Interni con figure

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Interni con figure, con le sue 74 stazioni, è il diario di uno scrittore alla ricerca dell’anima di Trieste dopo la morte di uno dei suoi più grandi interpreti, Umberto Saba. Lo scrittore si infila nei luoghi dove vivono i suoi protagonisti, interroga volti e gesti, segnala le tracce di un passato che ricostruisce coniugando la sua straordinaria capacità analitica ad una scatenata fantasia grottesca. Mattioni ha saputo ritagliarsi il ruolo di un narratore dialogante in prima persona coi suoi personaggi, che raccontano le loro vanità ed esistono ancora solo perché hanno trovato in lui l’autore che li racconta.


Stelio Mattioni (Trieste, 1921-1997), narratore e saggista, è una fra le più significative personalità letterarie del secondo dopoguerra italiano. La sua narrativa, che resta intimamente incardinata nei temi e nelle forme alla grande tradizione triestina, coglie l’intersezione tra la quotidianità borghese e una dimensione ulteriore inespressa, enigmatica, screziata da elementi tra l’onirico e il grottesco. Tra le sue opere più note Il sosia (Torino, Einaudi 1962), Il richiamo di Alma (Milano, Adelphi 1980), Tululù (Milano, Adelphi 2002) e il saggio biografico Storia di Umberto Saba (Milano, Camunia 1989). Sono recentemente apparsi, postumi, Memorie di un fumatore (Trieste, MGS Press 2009) e Dolodi (Rovereto, Zandonai 2011).

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    Interni con figure
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2011)
    Mattioni, Stelio
    ;
    BENUSSI, MARIA CRISTINA
    ;
    Mattioni, Chiara
    Interni con figure, con le sue 74 stazioni, è il diario di uno scrittore alla ricerca dell’anima di Trieste dopo la morte di uno dei suoi più grandi interpreti, Umberto Saba. Lo scrittore si infila nei luoghi dove vivono i suoi protagonisti, interroga volti e gesti, segnala le tracce di un passato che ricostruisce coniugando la sua straordinaria capacità analitica ad una scatenata fantasia grottesca. Mattioni ha saputo ritagliarsi il ruolo di un narratore dialogante in prima persona coi suoi personaggi, che raccontano le loro vanità ed esistono ancora solo perché hanno trovato in lui l’autore che li racconta.
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