32 Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica. A. XVI (2024), n. 1 (gennaio-giugno)

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Recent Submissions

Now showing 1 - 5 of 22
  • Publication
    Un ricordo personale di Claudio
    (2024)
    Puppini, Marco
    Ho conosciuto Claudio perché studiavamo entrambi il movimento operaio, antifascista ed anarchico in Friuli ed a Trieste. In seguito entrambi per strade diverse e con idee in parte diverse ci siamo confrontati sul tema della guerra civile di Spagna, del movimento antifranchista, in particolare per lui il movimento anarchico ed anarcosindacalista iberico, e del volontariato internazionale. Ho avuto l’occasione di sostituirlo per due anni nella cattedra di Storia della Spagna Contemporanea all’Universita di Trieste partecipando in seguito a varie Commissioni di Laurea. Ho potuto cosi apprezzare il suo approccio agli studenti, ed anche la sua onesta e coerenza come studioso, fermo sulle sue idee ma anche disponibile a metterle in discussione. Da questa collaborazione sono nati pure alcuni libri.
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  • Publication
    Per un anarchismo politico? Riflessioni intorno a 'Il Principe e l’anarchia' di Giampiero Berti
    (2024)
    COSSUTTA, MARCO

    Short essay commenting on Giampietro Berti’s book 'Il Principe e l’anarchia'
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  • Publication
    La guerra in Europa nel XXI secolo. Relazione dei lavori della XI edizione della Scuola Estiva Arpinate
    (2024)
    Caputo, Andrea
    Lo scritto offre una sintetica relazione delle attività svolte nell’ambito dell’XI edizione della SEA (Scuola Estiva Arpinate), dedicata al tema La guerra in Europa nel XXI secolo. Con un approccio marcatamente multidisciplinare, la guerra viene affrontata nella sua complessità e con riferimento all’eterogeneo ventaglio di problemi che essa pone: in relazione tanto alle sue conseguenze – sulle dimensioni economica, giuridica e morale – quanto al problema di offrire una spiegazione circa le cause di un fenomeno a prima vista assurdo, quanto infine alle possibilità che un ripensamento delle forme e della sostanza del diritto possa preludere al suo definitivo superamento, o quantomeno ad un drastico ridimensionamento.
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  • Publication
    Sharenting e tutela dei minori, riflessioni informatico-giuridiche tra diritto alla privacy e diritto all’immagine
    (2024)
    Maceratini, Arianna
    La condivisione nel Web di dati digitali ha inizio sin dalla più tenera infanzia, talvolta, ancor prima della nascita, quando i genitori decidono di pubblicare nei social la prima ecografia del nascituro per annunciare la gravidanza. La datizzazione dei più piccoli si ripete, poi, in diffuse pratiche che vanno dall’uso di dispositivi indossabili per il monitoraggio dei parametri vitali dei neonati allo sharenting, termine quest’ultimo, che indica l’abitudine genitoriale di condividere compulsivamente nei social le foto dei figli, esponendoli ad una costante esibizione e alla vetrinizzazione della vita privata. Da tale fenomeno derivano, poi, quello delle microcelebrità genitoriali, con un notevole consenso e una significativa capacità d’influenza, e dei baby influencer dotati di un autonomo profilo social, frequentemente seguito da un gran numero di followers. Evidenti sono, tuttavia, i rischi connessi a tale situazione, capaci di porre a rischio non solo la privacy dei minori, ma gli stessi interessati, incognite amplificate dalle modalità, potenzialmente illimitate e incontrollate, di diffusione informativa e dalla capacità di memorizzazione, pressoché perenne, tipica del Web. A queste si aggiungono ulteriori criticità concernenti l’impronta digitale determinata dallo sharenting, capace di contribuire a delineare la futura immagine pubblica dei minori, spesso in maniera scorretta, intaccandone la futura reputazione digitale ed alimentando i timori di episodi di cyberbullismo e di incorrere in problemi all’ingresso nel mondo del lavoro. Se la giurisprudenza italiana, in materia di sharenting, delinea un orientamento piuttosto omogeneo - centrato nel superiore interesse del minore, nella tutela della privacy e dell’immagine personale - sul piano normativo non esiste ancora, nel nostro Paese, una specifica legge riguardante la condivisione online di materiali digitali dei figli minorenni, facendosi rimando alle regole generali in materia di privacy, di tutela dell’immagine e ai doveri genitoriali di cura, protezione ed educazione della prole. Al di là dell’impiego di appositi accorgimenti informatici e dell’emanazione di norme ad hoc, di contrasto delle precipue disfunzionalità dello sharenting, emerge l’esigenza di un costante impegno di educatori e genitori, soggetti in prima linea nella tutela dei diritti dei minori in rapporto ai media digitali con il trasmettere alle nuove generazioni modalità sicure di abitare il virtuale, garantendone un utilizzo il più possibile scevro da pericoli.
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