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Recent Submissions

Now showing 1 - 5 of 7
  • Publication
    Before and after crises in Ukraine. The conflict and some proposals for resolution
    (2023)
    FOSSATI, FABIO
    The article analyzes the origins of the Russian-Ukrainian conflict and its most recent developments. Some proposals for its solution are put forward, that are based on J. Galtung’s peace research model. These propos als are characterized by ‘exchange’ (Russia obtains Crimea, Ukraine maintains its sovereignty on Novorossiya but gives up the ambition to join NATO), ‘symmetric integration’ (a federalist transformation of Ukraine), and ‘single-nation separation’ (through a referendum, Crimea and part of Novorossiya separate from Ukraine). The main hurdle regarding the achievement of a conflict resolution is nonetheless the ‘politically correct’ di plomacy resorted to by Zelensky and Biden, which rejects both the real-politik approach of the Cold War era and the project for a liberal world order of the XX Century.
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  • Publication
    Humanitarian Corridors. A comparative analysis of their use and misuse in Syria and Ukraine
    (2023)
    Cuscunà, Giacomo
    The use of humanitarian corridors in Syria and Ukraine resulted in successful humanitarian operations, but also in catastrophic failures. In different instances, humanitarian corridors served as a tool to uphold inter national humanitarian law, bolster humanitarian access, and as confidence-building measures for conflict resolution attempts. But in Syria and during the siege of Mariupol in spring 2022, they turned into a method of warfare, and the civilians into bargaining chips. This paper highlights the consistencies and contradic tions between the successes and failures attained through humanitarian corridors in Syria and Ukraine and the patterns and theories identified in relevant research, contributing to critical debates around war, violence, and conflict resolution.
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  • Publication
    Guerra e comunicazione politica: un’analisi lasswelliana della retorica di Volodomyr Zelensky
    (2023)
    Chiapponi, Flavio
    Nell’ambito degli studi classici sopra la comunicazione politica, Harold Lasswell occupa una posizione di indiscussa autorità. Ripercorrendo i principali contributi che il politologo americano ha apportato allo studio della retorica politica, l’articolo pone l’accento sul nesso tra il linguaggio dei leader politici e le dinamiche di potere. Seguendo Lasswell, il legame risulta ancora più evidente allorché le risorse di violenza irrompono sul proscenio politico, determinando un innalzamento del “grado di crisi” e, perciò, una modificazione del discorso dei leader impegnati nel conflitto, principalmente a causa della crescente aspettativa del ricorso (effettivo o minacciato) all’impiego della violenza (eserciti e armi) nell’arena interstatale. Se, sul piano teorico, queste connessioni sono state messe a fuoco dalla lettera tura politologica, sono ancora poche le analisi empiriche volte a saggiarne la solidità nel quadro di una crisi bellica, specialmente durante il XXI secolo.Il caso di Volodomyr Zelensky offre un invitante banco di prova per verificare se i tratti essenziali della sua propaganda bellica vadano nella direzione di con fermare la teoria lasswelliana, nonché per appurare se il suo discorso politico proponga un differente framing del conflitto con la Russia, a seocnda dei destinatari a cui appare rivolto. Il presente saggio si propone di offrire qualche riscontro a queste ipotesi di ricerca, analizzando un campione rappresen tativo dei discorsi di guerra di Zelensky secondo una metodologia semplificata di content analysis, di derivazione lasswelliana e di matrice quali-quantitativa.
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  • Publication
    L’Unione Europea e il vicinato meridionale tra vecchie e nuove sfide alla sicurezza comune: come cambiano gli scenari della cooperazione
    (2023)
    Panebianco, Stefania
    Ricostruendo i processi di cooperazione regionale degli ultimi 30 anni - Processo di Barcellona, Unione per il Mediterraneo e Politica Europea per il Vicinato più volte rinnovata – questo saggio intende de lineare le dinamiche che si sono sviluppate in materia di sicurezza nel Mediterraneo. In particola re, con la revisione della Politica europea di vicinato, nel 2015, e con l’adozione della Nuova Agenda Europea per il Mediterraneo del 2021, si identificano nuovi ambiti di cooperazione i cui contenuti e le cui priorità –transizione verde e digitale, resilienza climatica, migrazione e mobilità – oltre ai tradi zionali obiettivi quali stato di diritto, pace e sicurezza, rispondono alle nuove sfide globali e regionali. Tali temi sono centrali nell’attuale sviluppo delle relazioni euromediterranee e si possono declina re negli strumenti bilaterali delle relazioni tra Unione Europea (UE) e paesi del vicinato meridionale (PVM). Passando in rassegna gli ambiti della cooperazione e gli strumenti di policy adottati a livello di vicinato meridionale si intende spiegare come cambiano i temi nell’agenda della cooperazione alla luce di situazioni contingenti che vedono i paesi partners esercitare un ruolo di agency molto preciso. L’analisi è complessivamente critica e considera l’Unione, nonostante gli ambiziosi progetti identi ficati nei documenti adottati, una ‘ipocrisia organizzata’ le cui azioni non conseguono dai propositi dichiarati.Così accade che essa preferisca cooperare con leaders politici illiberali per garantire la sta bilità regionale anche a costo di sacrificare i valori e principi democratici che professa come elementi cardine della cooperazione. Di fatto, questo si traduce in una cooperazione selettiva issue-based, basata su specifiche questioni regionali che l’UE considerata prioritarie, come quella migratoria.
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  • Publication
    Il welfare aziendale e multi-employer come politica pubblica. Alcune evidenze ai fini di una valutazione di impatto
    (2023)
    De Colle, Manuela
    ;
    Feltrin, Paolo
    Nel 2016 il governo ha avviato una policy di defiscalizzazione dei premi di risultato con l’obiettivo pri mario di promuovere il welfare aziendale. Gli scopi impliciti della misura sono stati interpretati da al cuni studiosi come una riduzione del cuneo fiscale che andrebbe a beneficio sia dei datori di lavoro che dei lavoratori. I sindacati hanno sottolineato, invece, come la policy possa incoraggiare la contratta zione di secondo livello.Altri osservatori hanno evidenziato come uno degli effetti più auspicabili della misura sia la creazione di un “secondo welfare” che andrebbe a integrare quello statale. Altri ancora asseriscono che la defiscalizzazione dei premi di risultato sia una misura importante in un mercato del lavoro dove diventa sempre più difficile reperire manodopera e fidelizzare il lavoratore all’azienda. Alcune posizioni asseriscono che la misura adottata dal governo possa essere un primo passo verso una maggiore partecipazione dei lavoratori nei processi decisionali delle aziende. È inoltre importante considerare l’impatto causato dalla pandemia di COVID sulle misure di welfare messe a disposizione dalle aziende. Il presente lavoro, attraverso un’analisi quantitativa delle politiche di welfare aziendale - condotta disaggregando i dati per territorio di appartenenza, dimensione aziendale, settori produttivi - cerca di valutare se e quanto siano stati raggiunti gli obiettivi espliciti e impliciti sottostanti.
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