L’impiegato triestino maestro di storie. Vita di Stelio Mattioni in una città perduta

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Un ritratto a tutto tondo di Stelio Mattioni uomo e scrittore, attraverso ricordi, testimonianze dirette e la lettura di manoscritti e documenti mai usciti dall’archivio di famiglia, compreso un piccolo ma importante epistolario inedito. Scritto dalla figlia, che ricostruisce anche la dimensione privata del narratore, questo libro è soprattutto uno strumento per approfondire la conoscenza di un autore di grande originalità nel panorama della letteratura triestina del secondo dopoguerra. Il libro ripercorre la biografia di Mattioni a partire dal nodo cruciale dell’incontro con Roberto Bazlen, arricchendola di dettagli inediti; affronta i temi portanti e la genesi della sua narrativa; traccia itinerari cittadini sulle orme dei suoi personaggi, nati dal forte e controverso rapporto con Trieste, oggetto di un amore non ricambiato, come già era accaduto a Saba. Il racconto del percorso artistico ed esistenziale dello scrittore è accompagnato da un’ampia raccolta di immagini e completato da un’appendice di testimonianze e da un’aggiornata bibliografia.


Chiara Mattioni è stata traduttrice presso la casa editrice Spirali/Vel di Milano per la quale ha curato l’edizione italiana dei libri di Jean Daniel, Fernando Arrabal e Marek Halter. Ha collaborato per alcuni anni alla pagina culturale del quotidiano “Il Piccolo”. Ha pubblicato su Stelio Mattioni i testi La conclusiva brevità; Un uomo, una vita, una città; Il mosaico di una città di carta. Ha collaborato alla sceneggiatura per l’allestimento teatrale di Memorie di un fumatore di Stelio Mattioni con la Compagnia teatrale dialettale “L’Armonia” di Trieste.

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    L’impiegato triestino maestro di storie. Vita di Stelio Mattioni in una città perduta
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Mattioni, Chiara
    ;
    Magris, Claudio
    Un ritratto a tutto tondo di Stelio Mattioni uomo e scrittore, attraverso ricordi, testimonianze dirette e la lettura di manoscritti e documenti mai usciti dall’archivio di famiglia, compreso un piccolo ma importante epistolario inedito. Scritto dalla figlia, che ricostruisce anche la dimensione privata del narratore, questo libro è soprattutto uno strumento per approfondire la conoscenza di un autore di grande originalità nel panorama della letteratura triestina del secondo dopoguerra. Il libro ripercorre la biografia di Mattioni a partire dal nodo cruciale dell’incontro con Roberto Bazlen, arricchendola di dettagli inediti; affronta i temi portanti e la genesi della sua narrativa; traccia itinerari cittadini sulle orme dei suoi personaggi, nati dal forte e controverso rapporto con Trieste, oggetto di un amore non ricambiato, come già era accaduto a Saba. Il racconto del percorso artistico ed esistenziale dello scrittore è accompagnato da un’ampia raccolta di immagini e completato da un’appendice di testimonianze e da un’aggiornata bibliografia.
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