Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 169
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CONTENTS / SOMMARIO
Scanu Giuseppe
Dai Prà Elena, Gabellieri Nicola
Delgado Barrado José Miguel, D'ascenzo Annalisa
De Falco Stefano
Ivona Antonietta, Rinella Antonella, Rinella Francesca
Alla scoperta della Puglia attraverso la narrazione della rivista “Bell’Italia”
Mangano Stefania, Piana Pietro, Ugolini Gian Marco
Paesaggi, percezione e rappresentazione: lo sguardo del turista in Liguria
Militello Paolo
La carta ritrovata. La Sicilia del 1713 di Agatino Daidone: note preliminari
Pinna Sergio, Zamperlin Paola, Grava Massimiliano
Primi Antonella, Dossche Rebekka
Mappatura partecipata e analisi della percezione del rischio alluvionale (Val Bisagno, Genova)
Privitera Donatella
Turismo lento e territori insulari. Il caso studio Favignana
Scrofani Luigi, Petino Gianni, Di Bella Arturo
Dalla criminalità alla creatività: una possibile svolta culturale nell’Agrigentino
D'aponte Tullio, La Foresta Daniela
Geografia di una crisi (in)archiviata. Nati-mortalità delle imprese italiane in un decennio critico
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- PublicationGeografia di una crisi (in)archiviata. Nati-mortalità delle imprese italiane in un decennio critico(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;D'Aponte, TullioLa Foresta, DanielaArchiviato il periodo più oscuro della crisi globale del 2008, opportune scelte di politica economica avrebbero dovuto consentire all’Italia di intraprendere una nuova traiettoria di sviluppo, superando la condizione di debole incremento del PIL che, sin dagli anni Novanta e per oltre un quindicennio, aveva caratterizzato la crescita economica del Paese (Draghi, 2009). Tuttavia, nonostante la presenza di un mix di fattori che la letteratura ritiene strettamente correlati allo sviluppo, le aspettative sono andate deluse e la crescita attesa si è ridota ad un modesto incremento strutturale della ricchezza prodotta (Research*eu, 2018). In un simile scenario d’incertezza e instabilità, la posizione dell’Italia, seconda potenza manifatturiera in Europa, appare pericolosamente vulnerabile in termini di “sopravvivenza” del proprio assetto produttivo, anche in ragione dell’accelerato ricambio che caratterizza la struttura del tessuto imprenditoriale nazionale, indissolubilmente dominato dalla diffusa prevalenza di aziende medio-piccole (Pagano, Schivardi, 2003). Un segnale incoraggiante di apparente dinamismo positivo traspare, a valle del 2015, dall’emergere della riduzione della forbice che misura il saldo tra iscrizioni e cancellazioni di nuove attività imprenditoriali; forbice dipendente dal capovolgimento, in senso positivo, del valore tendenziale dei relativi tassi del turnover netto delle imprese attive registrate. Nell’interpretare il fenomeno in termini di potenziale indicatore di una nuova fase di riequilibrio del sistema, diversi studiosi (Fantozzi, Marotta, 2006; Holmes et Al., 2009; Del Bosco, 2014; Rullani, 2014) suggeriscono l’opportunità di un’esplicita attenzione da rivolgere agli aspetti “territoriali” del modello imprenditoriale per meglio leggere le concrete prospettive di complessivo riassetto del sistema, attraverso l’introduzione di processi d’innovazione tecnologica, da un verso, e di più esplicita sensibilità sociale ed ambientale, dall’altro. Accogliendo tale suggestione, la ricerca che qui si presenta, muovendo da una rappresentazione delle geometrie del dimensionamento aziendale e dalla distribuzione in termini di attività settoriali, ne proietta gli andamenti recenti a scala geografica, allo scopo di pervenire ad un raffronto di natura diacronica tra assetti antecedenti gli anni della grande crisi e realtà successive, evidenziate dalle più recenti risultanze statistiche*. Il percorso di analisi, pertanto, si snoderà attraverso diversi passaggi: in primo luogo affronterà una rapida ricognizione della letteratura nell’intento di identificare le più importanti variabili esplicative del fenomeno in esame; seguirà, quindi, l’analisi diacronica della demografia d’impresa italiana nella prospettiva dimensionale e settoriale, confrontandone gli esiti con una riflessione sulle proiezioni geografiche dell’implementazione di progetti innovativi da parte delle compagini imprenditoriali che, espressione diretta dei territori, contribuiscono al radicamento delle diverse attività produttive perseguendo un esplicito progetto di sviluppo “endogeno”, incentrato, cioè, sull’utilizzo e sulla valorizzazione delle risorse e delle competenze locali. Il quadro che emerge sembra svelare una tendenza ad un progressivo riequilibrio territoriale del tasso di “sopravvivenza” aziendale. Il netto regresso della “mortalità d’impresa”, sensibile più che altrove nel Mez-zogiorno, è associabile ad incoraggianti prospettive di modernizzazione del sistema produttivo nazionale definibili in termini di più diffuso accesso a contenuti di R&S e dinamismo nella propensione all’inter-nazionalizzazione. Tale fenomeno caratterizza in misura maggiore le imprese medio-grandi e quelle di minori dimensioni tuttavia legate a forme di startup industriali sostenute da interazioni virtuose stabilitesi tra università e imprese tecnologicamente avanzate (Ross, 2016). Di conseguenza, data l’estrema disomogeneità territoriale nella distribuzione geografica delle aziende di dimensioni maggiori, del tutto marginali in termini di consistenza numerica e settoriale nella regione meridionale del Paese, il nodo di una più equa ed opportuna localizzazione delle attività produttive nello spazio geografico resta, comunque, del tutto irrisolto, nonostante le convergenti valutazioni circa l’esigenza improcrastinabile di tale prospettiva virtuosa, ampiamente sostenute dalla letteratura più accreditata (Cappellin et Al., 2014).154 424 - PublicationPrime riflessioni sull’interpretazione geostorica della complessità territoriale dell’area del castello di San Felipe (Minorca) fra XVII e XVIII secolo. Interessi militari ed esigenze civili(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;Delgado Barrado, José MiguelD'Ascenzo, AnnalisaIl castello di San Felipe, a Minorca, è situato all’ingresso della Baia di Mahon. Edificato alla metà del Cinquecento, nel Seicento il complesso fu sottoposto a opere di rimaneggiamento, ma fu in seguito ai cambi di dominazione avvenuti tra la fine del XVII e il XVIII secolo, fra spagnoli, francesi e inglesi, e ai conseguenti lavori che si trasformò in una delle fortezze più importanti del Mediterraneo occidentale. Tali opere di ingegneria militare intervennero su un’area sfruttata principalmente a fini agricoli in cui si trovavano poche strutture civili di diversa natura. Nel tempo, a causa dell’avanzamento delle fortificazioni, gli spazi civili e gli insediamenti furono distrutti, abbandonati o trasferiti. Con un approccio geostorico a fonti integrate, attraverso l’analisi della cartografia storica e delle fonti documentali del periodo è possibile ricostruire l’evoluzione e le trasformazioni di questi spazi complessi, su cui insistevano diversi interessi ed esigenze. Sotto l’aspetto storico-geografico il caso di studio è interessante perché la cartografia militare riporta informazioni preziose sulla complessità locale e sull’utilizzo civile del territorio, in particolare delle risorse agricole e delle strutture connesse, raccontando la cultura materiale della comunità insediata, i paesaggi storici oggi obliterati e trasmettendoci la possibilità di individuare alcuni beni culturali dimenticati da poter aggiungere all’offerta turistica attuale.289 355 - PublicationTurismo lento e territori insulari. Il caso studio Favignana(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)Privitera, DonatellaIl turismo lento nelle destinazioni insulari costituisce un’opportunità di sviluppo economico e favorisce sia la popolazione locale sia i suoi visitatori sebbene le isole sono territori compositi e vulnerabili. L’approfondimento mira a considerare la mobilità a pedali, attività lenta ed allo stesso tempo sostenibile, come uno strumento per la valorizzazione del turismo nelle isole. Sono presentati i risultati di un’indagine qualitativa condotta nell’isola di Favignana (arcipelago delle Egadi), denominata isola amica della bicicletta. Nello specifico, il contributo esalta l’importanza dei paesaggi terapeutici in stretto legame con la mobilità a pedali, in un territorio che appare essere un paradiso ma allo stesso tempo sovraffollato, in particolare nei periodi stagionali, comportando problematiche dal punto di vista ambientale.
421 1319 - PublicationMappatura partecipata e analisi della percezione del rischio alluvionale (Val Bisagno, Genova)(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;Primi, AntonellaDossche, RebekkaIl caso di studio proposto presenta l’applicazione di tecniche GIS e di un laboratorio partecipativo per la mappatura e l’analisi della percezione del rischio in un territorio soggetto a gravi e ripetuti fenomeni alluvionali, come la Val Bisagno (Genova). Dai risultati emergono differenze tra le percezioni dei vari stakeholders locali (amministratori locali, cittadini, studenti, pensionati) rispetto alla localizzazione ed estensione delle aree considerate a rischio o bisognose di interventi; differenze che rispecchiano la diversa conoscenza ed “esperienza” del territorio da parte delle varie categorie di rispondenti.324 1345 - PublicationDalla criminalità alla creatività: una possibile svolta culturale nell’Agrigentino(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;Scrofani, Luigi ;Petino, GianniDi Bella, ArturoIl contrasto al fenomeno della criminalità organizzata, oltre che dalle tradizionali forme di azione repressiva, passa anche dallo sviluppo di processi culturali e nuove attività economiche, frutto di nuovi investimenti imprenditoriali. Queste modalità di azione creativa appaiono particolarmente significative in quelle aree caratterizzate da condizione di arretratezza, marginalità e perifericità. Attraverso il caso studio del territorio di Agrigento, questo articolo offre degli spunti di riflessione su tali possibili modalità alternative di contrasto e, mediante anche la rappresentazione cartografica, mette a confronto due differenti dimensioni territoriali, cioè la presenza criminale e le potenzialità creative, evidenziando la necessità di ricercare nuove traiettorie di sviluppo per questi territori deboli e puntando con forza sullo sviluppo di processi di innovazione socio-culturale.310 604 - PublicationAlla scoperta della Puglia attraverso la narrazione della rivista “Bell’Italia”(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;Ivona, Antonietta ;Rinella, AntonellaRinella, FrancescaIl presente lavoro analizza la narrazione dei beni ambientali e culturali della Puglia proposta dal mensile “Bell’Italia” dal maggio 1986 (data della sua fondazione) al maggio 2019. Dopo una visione d’as-sieme dei principali elementi formali e contenutistici della rivista, nonché dei cambiamenti occorsi alla sua struttura nel periodo in esame, si focalizza l’attenzione sui fascicoli che contengono uno o più articoli dedicati alla Puglia. Si cercherà di evidenziare come lo storytelling di “Bell’Italia”, attraverso un ampio corredo di foto, restituzioni cartografiche e ricostruzioni grafiche, arrivi a proporre una visione sistemica del patrimonio materiale e immateriale regionale, consentendo ai lettori/viaggiatori di dotarsi di una carta mentale del “tacco d’Italia” ricca non solo di “cose da vedere”, ma anche e soprat-tutto di “cose per capire” capaci di comunicare emozioni, esperienze e sensazioni uniche e irripetibili.182 1096 - PublicationPaesaggi, percezione e rappresentazione: lo sguardo del turista in Liguria(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;Mangano, Stefania ;Piana, PietroUgolini, Gian MarcoCompresa tra il Mar Mediterraneo, l’Appennino e le Alpi, in un contesto climatico e paesaggistico molto favorevole, la Liguria ha da sempre costituito una destinazione turistica di rilievo internazionale. Dall’Ottocento ad oggi l’immagine turistica della regione riflette i gusti, le tendenze e gli interessi del pubblico. Da meta turistica di élite nell’Ottocento, interessata prevalentemente dal turismo invernale, a partire dal dopoguerra la Riviera Ligure diventa destinazione del turismo di massa. Il presente contributo si propone di analizzare come gli user-generated contents abbiano contribuito e contribuiscano a definire i luoghi del turismo nella Liguria di Ponente, partendo dall’analisi dei resoconti e delle vedute, prodotti dai viaggiatori dell’Otto-Novecento, per arrivare agli odierni siti specializzati, in particolare “Tripadvisor”. I documenti sono analizzati sistematicamente e classificati in base alla località, al soggetto e all’eventuale descrizione testuale. Tali informazioni sono restituite cartograficamente per evidenziarne la distribuzio-ne spaziale e la ricorrenza nei diversi momenti storici. L’analisi del caso di studio di Dolceacqua può costituire una metodologia applicabile a più ampia scala, fornendo utili indicazioni per future strategie di pianificazione turistica e di offerta diversificata.325 1595 - PublicationLe infrastrutture per la mobilità quale mezzo di valorizzazione delle destinazioni turistiche. Il caso dell’Autostrada del Mediterraneo(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)De Falco, StefanoDi recente è stato lanciato un progetto della società Anas S.p.A., di concerto con diversi Enti e Istituzioni, relativo alla Autostrada A2 del Mediterraneo finalizzato alla promozione di itinerari turistici tematici tracciati a partire dagli svincoli autostradali. Il progetto è basato sia su una applicazione digitale consultabile da smartphone, che consente una preconoscenza dei siti segnalati, sia su una serie di pannelli informativi installati lungo il percorso, in grado di carpire l’eventuale interesse estemporaneo degli automobilisti, quali possibili turisti/escursionisti di transito. Il presente contributo intende, pertanto, indagare la validità della valorizzazione proposta e analizzarne intensità e forme implementative delle soluzioni impiegate. L’obiettivo della ricerca risiede nella capacità di individuare una eventuale differenza, statisticamente significativa, tra le scelte da parte dei turisti in relazione alla visita di siti geograficamente prossimi agli svincoli autostradali e quelle relative a località turistiche molto più distanti. Si è quindi costruito un modello distanziometrico nel quale la variabile di discrimine analizzata risiede nella doppia tipologia di informativa turistica, applicazione digitale/pannelli informativi, resa disponibile nel progetto autostradale
178 232 - PublicationHic leones non sunt. Una fonte cartografica storica per l’ecologia, la demografia e la geopolitica del Trentino ottocentesco: la 'Carta coro-orografica' di Francesco Masera(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;Dai Prà, ElenaGabellieri, NicolaIl contributo presenta un documento cartografico poco noto, la Carta coro-orografica, politica, statistica, geognostica, botanica e zoologica del Circolo di Trento, redatto tra il 1868 e il 1870 da Francesco Masera, insegnante di scuola tecnica di Rovereto, e litografato dall’editore locale Zippel. La carta, prevista in 14 fogli, di cui tre effettivamente realizzati, si presenta come un caso peculiare nel panorama italiano, poiché riporta segnati, oltre alla morfologia, all’idrografia e all’insediamento, una serie di informazioni eterogenee, che comprendono tematiche demografiche, storiche, botaniche, zoologiche e agricole. Allo stesso tempo, può essere inserita nel più generale quadro europeo ottocentesco di documentazione geografica delle condizioni storiche e geofisiche di spazi a grande e piccola scala. La carta è stata digitalizzata e geo-referenziata in ambiente GIS, e alcuni dei metadati sono stati vettorializzati e geolocalizzati. La prima parte del contributo illustra le caratteristiche del documento, la simbologia utilizzata e la legenda. La seconda parte si sofferma sulla biografia dell’autore, sui suoi collaboratori e sul contesto di produzione della mappa, cercando di ricostruirne le motivazioni e gli obiettivi sulla base di documenti reperiti in archivi locali e nazionali. La terza parte presenta, utilizzando un doveroso approccio critico, alcuni dei metadati estrapolati dal documento, mostrandone le potenzialità per approfondire la geografia del Trentino ottocentesco in collaborazione con discipline come la storia, l’ecologia e la botanica.296 694 - PublicationBollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia, 169 (2020)(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
90 6904 - PublicationL’evoluzione del territorio urbano di Cecina nei secoli XVIII-XX: dalla cartografia catastale alle rappresentazioni più recenti(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
;Pinna, Sergio ;Zamperlin, PaolaGrava, MassimilianoLa città di Cecina, attualmente parte della Provincia di Livorno, costituisce un notevole esempio di area urbana costiera sviluppatasi in modo particolarmente rapido in un arco temporale breve, a partire dalla sua nascita nei primi decenni del XIX secolo ad oggi. Tale espansione è testimoniata parallelamente dalla rapidissima crescita della popolazione locale che, da valori di poche centinaia di individui intorno agli anni 30-40 dell’Ottocento, dopo un secolo aveva già superato le 10 mila unità, continuando ad aumentare intensamente fino ad arrivare oggi a poco meno di 30 mila abitanti. Il processo di evoluzione urbana della cittadina prende corpo da un nucleo iniziale, “Fitto di Cecina”, situato sulla sponda sinistra dell’omonimo fiume, e procede con orientamento nord-sud, per i limiti imposti inizialmente dalla tratta ferroviaria tirrenica a ovest e dal podere “La Casina” e dalla Magona a est. Nel secondo dopoguerra l’abitato si espande interessando anche la zona a ovest della ferrovia, finendo per saldarsi con quello litorale di Marina di Cecina, anch’esso in significativa fase di estensione. L’esame dell’evoluzione territoriale dal 1834 al 1911 è stato condotto impiegando i fogli mappali di attivazione (e gli ulteriori sviluppi) del Catasto Generale della Toscana. Per il periodo successivo si è poi fatto ricorso alla cartografia topografica IGM e a fotografie aeree scattate progressivamente dal 1954 al 2017 e alla cartografia regionale CTR (1997).216 2018 - PublicationLa carta ritrovata. La Sicilia del 1713 di Agatino Daidone: note preliminari(EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)Militello, PaoloUn’inedita carta geografica a stampa della Sicilia, realizzata da Agatino Daidone nel 1713, è stata recentemente e fortuitamente rin-venuta presso le Biblioteche riunite “Civica e Ursino Recupero” di Catania. Si tratta di un’edizione rarissima, citata nel corso di tre secoli da diversi studiosi, ma della quale si era perduta completamente traccia. Il ritrovamento ha permesso di riportare alla luce e riprodurre questo rarissimo documento che aggiunge un prezioso tassello alla storia della cartografia dell’isola. In questo saggio intendiamo descrivere, contestualizzare e analizzare tale preziosa testimonianza cartografica.
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