Il buio è una luce nera: scienze in classe nella scuola elementare

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Il buio è una luce nera nasce da un’esperienza di cooperazione fra insegnanti della scuola primaria e tutor esperti nella didattica della fisica, un’esperienza che non si ferma alle soglie della classe; anzi, di ciò che succede in classe fa il focus di tutto il lavoro. È un diario di bordo che registra le attese, le convinzioni, le crisi, le scoperte dei bambini di fronte ai fatti così quotidiani eppure così intriganti della luce e del buio, delle ombre e delle immagini. E nel diario ci sono anche gli insegnanti, le loro attese,le convinzioni, gli smarrimenti e i colpi di timone per riportare in rotta la fremente navicella della classe. Gli insegnanti programmano e riprogrammano il progetto iniziale, perchè al centro di tutto ci sono loro, i bambini, che vogliono capire.Le schede dei materiali da studiare, della progettazione, delle osservazioni in classe ci lasciano assaporare la meravigliosa avventura di chi si inoltra nella conoscenza. I bambini parlano e cercano di spiegare e spiegarsi le cose: il buio cos’è? È quando si dorme? È una luce nera? Oppure è quando si spegne la luce? Ed è proprio in questo terreno caotico di convinzioni ben radicate che si impianta il lavoro in classe. Ma alla fine, nella festosa conclusione della fiera “La Scienza dei Ragazzi”, quanta esultanza hanno i bambini nel raccontare a tutti quello che hanno davvero capito, al punto di poterlo esprimere con le proprie parole, anche a chi non si conosce. Ci si augura che questo lavoro, grazie agli spunti che suggerisce, possa essere utile non solo agli insegnanti, ma anche a tutti coloro che sono attenti al mondo della scuola e alle iniziative di alfabetizzazione scientifica.

Dark is a black light is born from a cooperative experience between primary school teachers and tutors in physics teaching, an experience that does not stop at the classroom; happens in the classroom does the focus of all the work. It is a logbook that records the expectations, beliefs, crises, and discoveries of children in the face of such daily and yet intriguing facts of light and darkness, shadows and images. And in the journal there are also the teachers, their expectations, the beliefs, the lost and the rudder shots to bring the freestyle class ship. Teachers plan and reprogram the initial project, because at the heart of everything they are, the children who want to understand. The material cards to be studied, design, and classroom observations let us enjoy the wonderful adventure of those who are forwarding to knowledge. Children talk and try to explain and explain things: what is darkness? Is it when you sleep? Is it a black light? Or is it when you turn off the light? And it is precisely in this chaotic terrain of deeply rooted convictions that work in the classroom. But in the end, at the festive end of the "Science of Boys" fair, how much excitement the kids have in telling everyone what they really understand, so that they can express it with their own words even to those who do not know each other. It is hoped that this work, thanks to the suggestions it suggests, will be useful not only to teachers, but also to all those who are attentive to the school world and to scientific literacy initiatives.

Giuliana Cavaggioni (gcavaggioni@units.it) laureata in Fisica, ha insegnato Fisica e Matematica nelle scuole secondarie di Verona, Belluno, Udine e Venezia. Ha fatto parte del gruppo di ricerca di Didattica della fisica dell’Università di Padova, ha coordinato l’attività dell’ “Esperimentoteca Eureka”, del CIRD, Centro Interdipartimentale per la Ricerca Didattica dell’Università di Trieste. È, fin dal 1987, socio dell’Associazione per l’Insegnamento della Fisica (AIF). Nell’AIF è responsabile del Progetto Olimpiadi della Fisica per curare la partecipazione italiana alle Olimpiadi Internazionali della Fisica, del cui Advisory Board Cavaggioni fa parte dal 1998. Nel 1999 ha ricevuto il premio della Società Italiana di Fisica per l’attività svolta nella didattica della fisica. Attualmente vive a Scorzé, in provincia di Venezia, dove è segretaria della sezione provinciale dell’AIF (Associazione per l’Insegnamento della Fisica).

Giuliana Cavaggioni (gcavaggioni@units.it) graduated in Physics, taught Physics and Mathematics at Secondary Schools in Verona, Belluno, Udine and Venice. He has been a member of the University of Padua's Physics Didactics Research Group, coordinating the activities of the "Eureka Experiment", the CIRD, the Interdepartmental Center for Didactic Research at the University of Trieste. Since 1987, he has been a member of the Association for Physical Education (AIF). In AIF, he is responsible for the Physical Olympics Project to cure Italian participation in the International Physical Olympics, whose Cavaggioni Advisory Board has been part since 1998. In 1999 he received the Italian Society of Physics The activity of physics teaching. She currently lives in Scorzé, in the province of Venice, where she is secretary of the provincial section of the AIF (Association for the Physics of Physics).

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