Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 144-145-146

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INDICE

Favretto Andrea, Calucci Giorgio

GLOBAL POSITIONING SYSTEM E RELATIVITÀ
GLOBAL POSITIONIG SYSTEM AND RELATIVITY


SUPPLEMENTO - ATTI DEL CONVEGNO ANNUALE AIC 2012

Relazioni invitate

De Gennaro Maurizio

LA CARTOGRAFIA REGIONALE PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEI BENI AMBIENTALI. L’ATTIVITÀ DELLA REGIONE VENETO
THE VENETO REGION MAPPING FOR THE PROTECTION AND VALORISATION OF ENVIRONMENTAL ASSETS. THE ACTIVITY OF THE VENETO REGION

Vassena Giorgio Paolo Maria

HERITAGE E GOVERNANCE TERRITORIALE: ESPERIENZE DI RILIEVO 3D NEI PROCESSI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI
HERITAGE AND LAND GOVERNANCE: THE USE OF 3D SURVEYING TECHNIQUES FOR THE CULTURAL HERITAGE CONSERVATION

Cartografia tra natura e cultura

Armellini Riccardo

LE TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO RURALE DI MONTALCINO TRA OTTOCENTO E ATTUALITÀ
TRANSFORMATION OF RURAL LANDSCAPEIN MONTALCINO BETWEEN NINETEENTH CENTURY AND NOWADAYS

Candura Anna Rosa

ASSENZE E PRESENZE CARTOGRAFICHE
ABSENCE AND PRESENCE OF CARTOGRAPHY

Mazzeo Paolo, Scarfì Letterio Santo

CARTOGRAFIA DEI BENI NATURALI E CULTURALI NELL’ALTA VALLE DEL FITALIA (MESSINA)
CARTOGRAPHY OF THE NATURAL AND CULTURAL HERITAGE IN THE ALTA VALLE DEL FITALIA (MESSINA)

Cartografia storica e beni culturali

Gulletta Maria Ida P.

LE FONTI STORICHE COME STRUMENTO PER LA CARTOGRAFIA. AREE DI GRANDI BATTAGLIE NELLA SICILIA ANTICA
HISTORICAL SOURCES AND THE THEMATIC CARTOGRAPHY. MAJOR BATTLEGROUNDS IN THE ANCIENT SICILY

Piovan Silvia

LA MAPPA DEL VALLE (1801) COME STRUMENTO D’INDAGINE DELL’EVOLUZIONE IDROGRAFICA NELLA PIANURA VENETA CENTRO-MERIDIONALE
THE MAP OF VALLE (1801) AS A TOOL FOR THE STUDY OF HYDROGRAPHICAL EVOLUTION IN THE CENTRAL-SOUTHERN VENETIAN PLAIN

Zanasi Giovanni, Cintori Piercarlo

UN ESEMPIO DI CARTOGRAFIA STORICA A CORREDO DI UN BENE CULTURALE: L’ESPOSIZIONE DELLE MAPPE DEL DUCATO ESTENSE A VILLA CAVAZZA DI SOLARA DI BOMPORTO (MO)
AN EXAMPLE OF HISTORICAL MAPS IN SUPPORT OF A CULTURAL HERITAGE: THE EXHIBITION MAPS OF THE DUCHY OF ESTE IN VILLA CAVAZZA, BOMPORTO (MO)

Poli Emanuele

LA CARTOGRAFIA NELLA VALORIZZAZIONE DEI BENI NATURALI E CULTURALI: IL CASO DI STUDIO DELLA CINTA MURARIA DELLA CITTÀ DI VERONA
THE MAPS IN THE ENHANCEMENT OF NATURAL AND CULTURAL ASSETS: THE CASE STUDY OF THE CITY WALLS OF VERONA

Esposito Luigi, Lupo Michele, Pandiscia Gianfranco Vincenzo

CARTOGRAFIA DEI TRATTURI E DELLA CIVILTÀ DELLA TRANSUMANZA IN BASILICATA: L’ANTICO TRATTURO MATERA-MONTESCAGLIOSO
MAPPING OF SHEEP TRACKS AND PATHS OF TRANSHUMANCE IN THE BASILICATA: THE OLD SHEEP-TRACK-MATERA MONTESCAGLIOSO

Aebischer Tullio

LA TUTELA CARTOGRAFICA DEL CONFINE PONTIFICIO-NAPOLETANO (XIX SEC.)
THE CARTOGRAPHIC CONSERVATION OF THE PONTIFICAL-NEAPOLITAN BORDER (XIX CENTURY)

Nuove frontiere geografiche e sistemi informativi geografici

Gini Rossana, Passoni Daniele, Pinto Livio, Sona Giovanna, Pulejo Simone, Baracani Simone

L’UTILIZZO DI IMMAGINI ACQUISITE DA UAV PER LA DOCUMENTAZIONE E UNA MIGLIOR FRUIZIONE DI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
UAV-BASED IMAGES FOR A DOCUMENTATION AND ACTIVE FRUITION OF THE NATURAL AND CULTURAL HERITAGE

Pintus Gian Valeriano, Bachisio Arca, Ventura Andrea, Duce Pierpaolo, Franca Antonio, Re Giovanni Antonio, Sanna Federico

LA PREVENZIONE DA INCENDI BOSCHIVI IN AREE DI RILEVANTE INTERESSE NATURALISTICO: IL RUOLO DEI SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI
WILDFIRE PREVENTION IN NATURALISTIC AREAS: THE ROLE OF GEOGRAPHIC INFORMATION SYSTEMS

Guerreschi Paola, Vico Franco

VISTE 3D E ANALISI DI VISIBILITÀ CON DATI E SOFTWARE OPEN: UN CONTRIBUTO CARTOGRAFICO A SUPPORTO DELLE POLITICHE DI VALORIZZAZIONE PAESAGGISTICA E DEI BENI CULTURALI
3D VIEWS AND VISIBILITY ANALISYS USING OPEN DATA AND OPEN SOFTWARE TO SUPPORT POLICIES FOR LANDSCAPE AND CULTURAL HERITAGE ENHANCEMENT

Acito Antonio, Lupo Michele, Pandiscia Gianfranco Vincenzo

LA CARTOGRAFIA NELLA VALORIZZAZIONE DEI BENI NATURALI E CULTURALI: LE APPLICAZIONI LASER SCANNER 3D
CARTOGRAPY IN THE EXPLOITATION OF NATURAL AND CULTURAL HERITAGE: 3D LASER SCANNER APPLICATIONS

Incognito Antonella, Petino Gianni

UNA MEMORIA ILLUSTRATIVA SUL SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE SULL’USO DEL SUOLO NEI COMUNI DEL PARCO DEI NEBRODI: ALCUNE CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE|
A WRITTEN STATEMENT ON THE TERRITORIAL INFORMATION SYSTEM OF LAND USE IN THE NEBRODI PARK: SOME METHODOLOGICAL CONSIDERATIONS

Conservazione e valorizzazione dei beni culturali: ideazione di nuovi percorsi cartografici

De Cristofaro Bernardina, Incognito Antonella, Petino Gianni

INDAGINE GEOGRAFICA A CAMPIONE PER LO STUDIO DEI MUTAMENTI TERRITORIALI CAUSATI DALLA DIFFUSIONE DEL CTV IN UN’AREA AGRUMICOLA SICILIANA ATTRAVERSO LA GEO-LOCALIZZAZIONE DEI FOCOLAI D'INFEZIONE||GEOGRAPHICAL SAMPLE SURVEY IN ORDER TO STUDY THE TERRITORIAL CHANGES CAUSED BY THE SPREAD OF CTV IN A SICILIAN CITRUS GROWING AREA THROUGH THE GEO-LOCALIZATION OF FOCUSES OF INFECTION

Rizzo Luca Simone, Rizzo Raffaela Gabriella, Sambugaro Gianni, Tizzani Paolo

GESTIONE DI UN TERRITORIO AD ALTO RISCHIO IDROGEOLOGICO E RIFLESSI SU CONSERVAZIONE E FRUIZIONE DELL’HERITAGE IN ESSO DISLOCATO
MANAGEMENT OF A TERRITORY SUBJECT TO HIGH HYDRO-GEOLOGICAL RISK AND REFLECTIONS ABOUT THE CONSERVATION AND FRUITION OF ITS HERITAGE

Famoso Fabio, Incognito Antonella, Petino Gianni

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA DEL CAMMINO PER LA MADONNA NERA DI TINDARI: UN’OCCASIONE PER LO SVILUPPO
GEOGRAPHICAL PINPOINTING OF THE ROUTE TO THE MADONNA NERA OF TINDARI: AN OPPORTUNITY FOR DEVELOPMENT

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Recent Submissions

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  • Publication
    GLOBAL POSITIONING SYSTEM E RELATIVITÀ
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2015-10-16)
    Favretto, Andrea
    ;
    Calucci, Giorgio
    La presente nota introduce il sistema di posizionamento globale su base satellitare (Global Positioning System – GPS). Dopo un breve inquadramento storico della tecnologia, la cui origine si può far risalire al lancio del primo satellite artificiale russo Sputnik (ottobre 1957), ed al successivo sistema Transit, della marina militare americana, viene presentato il funzionamento del sistema, con particolare riguardo alle correzioni relativistiche cui è sottoposto il segnale per arrivare all'attuale precisione del posizionamento sul territorio. Al fine di comprendere il fondamento teorico di tali correzioni, sono brevemente ricordate le celebri Teorie della relatività ristretta e generale di Albert Einstein, sottolineando le connessioni della seconda con la geometria non euclidea, che, come è noto, ne ha permesso la formulazione matematica.
      748  4600
  • Publication
    LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA DEL CAMMINO PER LA MADONNA NERA DI TINDARI: UN’OCCASIONE PER LO SVILUPPO
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2012)
    Famoso, Fabio
    ;
    Incognito, Antonella
    ;
    Petino, Gianni
    Il territorio siciliano, soprattutto nelle sue aree interne, continuerà probabilmente ad avere tra le sue caratteristiche peculiari una vocazione preminentemente agricola, anche in presenza di forme di integrazione con altri settori come ad esempio il turismo. Nello specifico abbiamo “ri-pensato” a forme di sviluppo locale sulla base del rapporto fra luogo e cultura e di far risaltare peculiarità spaziali in funzione di una valorizzazione turistica non intrusiva per il territorio e le comunità locali, e portatrice di occasioni di sviluppo. Tentando una emancipazione parziale dalla tradizionale valorizzazione delle specialities agricole, il nostro interesse si è rivolto a meccanismi di rigenerazione territoriale attraverso la costruzione di eventi a forte attrattività turistica, ancorché di nicchia, capaci di “comunicare” la valenza culturale di eventi religiosi come a nostro avviso è il pellegrinaggio alla Madonna Nera di Tindari. Il nostro lavoro di ricerca ha previsto, in una prima fase, la ricostruzione del pellegrinaggio della Madonna Nera di Tindari sia dal punto di vista storico che culturale e contingente. Una seconda fase ha visto, tramite apposite rilevazioni sul campo, l’identificazione sul territorio e la conseguente trasformazione in un itinerario percorribile a piedi, dalla costa ionica alla costa tirrenica e ritorno, ovvero da Santa Teresa di Riva a Tindari. Il percorso da noi identificato risulta, da apposite misurazioni sul campo, di una lunghezza pari a circa 50 Km, suddivisibili, per svariati motivi, in tre tronconi diversi per caratteristiche e tipologie. Le misurazioni sono state realizzate attraverso l’utilizzo di opportune rilevazioni GPS percorrendo più volte e in diverse fasi il tracciato. Il lavoro in campo ha permesso non soltanto di localizzare il percorso in sé ma anche di individuare una serie di elementi puntuali e significativi quali, ad esempio, chiese, aree di sosta, icone votive, santuari, etc.. Parallelamente sono state svolte attività di approfondimento sugli elementi topografici più rilevanti, profili altimetrici, usi del suolo, strutture ricettive, morfologia del percorso; il tutto ha consentito di trattare, attraverso la realizzazione di mappe tematiche specifiche, i parametri principali per la costruzione di un sistema informativo territoriale di supporto allo studio di migliori ipotesi di fruizione.
      874  1010
  • Publication
    GESTIONE DI UN TERRITORIO AD ALTO RISCHIO IDROGEOLOGICO E RIFLESSI SU CONSERVAZIONE E FRUIZIONE DELL’HERITAGE IN ESSO DISLOCATO
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2012)
    Rizzo, Luca Simone
    ;
    Rizzo, Raffaela Gabriella
    ;
    Sambugaro, Gianni
    ;
    Tizzani, Paolo
    Numerosi studi mettono in luce trend preoccupanti a livello nazionale che parlano di un eccessivo consumo di suolo con conseguente artificializzazione. Altrettanti mettono in guardia sul suo impatto in contesti caratterizzati (per “costituzione strutturale”) da un’elevata propensione al rischio ambientale (che trova espressione in forme molteplici). Col presente lavoro si è voluto approfondire un’indagine già condotta su scala provinciale (province di Verona e Vicenza) e che ha portato a sottolineare i trend di consumo di suolo nell’ultimo trentennio. L’obiettivo è stato quello di approfondire il rapporto tra consumo di suolo e presenza di beni culturali/naturali, come anche delle eventuali aree di criticità nella loro gestione. Identificazione e rappresentazione sono, infatti, elementi sui quali innestare diverse e più attente politiche di tutela e valorizzazione dell’una e dell’altra tipologia di bene. Il caso di studio – per le caratteristiche paradigmatiche della porzione di territorio esaminato (i bacini del Chiampo e dell’Alpone) – ben si presta a rappresentare dinamiche in atto in contesti più ampi, permettendo di dare conferma del fenomeno menzionato. La porzione del territorio citata (sita in comuni pianeggianti, fortemente antropizzati, ad alta densità urbana, infrastrutturale e di popolazione) nel 2010 – ma anche in passato – è stata interessata da fenomeni alluvionali [espressione ultima di una pericolosità idraulica nel tempo sottovalutata e mal gestita]. Per meglio analizzare la distribuzione del rischio legata a queste aree critiche si sono utilizzati concetti quali prossimità geografica e distanza, che forniscono una cornice interpretativa. Mediante l’utilizzo di strumenti GIS si è mirato a rappresentare i cambiamenti, concentrando l’attenzione sui riflessi che la gestione del rischio idrogeologico e del territorio ha sulla fruizione e sulla conservazione/integrità del bene culturale (convinti che il corpus di conoscenza derivante dall’analisi geografica e cartografico-spaziale sia imprescindibile per prevenire il rischio e ri-orientare la politica e l’agire sociale). A tal fine si è condotta un’analisi di vicinanza per testare i risultati precedentemente ottenuti sull’area complessiva provinciale e dei bacini (e che avevano avuto come esito la produzione di carte d’uso suolo, della permeabilità e il calcolo di indici vegetazionali come anche della portata dei cambiamenti intercorsi tra il 1984 e il 2011). Tale analisi si innesta sull’elaborazione di carte sulla distribuzione dei beni e del patrimonio culturale e architettonico più in generale nei bacini indagati.
      673  996
  • Publication
    INDAGINE GEOGRAFICA A CAMPIONE PER LO STUDIO DEI MUTAMENTI TERRITORIALI CAUSATI DALLA DIFFUSIONE DEL CTV IN UN’AREA AGRUMICOLA SICILIANA ATTRAVERSO LA GEO-LOCALIZZAZIONE DEI FOCOLAI D'INFEZIONE
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2012)
    De Cristofaro, Bernardina
    ;
    Incognito, Antonella
    ;
    Petino, Gianni
    Il virus della “tristeza” (Citrus Tristeza Virus CTV) ha già arrecato ingenti danni e continua a diffondersi in tutto l’areale agrumicolo italiano, in particolare in Sicilia e Calabria. Per poter tentare di arginare questa epidemia e limitarne le conseguenze è importante avere dei validi strumenti d’indagine, anche dal punto di vista geografico-economico. Tra questi, possiamo annoverare l’elaborazione di cartografie sufficientemente dettagliate di micro areali agrumicoli che evidenzino le superfici abbandonate e quelle riconvertite con la stessa o con altre coltivazioni. Dal punto di vista geografico, il metodo che verrà adottato si baserà sulla costruzione di una banca dati informatizzata costituita da una raccolta di dati di base per la descrizione delle componenti orografiche, economiche e ambientali del territorio interessato e dall'elaborazione di carte tematiche specifiche che evidenzino le principali trasformazioni sia a scala prettamente agraria sia a scala territoriale complessiva, comprendente cioè anche le possibili interrelazioni con l’ambiente antropico e naturale. L’impiego di software GIS e la disponibilità di idonee basi cartografiche (carta di uso del suolo regionale, ortofoto aeree, Carte Tecniche Regionali, rilevazioni dirette sul campo, etc.) consentiranno di creare una base dati raster e vettoriale omogenea relativa alla copertura del suolo (classificata sulla base di cinque categorie principali: agrumicoltura, altre aree agricole, bosco, improduttivo, urbanizzato). Le informazioni raccolte attraverso le rilevazioni degli Enti preposti e integrate con indagini dirette sul campo verranno inserite in un data-base che verrà successivamente congiunto alle basi cartografiche per le opportune restituzioni tematiche. Lo studio e l’implementazione di un sistema informativo territoriale delle aree agrumicole verrà supportato da un’analisi conoscitiva territoriale che prenderà in esame alcuni aspetti strutturali delle aziende agricole interessate da mutamenti indotti dalla presenza del virus, con lo scopo di fornire un contributo alla comprensione dei cambiamenti in atto e delle possibili evoluzioni del territorio agrumicolo. I risultati dei rilevamenti territoriali verranno opportunamente informatizzati in modo da poter mettere in correlazione le diverse tipologie agro-ambientali. Il SIT, ottenuto dalla sovrapposizione dei due livelli di indagine in formato digitale compatibile con i più rappresentativi software GIS, sarà trasferito su supporto informatico utilizzabile presso qualsivoglia struttura di ricerca, idonea a eventuali sviluppi e approfondimenti, consci del fatto che uno studio di tal tipologia è sempre in evoluzione.
      809  840
  • Publication
    UNA MEMORIA ILLUSTRATIVA SUL SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE SULL’USO DEL SUOLO NEI COMUNI DEL PARCO DEI NEBRODI: ALCUNE CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2012)
    Incognito, Antonella
    ;
    Petino, Gianni
    La ricerca che ha condotto alla realizzazione della Carta dell'uso del suolo nei Comuni del Parco dei Nebrodi nel 2006, ha avuto per oggetto precipuo d’indagine un’area protetta. La scelta di indagare l’utilizzazione del suolo ove incidano vincoli ambientali e paesaggistici è da ritenersi prioritaria da un lato e utile dall’altro; tale utilità scaturisce dal “fotografare” lo stato degli impatti, sociali ed economici, in aree alle quali viene riconosciuto un particolare “valore”, allo stesso tempo considerando la “conservazione” non come sinonimo di “congelamento” delle risorse, quanto, piuttosto, come opportunità e indirizzo “speciale” per lo sviluppo. La realizzazione della carta di utilizzazione del suolo è stata possibile grazie al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, al Consiglio Nazionale delle Ricerche, all’Istituto Geografico Militare Italiano e all’Università degli Studi di Catania. L’area oggetto di studio è restituita da 28 carte in scala 1:25.000, di cui diamo breve elencazione: Santo Stefano di Camastra, Pizzo Michele, Sant’Agata di Militello, Galati Mamertino, Raccùja, Tusa, Mistretta, Pizzo Luminaria, Monte Soro, Serra del Re, Floresta, Roccella Valdemone, Castel di Lucio, Colle del Contrasto, Capizzi, San Teodoro, Cesarò, Randazzo, Malvagna, Sperlinga, Cerami, Troina, Serra di Vito, Bronte, Monte Etna Nord, Grotta Fumata, Monte Minardo, Monte Etna Sud. Dal 2010 a oggi, ultimata la conversione in digitale della cartografia originaria, nonché l'aggiornamento delle informazioni in appositi data-base, si è proceduto alla realizzazione della memoria illustrativa e alla ultimazione del sistema informativo territoriale. Il metodo adottato si basa sulla costruzione di una banca dati informatizzata costituita da una raccolta di dati di base per la descrizione delle componenti orografiche, economiche e ambientali del territorio interessato e dall'elaborazione di carte tematiche specifiche che evidenzino le principali trasformazioni sia a scala prettamente agraria sia a scala territoriale complessiva, comprendente cioè anche le possibili interrelazioni con l’ambiente antropico e naturale. L’impiego di software GIS e la disponibilità di idonee basi cartografiche (ortofoto aeree, Carte Tecniche Regionali, rilevazioni dirette sul campo, etc.) hanno consentito di creare una base dati raster e vettoriale omogenea relativa alla copertura del suolo, quest’ultimo realizzato attraverso la digitalizzazione di entità geografiche con topologia poligonale. In seguito, si è cercato di definire i caratteri necessari e sufficienti a rappresentare in modo univoco tutti i tipi di paesaggio individuati: le componenti fisico-morfologiche, l’altimetria, la copertura del suolo prevalente evidenziandone in modo significativo le principali strutture morfologiche. Tutte informazioni desumibili dal DEM e dalla pendenza, funzioni di 3D Analiyst riprodotte a partire da informazioni di tipo puntuale (punti quotati) e lineari (curve di livello), ricavate dalle Carte Tecniche Regionali 1:10.000 in formato DWG e poi elaborate con funzioni di interpolazione, le quali hanno permesso di ottenere un dataset in formato GRID costituente il piano quotato e dal quale sono state ottenute tutte le informazioni altimetriche utilizzate per la creazione del Modello Tridimensionale del Terreno.
      766  1149