Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2022, n. 1/2, Vol. XXVII
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Sommario
Prima parte. A 30 anni della ri-fondazione di Futuribili. Un omaggio a tre giganti di Futuribili e del Club di Roma che ci hanno lasciati
Eleonora Barbieri Masini
Cosa ho imparato dagli studi sul futuro
Orio Giarini
La ricchezza delle nazioni nel XXI secolo
Roberto Peccei
Il ruolo di Aurelio Peccei nella formazione di una coscienza globale
Seconda parte. Diplomazia culturale e soluzione dei conflitti
Diego Marani
La diplomazia culturale europea
Marisella Rossetti
Il Premio LUX del Parlamento Europeo: riconoscimento della diversità, sostegno alla circolazione delle opere europee
Bruno Tellia
Il difficile percorso dalla guerra alla pace nel conflitto tra Ucraina e Russia
Tavola rotonda moderata da Giulio Andreotti
Riconciliarsi a Gerusalemme ovvero prove di negoziato a Gorizia
Johan Galtung
La trasformazione non violenta dei conflitti
Terza parte. Problemi sociali del presente e del possibile futuro
Nedzad Basic
The doctrine of creative modernity
Frank Dixon
High-Level System Change: Protecting Business And Society
Derya Yüksek
Transformations of antagonism into agonism: community media as a participatory contact zone
Giampaolo Nuvolati
Esplorare la città: luoghi, flânerie e interstizi
Alberto Gasparini
I simboli degli spazi quotidiani, la cosmosemica e le anime della città. Il micro e il macro della simbolica
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- PublicationHigh-Level System Change: Protecting Business And Society(2024)Dixon, FrankOver the past 15 years, sustainability has become mainstream in the corporate and financial sectors. But environmental and social conditions are declining rapidly in many regions. Nearly all corporate and financial sector sustainability strategies are focused on company- level activities, such as unilaterally mitigating negative environmental and social impacts. But flawed economic and political systems make it impossible for businesses to mitigate about 80 percent of negative impacts. These impacts often return to harm companies, for example, in the form of market rejection, lawsuits and reputation damage. System change is the most important sustainability issue. Protecting business and society requires substantially shifting the focus of corporate sustainability strategies from company change to system change. A growing number of collaborative system change efforts are being implemented. Most focus on specific issues, sectors or system flaws. They frequently are ineffective because they do not use a whole system approach. All major aspects of human society are connected. Root causes, key leverage points and most effective solutions often lie outside of issue-specific areas. Climate change, economic reform and other complex issues can only be effectively addressed through a whole system approach. This paper summarizes important economic and political system flaws and describes a collaborative, whole system approach for engaging the corporate and financial sectors in system change.
45 61 - PublicationCosa ho imparato dagli studi sul futuro(2024)Barbieri Masini, EleonoraL’autrice racconta lo sviluppo degli studi sul futuro inserendo, al loro interno, la propria storia individuale che l’ha vista, nel 1975, Segretario generale della World Futures Studies Federation e, dal 1980, suo presidente. Narra di come questi studi si siano estesi dagli Usa e dalla Francia - dove sono nati - agli altri paesi dell’Europa occidentale, del nord America, del Giappone e, in seguito, ai paesi dell’Europa orientale e a quelli in via di sviluppo. In questo processo si sono progressivamente chiariti i principi e affinati i metodi. L’autrice sottolinea la grande ricchezza professionale e personale che ha tratto dagli studi sul futuro, in quanto le hanno permesso di venire in contatto e di lavorare con colleghi di diversi paesi, ideologie, visioni del mondo. Sostiene che, per poter superare i problemi in un mondo in così rapido mutamento; è necessario guardare non solo avanti, ma sempre più lontano.
29 58 - PublicationIl ruolo di Aurelio Peccei nella formazione di una coscienza globale(2024)Peccei, RobertoL’autore sviluppa l’analisi in tre parti. La prima parte considera le persone che hanno avuto grande influenza all’interno del Club di Roma. Così percorre il pensiero, l’azione e gli ideali di Aurelio Peccei attraverso i suoi scritti e del mondo di studiosi accademici ma anche di eminenti personalità delle organizzazioni internazionali di tutto il mondo, che Aurelio Peccei riusciva a fare ruotare intorno e dentro alle sue istituzioni e alle sue idee. La seconda parte considera l’evoluzione del pensiero sulla coscienza globale attraverso gli scritti di Aurelio Peccei. Il suo percorso procede dall’analisi scientifica del mondo oltre il 2000, e poi si interessa, con il Club di Roma, a gestire l’educazione della gente di tutto il mondo per far sì che prenda coscienza che la crescita economica e della popolazione ha dei limiti, oltre i quali non vi è la capacità di sostenere tali crescite. Nel libro del 1976 su “La qualità umana” (2014: 242-256) Aurelio Peccei individua sei missioni per l’umanità volte a formare questa coscienza globale. La prima missione riguarda i limiti esterni della terra dati dalla presenza dell’uomo con il suo potere sulla Natura e il suo dominio esclusivo sulla Terra. La seconda missione riguarda i limiti interni dell’uomo che non conosciamo, e dunque cosa deve fare l’uomo in un mondo che muta continuamente. La terza missione riguarda l’eredità culturale, e la salvaguardia della sua identità culturale e a salvare fino alle lingue morenti e alle mini-culture. La quarta missione riguarda la comunità mondiale. Aurelio Peccei pensava che gli stati fossero un po’ alla base dei problemi, perché non permettono al mondo di pensare globalmente. La quinta missione riguarda l’habitat umano, poiché consiste sul come si deve organizzare la vita umana per 8 miliardi di abitanti del pianeta. Infine la sesta missione riguarda l’apparato produttivo mondiale per capire come stabilizzarlo. Infatti tale apparato produttivo rimane una delle aree più vulnerabili del mondo attuale, ed esso resta il più instabile. E quindi l’uomo moderno deve sforzarsi di studiare, e realizzare, un sistema per un futuro sostenibile. Infine la terza parte dell’articolo, in conclusione, l’autore ritorna al futuro, guardando a cosa abbiamo compreso del passato e a quali saranno le sfide per l’anno 2050. A oltre cinquant’anni dalla nascita del Club, la situazione del mondo non è migliorata, anzi è peggiorata. L’unico sviluppo veramente positivo che si è avuto è che attualmente la coscienza globale dei problemi è molto superiore del passato, conclude l’autore Roberto Peccei.
26 72 - PublicationIl Premio LUX del Parlamento Europeo: riconoscimento della diversità, sostegno alla circolazione delle opere europee(2024)Rossetti, MarisellaLa diversità culturale è un tratto distintivo dell’Unione Europeo, e del Parlamento Europeo ne è un modello – e simbolo. Promuovere la diversità culturale tramite il sostegno a film europei portatori di tematiche societarie, connesse alla partecipazione democratica, ai valori della tolleranza, del rispetto reciproco tra i popoli e le culture, è uno degli scopi del premio LUX vi è il premio cinematografico assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo. Tra gli obiettivi del Premio, quello di favorire un dibattito pubblico sull’Unione Europea e le sue politiche, tramite un mezzo di comunicazione di massa quale è il cinema, e di sostenere la circolazione delle (co) produzioni europee, attraverso i sottotitoli dei film selezionati e l’organizza zione di proiezioni. Racconteremo le origini del Premio LUX, che rimane a tutt’oggi l’unico premio cinematografico assegnato da un Parlamento, quello Europeo, e di come questo progetto visionario è diventato in pochi anni il più grande premio del pubblico mai creato prima.
21 100 - PublicationIl difficile percorso dalla guerra alla pace nel conflitto tra Ucraina e Russia(2024)Tellia, BrunoFin dall’alba della storia la guerra è stata una delle principali occupazioni dell’umanità. Comprensibile, quindi, è che siano stati sviluppati strumenti e tecniche sempre più sofisticati per essere sempre pronti ad attaccare o difendersi. I tanti tentativi di creare strutture per risolvere pacificamente conflitti, contenere l’aggressività umana, accrescere la cooperazione non hanno prodotto i risultati sognati. Il percorso che porta alla guerra appare facile. Al contrario, il percorso che dalla guerra porta alla pace è molto difficile, perché non è semplice trovare un accordo soddisfacente per tutte le parti direttamente o indirettamente coinvolte. Sono state sviluppate teorie e tecniche di negoziazione per favorire il raggiungimento di un accordo tra le parti in conflitto, sulla base del presupposto che ognuna di essi ottenga qualche guadagno (win-win): se una guerra finisce con un vincitore e un perdente (win-lose) si creano le premesse per successivi conflitti. L’autore cerca di analizzare di quali spazi potrebbe disporre la negoziazione per porre termine all’invasione alla guerra scatenata dalla Federazione Russa con l’invasione dell’Ucraina. La situazione che si è venuta a creare è estremamente complessa e tale da rendere difficile arrivare ad un risultato win-win, mentre sarebbe gravido di pessime conseguenze per la pace in Europa una conclusione win-lose. Anche se può sembrare assurdo, un risultato lose-lose sembrerebbe quello più ragionevole.
25 192 - PublicationTransformations of antagonism into agonism: community media as a participatory contact zone(2024)Yüksek, DeryaThis article examines the participatory-democratic dimensions of community media in relationship with conflict transformation, building on the theory of agonistic pluralism (Mouffe, 2000; 2005). Focusing on the ethno-politically divided island of Cyprus, this inquiry is made through a research intervention that locates community media content production as a participatory contact zone (Torre, 2010) to explore how these potentially maximalist-participatory processes support transformations of antagonism into agonism, with an ethnographic study of a series of community media workshops that brought together Greek Cypriot and Turkish Cypriot teenagers to collectively produce multimedia content. Findings, based on qualitative content analysis (Silverman, 2011) of the collected data, indicate that the teenagers’ participation in this contact zone generated different forms and degrees of conflict transformation at personal, interpersonal and intergroup levels, distinguished with an awareness of difference, pluralist self-identifications, and confrontation against a homogeneous view of the self, while interactions with the “other” were characterized by non-violence, dialogue and teamwork, translating into new collective identifications and alliances based on, and advocating, respect for difference. The participatory-democratic dimensions of community media production, along with the embodied knowledges, supported these transformations by fostering critical thinking, free self-expression and collaborative action on shared grounds, while giving space to conflicts, which were handled by means of self-introduced decision-making tools.
51 228 - Publication
15 65 - PublicationFuturibili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2022, n. 1/2, Vol. XXVII(EUT Edizioni Università di Trieste, 2024)
;Gasparini, AlbertoZAGO, MORENO57 2389 - PublicationLa ricchezza delle nazioni nel XXI secolo(2024)Giarini, OrioLa parola “crescita” è sulla bocca di tutti, è come se il Club di Roma non fosse mai esistito e come se non avesse parlato un tempo dei limiti della crescita. Comunque questo vuol dire qualcosa d’altro, e cioè che siamo in una fase piena di ripensamento di cosa è la ricchezza, del valore nella società, del valore economico. L’economia, come oggi la conosciamo, è stata in un certo senso fondata da Adam Smith, che nel 1776 ha pubblicato il libro intitolato “La ricchezza delle nazioni” (Smith 2010). Alla base della nascita dell’economia moderna c’è questo bisogno di esprimere una pulsione etica. Adam Smith ha creato l’economia. Forse Aurelio Peccei è stato un altro Adam Smith. Adam Smith osservava il pieno sviluppo di quello che poi si sarebbe chiamata “la società industriale manufatturiera”. Infatti, nelle prime pagine del suo libro, descrive come si fabbrica un ago. Dice che è necessaria la materia prima, il ferro, poi che il materiale sia sottoposto a diversi trattamenti, fino ad arrivare alla fabbricazione dell’ago. Per questo processo di fabbricazione sono necessarie 17 diverse fasi di lavorazione, una diversa dall’altra, fino ad arrivare al prodotto finale. Era una missione, dunque, etica, e una realtà che lui è stato capace di analizzare ed estrapolare sostanzialmente dicendo che agendo in una certa maniera, era possibile fabbricare tante attrezzature, come ad esempio i telai per la tessitura, le macchine per costruire i fili che a loro volta avrebbero costituito i tessuti, ecc. Nel rapporto del 1980 del Club di Roma, scritto dall’autore di questo articolo, intitolato “Dialogo sulla ricchezza ed il benessere”, una delle cose più importanti, è che è necessaria una sintesi fra economia ed ecologia. L’economia e le teorie economiche che oggi si utilizzano non sono il risultato di un’analisi dell’attività economica, cioè di come utilizzare le risorse. L’economia non è mai stata perfetta, ma si occupava di quelle cose che si possono chiamare “priorità”. La grande differenza fra i tempi di Adam Smith del 1776 e il 2008 è che le attività manufatturiere non sono più determinanti nella creazione di ricchezza. Siamo entrati in un periodo in cui è da mettere in discussione, da rimpiazzare, la nozione di valore su cui poi si basano anche i calcoli del cosiddetto prodotto interno lordo. Non è sufficiente affermare che qualcosa sia certa, affinché essa sia vera. Tuttalpiù possiamo dire: «C’è una certa probabilità che il problema sia definito in modo gestibile”, dal punto di vista manageriale. Non è la ricerca dell’incertezza o della certezza, è la gestione di un’incertezza legata alla vita, a quello che noi siamo, a come si costituisce il progresso. Futuribili, si è chiamato così su un’intuizione di tanti anni fa da parte di Bertrand de Jouvenel. Perché si è chiamato Futuribili? Perché non c’è un problema di un futuro determinista, ci sono delle alternative, e proprio perché c’è incertezza, c’è libertà. Non bisogna avere paura dell’incertezza della vostra vita. Le incertezze sono lo spazio che bisogna cercare di capire, ridurre e utilizzare per poter creare il futuro. Ogni volta che si fa un passo in avanti dal punto di vista tecnologico e dal punto di vista della conoscenza, accade quello che sosteneva Pascal. La gestione dei rischi, invece di diminuire, crea delle situazioni fondamentali di incertezza. Perciò si deve essere capaci: a) di accettare che quello che facciamo, le attività economiche in primo luogo, è basato sulla gestione dell’incertezza; b) di ridurre l’incertezza, si tratta di controllarla, si tratta di eliminarla, ma non si potrà mai eliminarla in maniera totale. La vita non è basata su questo. Tutta l’evoluzione è basata sugli adattamenti costanti nell’incertezza dell’ambiente che cambia addirittura le specie, forse addirittura noi in questo momento. L’economia, come pensava Adam Smith, è qualcosa di fondamentale per la società nel voler creare la ricchezza delle nazioni. Ciò è importante esplicitare perché, se non c’è ricchezza non si combatte la povertà. Poi c’è un problema di ingiustizia sociale e di distribuzione, trattato dall’autore, è l’aumento demografico. Nel 2050 sulla terra vi saranno nove miliardi di esseri umani, e ciò porta conseguenze sociali, per migrazioni, nuovi equilibri di età, rapporti fra società e classi sociali, ecc.
18 90 - PublicationEDITORIALE: A 30 anni della ri-fondazione di Futuribili un omaggio a tre giganti di Futuribili e del Club di Roma, che ci hanno lasciati. Diplomazia culturale e soluzione di conflitti. Problemi sociali del presente e del possibile futuro(2024)Gasparini, AlbertoIl presente numero di FUTURIBILI (n. 1-2, 2022) si compone di tre parti. La prima parte, con quattro articoli, ricorda i trenta anni della ri-fondazione di FUTURIBILI, cogliendo l’occasione di ricordare anche tre “giganti” di Futuribili e del Club di Roma, che ci hanno recentemente lasciati. La seconda parte discute, con cinque articoli, il tema principale della diplomazia culturale e della soluzione dei conflitti. Infine la terza parte, con cinque articoli, tratta di altrettanti problemi sociali del presente e del possibile futuro.
20 93 - PublicationLa trasformazione non violenta dei conflitti(2024)Galtung, JohanNell’intervista concessa a L’Abate, Galtung evidenzia come il suo modello a struttura triangolare (atteggiamento, comportamento e contraddizione) possa essere applicato al fine di una trasformazione nonviolenta dei conflitti. Si sofferma inoltre sulla nonviolenza strutturale, attuabile ai diversi livelli della società, dell’economia e della politica, esprimendo quindi il suo pensiero sul concetto di trasformazione creativa o nonviolenta dei conflitti ed analizzando le precondizioni affinché i conflitti vengano trasformati in senso costruttivo. Indica quindi il dialogo, e non il negoziato, come una delle principali fasi nel processo di trasformazione dei conflitti, poiché un negoziato senza dialogo, ossia senza un’accurata preparazione delle parti, è destinato a fallire. Il dialogo necessita di tre momenti: la diagnosi, la prognosi e la terapia, e solo dal dialogo, secondo Galtung, possono scaturire idee concrete per la risoluzione dei conflitti. La negoziazione deve essere una parte necessariamente successiva al dialogo. L’Autore quindi si sofferma sulle più importanti misure di prevenzione dei conflitti armati, nella cui risoluzione, il ruolo delle terze parti appare determinante e indica nella conoscenza, nella creatività, nella compassione, nella perseveranza e nella mancanza di interessi i cardini affinché un confronto sia costruttivo.
43 75 - PublicationThe doctrine of creative modernity(2024)Basic, NedzadThe “doctrine of creative modernity” in the model of “responsible and progressive capitalism” is based on the “attractiveness” of the achieved technological and economic development and the transparency of the political system of a democratic state. This power manifests itself as the attraction of the achieved degree of technological development and the state of the economy and financial market, the realized degree of ecological preservation of the environment, social security of the population, protection of the rights and freedoms of people, and minority groups, and the attained degree of protection of intellectual property, which grows into the central determinant of the “new culture of the global structure of power” in the 21st century. The attractiveness of the “new culture of the global structure of power” in the concept of “responsible and progressive capitalism” stems from the complementarity of the state’s national security, the public interest of citizens, and the beneficial interest of capital (markets). The internal complementarity between the interests of the state, society, and market constitutes the determining cohesive force of “global cooperative culture” as a new global agenda of “public politics”. The “doctrine of creative modernity” with the strategy of “creative attraction” in the model of “progressive and responsible capitalism” is not a scenario for hypothetical and unrealistic cooperation and romantic friendships between states. This doctrine leads society to a new internal dynamism that opens a new space for global creative cooperation between the public and private sectors and creative internal cooperation between the state and society, where there is not enough space for authoritarian geopolitics of rivalry and conflict in the 21st century.
33 107 - PublicationLa diplomazia culturale europea(2024)Marani, DiegoL’Europa, con la sua ricca cultura, ha influenzato il mondo, dando vita a culture derivate o contrapposte. Oggi, promuove democrazia e diversità. Il Trattato di Lisbona definisce il ruolo dell’Unione europea nella cultura come un supporto alle politiche nazionali. Tuttavia, questa non ha una propria iniziativa culturale e spende solo una piccola parte del bilancio totale sull’arte e la cultura. Nonostante le limitazioni politiche e finanziarie, l’UE ha sviluppato una politica culturale informale, influenzando la società europea e creando un senso di identità culturale europea. Nel 1992, con il Trattato di Maastricht, l’UE ha ottenuto competenze più estese nella cultura. Nel 2007, con l’Agenda europea per la cultura, l’UE ha rivendicato un ruolo di influenza culturale, promuovendo la diversità culturale, la creatività e le relazioni internazionali. Nonostante le sfide, la cultura rimane un’opportunità sia internamente che esternamente, per l’UE. Dopo sette anni dall’adozione della Comunicazione sulla strategia culturale dell’UE (2016), i progressi sono stati scarsi, sollevando preoccupazioni sul futuro. Manca una vera strategia e una struttura operativa nel SEAE per la diplomazia culturale. Mancano fondi e coordinamento tra le direzioni generali della Commissione. Il Comitato economico e sociale ha evidenziato queste carenze e ha sottolineato la necessità di una struttura dedicata nel SEAE e una figura di “inviato speciale UE per le relazioni culturali”. Tuttavia, finora non sono stati intrapresi passi significativi per migliorare la situazione. Nonostante alcune attenzioni, la cultura resta marginale nelle politiche dell’UE. Questa mancanza di focus culturale compromette la credibilità internazionale e l’identità europea. La cultura è un’industria, motore di crescita, e un mezzo di aggregazione e innovazione. L’UE dovrebbe abbracciare una strategia culturale per recuperare fiducia internazionale e rafforzare l’identità europea.
18 91 - PublicationRiconciliarsi a Gerusalemme ovvero prove di negoziato a Gorizia(2024)
;Andreotti, Giulio ;Fumagalli, Pier Francesco ;Hasson, Slomo ;Klein, Menachem ;Nusseibeh, SariPicco, GiandomenicoLa Tavola rotonda è qui una discussione con significati particolari che configurano una “prova” di negoziato per la riconciliazione e la pacificazione a Gerusalemme e per Gerusalemme. Tale “prova” è tanto più significativa in quanto vi partecipano tante posizioni e possibili soluzioni che vengono da intelligenze altamente raffinate e provenienti da prospettive molto diverse. Così abbiamo il palestinese Sari Nusseibeh, gli israeliani Slomo Hasson e Menaken Klein, lo studioso cattolico Pier Francesco Fumagalli, il già vicesegretario generale dell’Onu Giandomenico Picco. La “prova di negoziato” è attivata da Giulio Andreotti, che ha avuto una lunga esperienza e sensibilità nel “far terminare il pianto di Gesù su Gerusalemme”. I risultati sono molteplici, ed essi riguardano soprattutto le regole del negoziato, gli attori, i processi, gli obiettivi e le ipotesi per la soluzione dei problemi di Gerusalemme.30 76 - PublicationEsplorare la città: luoghi, flânerie e interstizi(2024)Nuvolati, GiampaoloLe società urbane mostrano una crescente complessità che per essere interpretata necessita il ricorso a nuovi strumenti e metodi di analisi sociologica. In particolare si avverte oggi la necessità di contestualizzare l’agire umano rispetto a scenari urbani che presentano caratteri materiali e simbolici in continuo mutamento. Nell’articolo si presentano alcune iniziative e riflessioni finalizzate a tale scopo quali l’Enciclopedia Sociologica dei Luoghi e l’approccio della flânerie per lo studio degli interstizi urbani. L’intento finale è quello di aprire nuovi ambiti e metodologie di ricerca nella sociologia urbana capaci di coniugare in una prospettiva multidisciplinare una sociologia spazialista con una interpretazione più letteraria e filosofica dei luoghi.
25 152 - PublicationI simboli degli spazi quotidiani, la cosmosemica e le anime della città. Il micro e il macro della simbolica(2024)Gasparini, AlbertoL’articolo tratta della simbolica degli spazi, a due livelli: micro e macro. Il livello della micro simbolica passa dai significati delle specifiche e piccole realtà degli spazi vissuti dall’individuo e dal gruppo nella città e nel paese di piccole urbanità, di paesi rurali e dei paesi di montagna. Il vivere tali spazi li trasforma in simbolica per l’integrazione sociale e culturale delle persone nella comunità. La natura di tale simbolica è ricondotta ad almeno tre fonti. La prima fonte fa riferimento ai significati profondi (gli archetipi). La seconda fonte deriva dall’esperienza delle relazioni sociali e interpersonali nella comunità. La terza fonte è individuata nella storia della comunità, del gruppo sociale, dell’individuo, e quindi nella sedimentazione di fatti culturalmente interpretati ed emozionalmente vissuti. Tali fonti della simbolica sono interpretate attraverso, e supportate da, una serie di ricerche sociologiche svolte in città straniere, ma soprattutto in Italia, con alcuni luoghi di città medio-grandi, ma in particolare nelle città medio-piccole localizzate nella parte del nord-est italiano. Il livello della macro simbolica è espresso da una “cosmosemica” (cosmosemic), e quindi dall’immagine del mondo (o singole parti capaci di essere globali e organiche) come il fiume che attraversa il villaggio lo fa immaginare in forma di “struttura tubolare”, e il deserto, la pianura, il mare, la città, in aree altrettanto immaginate come modi specifici. Tale cosmosenica indica i contenuti globali dell’axis mundi e dell’espansione nella sua area verso l’esterno. Ma essa è poi prodotta dalle singole anime, e al tempo stesso si modificano per le combinazioni dinamiche di tecnologie sedimentate nel tempo e di tecnologie innovative, che vengono lette come anime simboliche in processo di nuove cosmosemiche. L’autore mette in risalto almeno due anime: la prima è l’anima “della specificità della città”, e la seconda è l’anima” della società promessa dalle nuove tecnologie (l’utopia)”.
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