. L’esclusione del lavoro non pagato dalle statistiche ufficiali della contabilità nazionale e del mercato del lavoro ha generato un cono d’ombra che ha reso invisibile molta parte del lavoro delle donne e, più in generale “un intero settore produttivo” che ha un ruolo fondamentale nel determinare le condizioni di vita delle persone. Questo saggio contribuisce alla conoscenza del lavoro domestico provando a rispondere a tre domande sulla base delle informazioni offerte dalle rilevazioni di uso del tempo. La prima domanda è se i confronti internazionali restituiscano una chiara relazione tra il Pil e l’attività domestica svolta dalle donne e dagli uomini. La seconda è se, nel caso dei paesi avanzati, per i quali disponiamo di un numero sufficiente di studi, si possariconoscere una riduzione significativa del lavoro domestico delle donne e un processo di convergenza tra uomini e donne nel tempo. Infine, interroghiamo i dati per l’Italia mettendone in luce alcune specificità nel panorama internazionale. Un primo risultato da sottolineare è che anche le economie avanzate hanno bisogno di dosi elevate di lavoro non pagato, che nei paesi Ocse è pari in media pari al 40 per cento dell’attività lavorativa complessivamente erogata. Un secondo aspetto è che, almeno nei paesi Ocse, vi è stata una significativa tendenza alla riduzione del lavoro familiare delle donne e una tendenza, meno accentuata, all’aumento del lavoro familiare degli uomini. Questi andamenti hanno generato un processo di convergenza tra uomini e donne nella partecipazione al non mercato, ma il gender gap nel lavoro domestico familiare resta generalmente ancora molto elevato. In Italia il gender gap nel lavoro domestico resta comparativamente elevato nel confronto internazionale, sia pure in un contesto di significativa convergenza tra uomini e donne associato alla riduzione del lavoro domestico routinario delle donne e, in misura minore, alla crescita del tempi di cura dei figli da parte dei padri.25 385 - PublicationConciliazione vita-lavoro e soddisfazione lavorativa: uomini e donne a confronto(2024)Garlatti Costa, GraziaIl benessere organizzativo rappresenta un fattore imprescindibile per la sopravvivenza delle organizzazioni. Come dimostrato da numerose evidenze scientifiche, la promozione del benessere influisce positivamente sulle performance lavorative, incrementa la produttivita, diminuisce i tassi di turnover e di assenteismo e accresce la soddisfazione lavorativa (Bryson et al., 2017; Haddon, 2018). Tuttavia, le esigenze connesse al benessere lavorativo e alla soddisfazione lavorativa variano significativamente tra uomini e donne. Un fattore determinante per il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici e la conciliazione tra vita lavorativa e vita privata, in altre parole il “work-life balance”, che e una necessita sempre piu sentita nel mondo del lavoro e al contempo una sfida per le imprese che devono adattarsi a questa crescente esigenza (Powell et al., 2019). La conciliazione vita-lavoro, implica sfide diverse per donne e uomini (Greenhaus & Beutell, 1985). Le prime subiscono maggiori pressioni sociali e familiari per la cura di figli e figlie e di genitori anziani e delle faccende domestiche, con conseguenti rischi di discriminazione, precarieta, stress e limitazioni di carriera che impattano negativamente sulla loro soddisfazione lavorativa. Pertanto e essenziale che le organizzazioni considerino attentamente le diverse necessita di uomini e donne, implementando misure specifiche per ogni situazione e assicurandosi che tutti i lavoratori e le lavoratrici si sentano adeguatamente supportate dall’organizzazione stessa (Eisenberger et al., 1986). Questo contributo si basa su uno studio empirico che ha coinvolto otto grandi imprese del Nord-est dell’Italia, con l’obiettivo di analizzare come varia tra uomini e donne il livello di conciliazione vita-lavoro, valutare l’impatto che ha la percezione del supporto ricevuto da parte dell’organizzazione e come tutto questo si ripercuote sulla soddisfazione lavorativa. Si forniranno delle implicazioni manageriali utili per una mirata gestione del benessere organizzativo di uomini e donne.
88 229 - PublicationUomini e donne: permanere della disparità e cambiamento(2024)CAPELLARI, SAVERIADove siamo oggi in termini di parità tra uomini e donne? Questo saggio introduttivo propone una riflessione sollecitata da una lettura dei contributi presentati nel volume e che si muove su due piani. Nel primo si guarda alla capacità della ricerca di rappresentare compiutamente le condizioni di disparità nei diversi ambiti esaminati. Nel secondo si propone un breve approfondimento sulla violenza contro le donne. Si sviluppa, inoltre, l’analisi del lavoro seguendo un approccio economico che lega il lavoro domestico e di cura con quello di mercato in un quadro unitario, poi connesso con l’analisi organizzativa dell’impresa e con quella giuridica della discriminazione, della conciliazione vita-lavoro e del benessere lavorativo e organizzativo. La prima evidenza raggiunta mostra che vi sono ancora ampie aree della ricerca molto sottodimensionate. Tra queste, per un importante carenza di dati, l’area della violenza, della povertà e, in parte, del lavoro domestico. Ciò che emerge dalle ricerche sul mercato del lavoro è che le caratteristiche delle posizioni lavorative, che confinano molta parte delle donne nei settori e nelle imprese a bassi salari, sembrano vincolate ex ante all’impegno richiesto dalle attività domestiche. La lettura dei saggi, sia giuridici che di impronta manageriale, evidenzia, tuttavia, la possibilità che l’ottica del benessere lavorativo e organizzativo, se coniugato con la produttività, possa aprire spazi nuovi e rendere strutturalmente meno conflittuale una piena esperienza lavorativa anche con il percorso di crescita dei figli.
19 152 - PublicationDiscriminazione di genere e misure a sostegno della cura/conciliazione nel settore pubblico(2024)
;Ferrara, Maria DoloresZiani, CostanzaIl contributo intende approfondire il tema delle misure a sostegno della work-life balance nella pubblica amministrazione in un’ottica di genere, focalizzando l’attenzione sul relativo sistema di governance e sui dispositivi promozionali. In particolare, lo scritto non solo si concentra sullo strumento del lavoro agile, ma prende altresì in considerazione il part-time e il welfare integrativo come istituti utili alla conciliazione vita-lavoro all’interno delle pubbliche amministrazioni.91 255 - PublicationParità: a che punto siamo? Contributi per un dialogo interdisciplinare(2024)Capellari, Saveria
Anche in Italia la condizione delle donne è profondamente cambiata grazie alla forte crescita dell’istruzione, alla partecipazione al mercato del lavoro, alle norme che hanno garantito via via condizioni di maggiore uguaglianza tra uomini e donne.
Il volume nasce dall’esigenza di fare il punto sulla parità tra donne e uomini chiedendosi se le trasformazioni avvenute negli anni passati abbiano determinato un cambiamento radicale nella società rendendola più adatta a sostenere condizioni di piena parità e quali siano le disparità che ancora permangono.
Questa idea si è concretizzata nell’iniziativa del Centro interdisciplinare di ricerca per gli studi di genere e del Dipartimento di scienze economiche aziendali matematiche e statistiche dell’Università degli Studi di Trieste che hanno lanciato una call for papers per raccogliere contributi scientifici utili a descrivere, alla luce dei dati attuali, dove siamo in termini di parità e, allo stesso tempo, a dar conto, da diverse prospettive disciplinari, del contributo della ricerca scientifica alla spiegazione delle disparità presenti.
Il risultato è un libro composito che ha l’ambizione di avviare un colloquio interdisciplinare percorrendo una strada impervia, ma nello stesso tempo imprescindibile per aggredire il problema nella sua complessità. Cogliendo alcune delle connessioni che legano prospettive di analisi e ricerca, anche molto diverse tra loro, il libro propone alcune risposte alle domande poste all’inizio.
108 1885 - PublicationLa violenza cibernetica contro le donne in area MENA(2024)Scolart, DeborahLe forme che la violenza contro le donne puo assumere sono diverse, dal matrimonio precoce al matrimonio riparatore che estingue il reato di stupro; dalle molestie sessuali sul lavoro e nei luoghi pubblici che comprimono la liberta di movimento e l’emancipazione femminile alla violenza subita a opera di membri della famiglia (marito, suoceri, genitori, fratelli); dall’impossibilita di accedere all’istruzione al confinamento domestico. Una tipologia particolare di violenza e quella attuata attraverso i nuovi strumenti tecnologici per le comunicazioni, in particolare i servizi di posta elettronica, i social media e le app di condivisione di contenuti. Il fenomeno della violenza cibernetica, dilagante anche nei paesi dell’area MENA, non e ancora stato oggetto di una disciplina chiara e completa; nei paesi arabi, che solo da pochi anni hanno iniziato ad affrontare sul piano legislativo la questione della violenza contro le donne, la violenza cibernetica trova ancora poche risposte dal legislatore e scarsa attenzione dalla giurisprudenza.
32 73 - PublicationEvoluzione del gender gap nell’accademia: il caso di medicina(2024)LARESE FILON, FRANCESCALa presenza di donne nei ruoli di prima e seconda fascia in medicina è molto modesta nelle università italiane (Larese, 2019) e in quelle straniere (Li, 2023). Numerose azioni sono state intraprese al fine di eliminare il tetto di cristallo che non permette alle donne di avanzare nella carriera accademica. L’obiettivo di questo studio è quello di analizzare la presenza di donne nei settori scientifico-disciplinari di Medicina e Chirurgia nel 2023 e di confrontarlo con quella del 2015 e del 2005, al fine di verificare la situazione italiana e di proporre azioni di miglioramento. I dati relativi alla composizione del personale docente (nei ruoli di ricercatore/trice, professore/essa associato/a e ordinario/a) sono stati estratti dalla banca dati del Ministero dell’Università e della Ricerca e sono stati raggruppati in base al settore scientifico-disciplinare nel gruppo delle scienze di base, scienze mediche, chirurgiche e tecniche. Il personale docente di Medicina e Chirurgia nel 2023 in Italia ha complessivamente 9556 unità di cui 3644 donne (38%). Le donne sono maggiormente rappresentate nel ruolo di ricercatore universitario (68% nelle scienze tecniche, 64,3% nelle scienze di base, 49,1% nelle scienze mediche e 31,1% nelle scienze chirurgiche). Buona la presenza femminile nel ruolo di seconda fascia nelle scienze tecniche (60%) e nelle scienze di base (58,5%), più limitata nelle scienze mediche (40,5%) e chirurgiche (18,9%). Più ridotte ancora le quote femminili nella prima fascia che rappresentano l’8,2% nelle scienze chirurgiche, il 20,9% nelle scienze mediche, il 40% nelle scienze di base e il 42,6% nelle scienze tecniche. Rispetto al 2015 si osserva un significativo incremento della presenza femminile nei ruoli apicali a testimonianza di un progressivo superamento del “tetto di cristallo”. Le azioni a favore della progressione di carriera come la composizione mista delle commissioni per il reclutamento, regole chiare con uso di indicatori bibliometrici per l’Abilitazione Scientifica Nazionale, azioni di mentorship femminile, la presenza di docenti donne e le attività a supporto della conciliazione vita/lavoro hanno determinato un progressivo aumento della presenza femminile che è ancora però molto distante dall’obiettivo 50:50. Ulteriori azioni sono auspicabili per raggiungere la parità di opportunità e carriera.
13 77 - PublicationLa povertà è neutrale rispetto al genere? Una stima multidimensionale del gender poverty gap nei paesi europei(2024)
;Podrecca, ElenaChies, LauraPer stimare in modo affidabile la profondità dei divari di genere nella povertà è necessario disporre di misure di povertà individuale. Sebbene la letteratura sulla povertà multidimensionale abbia da tempo sottolineato l’importanza di adottare una prospettiva di genere, gli indici di povertà multidimensionale più noti e utilizzati non tengono conto delle disparità intra familiari, e tendono a produrre stime distorte del gender poverty gap. Questo lavoro propone un indice di povertà multidimensionale su base individuale adatto ad economie avanzate, basato sull’approccio delle capabilities di Sen e sulla metodologia di Alkire e Foster (2011). L’indice è utilizzato per stimare i differenziali di genere nell’incidenza, intensità e disuguaglianza della povertà multidimensionale in cinque Paesi europei. Si registrano gender poverty gap significativi in tre paesi: Germania, Italia e Bulgaria, in ordine di importanza. In Svezia e Irlanda i differenziali non sono significativi. Per quanto riguarda la disparità intra familiare, invece, sono Svezia, Germania e Italia a registrare la maggior disuguaglianza: in questi Paesi, nella maggioranza delle famiglie con presenza di povertà, questa colpisce le donne, ma non gli uomini.50 74 - PublicationUn’analisi critica della questione donne e lavoro nella regione araba(2024)Paciello, Maria CristinaIl contributo offre un’analisi della questione donne e lavoro in quattro paesi arabi (Egitto, Giordania, Marocco e Tunisia) nel contesto delle politiche neoliberali attuate a partire dagli anni Ottanta. Attraverso l’approccio critico delle economiste femministe, si propone di far luce su problemi e cause generalmente trascurate dalle interpretazioni dominanti sulla regione araba. Inizialmente, verrà presentata una panoramica delle principali tendenze relative al lavoro femminile declinato nella sua accezione più ampia, a includere anche forme di lavoro socialmente ed economicamente invisibili come il lavoro riproduttivo e il lavoro informale. Successivamente, tali tendenze verranno spiegate mettendo in luce l’interazione tra politiche economiche neoliberali, politiche in materia di lavoro e di migrazione, e relazioni di genere.
23 206 - PublicationCosa sappiamo sul legame causale tra lavoro e salute? Evidenze empiriche su donne e uomini in una società che invecchia(2024)
;Carrino, Ludovico ;Ardito, ChiaraMatalone, SilviaQuesto contributo si propone di esaminare il legame intrinseco tra l’attività lavorativa e lo stato di salute e benessere psicologico dei lavoratori, con uno sguardo privilegiato sulla popolazione delle donne lavoratrici in età matura. Il contributo riassume dapprima i contributi teorici che hanno evidenziato un forte legame tra qualità del lavoro e benessere del lavoratore e della lavoratrice, e discute poi le evidenze empiriche sul nesso di causa esistente tra lavoro e salute dei lavoratori in età matura. In particolare, il contributo studia gli effetti sulla salute del prolungamento delle carriere lavorative, spesso incentivato dall’innalzamento dell’età pensionabile legale, che negli ultimi decenni hainteressato in maggiore misura le donne. A fronte di prolungamenti delle carriere, si riscontrano significativi effetti negativi sulla salute mentale delle lavoratrici, in particolare quelle impegnate in lavori manuali e fisicamente usuranti, con forti diseguaglianze tra i gruppi socioeconomici (Carrino et al., 2020). Il contributo discute poi ulteriori effetti indesiderati di tali cambiamenti, di notevole rilevanza sociale. Si dimostra infatti come la popolazione di lavoratori interessata da tali riforme pensionistiche venga posta di fronte a un crescente conflitto di conciliazione, nella difficile scelta tra tempo da dedicare al lavoro o alla famiglia, e come le donne occupate in lavori poco flessibili e intensivi tendano a ridurre l’assistenza dedicata ai propri genitori fragili. In conclusione, il contributo mostra come gli studi economici possano sviscerare la complessità delle relazioni tra l’ambiente lavorativo e la salute mentale dei lavoratori e sottolinea l’importanza di un approccio olistico nella valutazione dei rischi psicosociali sul luogo di lavoro, nell’affrontare le possibili conseguenze indesiderate dell’incremento dell’età pensionabile sulla salute e sull’ l’attività di assistenza informale.85 115 - PublicationMisure di contrasto alla violenza maschile contro le donne: un’analisi degli sviluppi negli ultimi decenni in Italia(2024)
;Romito, PatriziaFOLLA, NATALINALa violenza maschile contro le donne è un attacco ai loro diritti umani e rappresenta un danno enorme per le donne e per tutta la società. Negli ultimi trent’anni, anche in Italia sono state sviluppate diverse misure di contrasto della violenza e di sostegno alle vittime, sul piano legislativo, sociale, culturale ed educativo. È difficile, tuttavia, trarre delle conclusioni sui cambiamenti avvenuti in merito: mancano infatti dati affidabili sia sull’evoluzione della violenza sia sull’applicazione e sull’efficacia delle misure per contrastarla. Scarsa formazione sulla violenza, resistenze nel riconoscerla come tale, stereotipi e pregiudizi sessisti costituiscono forti ostacoli nel processo di liberazione dalla violenza maschile: nel nostro Paese forse più che altrove questo percorso sembra ancora lungo e accidentato.12 120 - PublicationOccupazione, innovazione e cambiamento tecnologico(2024)Chies, LauraIl mercato del lavoro europeo ed italiano appare ancora affetto dai problemi generati dai differenziali di genere e soprattutto da segregazione nelle professioni e nei settori economici, tanto più se caratterizzati da elevate innovazioni tecnologiche e della conoscenza (European Commission, 2023). I differenziali si originano non solo a causa di percorsi di studio e formazione sbilanciati verso le materie socioumanistiche per le donne e tecnico-scientifiche per gli uomini, come emerge dalle analisi sui percorsi d’istruzione nel tempo in questo contributo, ma anche ove la formazione sia simile, è il mercato del lavoro a selezionare preferibilmente il genere maschile. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dall’innovazione tecnologica a maggiore contenuto digitale, in grado di velocizzare le traiettorie della parità di genere nel mercato del lavoro italiano ed europeo. L’analisi empirica presente in letteratura evidenzia, tuttavia, una correlazione positiva tra propensione all’innovazione e occupazione solo per i maschi. Questo aspetto potrebbe essere legato ai tipi di contratto di lavoro, molto più discontinui e caratterizzati da elevate quote di part-time, dal peso del lavoro di cura e dal tipo di capitale umano accumulato dalle donne (Fortin, 2005). Questo contributo si concentra sull’ultimo aspetto, indagando il legame tra percorso di studio, formazione e lavoro delle donne e struttura del modello STI (Scienza, Tecnologia e Innovazione), che spiega lo sviluppo e la crescita dei settori innovativi, spesso non inclusivi nei confronti delle donne (Frey and Osborne, 2017). L’adozione di un modello di analisi diverso (Alsos et al. 2013), che tenga conto di dimensioni e ambiti di innovazione non prettamente tecnologici, così come strumenti cognitivi più adatti alle capacità di innovare delle donne, insieme a istituzioni più aperte al finanziamento e alla regolazione di innovazioni in ambiti più ampi, che comprendano i settori sanitari, della pubblica amministrazione o delle biotecnologie, potrebbero essere soluzioni coerenti per il riequilibrio di genere nel mercato del lavoro. Il contributo si chiude con un’analisi delle mansioni femminili ad elevato contenuto di routine, facilmente sostituibili nell’attuale fase della rivoluzione tecnologica qualificata dall’intelligenza artificiale, che necessitano ancora di più di ri-orientamenti formativi e di opportune politiche di genere.
12 122 - PublicationEssere donna imprenditrice in Italia(2024)
;Romanello, Rubina ;Vesnic, Leyla ;Micoli, CarmenVianelli, DonataSebbene la presenza femminile sia leggermente aumentata nel corso degli anni, il mondo imprenditoriale ha da sempre visto il persistere di differenze di genere significative. Il saggio si propone di fornire una panoramica approfondita della letteratura internazionale sia sul tema della creazione e gestione d’impresa nell’ottica del genere, sia su alcuni temi fondamentali come quello delle barriere, della competitivita e dell’internazionalizzazione delle imprese femminili. L’analisi empirica sara invece focalizzata sul contesto italiano e su quello della regione Friuli Venezia Giulia, consentendoci di illustrare alcuni dati salienti evidenziati in letteratura. La discussione proporra alcune riflessioni sulle opportunita imprenditoriali legate al mondo femminile e delineera possibili future linee di ricerca.82 262 - Publication“Noi e loro”: una riflessione su donne, femminismi e Islam(2024)BALDAZZI, CRISTIANAQuesto contributo illustra le diverse modalita attraverso cui le donne a partire dalla seconda meta del Diciannovesimo secolo fino ai giorni nostri hanno espresso il loro protagonismo in alcuni Paesi del mondo arabo (Egitto, Palestina, Siria e Libano), militando in movimenti che, pur di natura diversa e non obbligatoriamente legati a rivendicazioni “femministe”, hanno contribuito notevolmente al processo di modernizzazione e a porre le radici per una consapevolezza di genere nelle societa arabe. Nonostante le peculiarita dei singoli Paesi emerge che in gran parte di queste regioni, “la questione della donna” in epoche diverse e stato oggetto di strumentalizzazione, i vari governi e regimi l’hanno utilizzata e la utilizzano per mantenere inalterate le loro posizioni e le gerarchie consolidate, al di la delle posizioni politiche e religiose, a riprova dunque che non si tratta di una questione religiosa quanto piuttosto politica.
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