Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 176

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Recent Submissions

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  • Publication
    Sistemi Informativi Geografici a supporto della sostenibilità turistica. Turismo lento in contesti naturali protetti
    (2022)
    Battino, Silvia
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    BORRUSO, GIUSEPPE
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    Balletto, Ginevra
    Il contributo nasce dall’interesse e dalle ricerche svolte nell’ambito del turismo in Sardegna, con particolare attenzione a elementi quali la pressione ambientale del settore, la spinta verso un turismo lento e la mobilità sostenibile che, anche nelle aree a maggiore antropizzazione, può rappresentare una modalità diversa e destagionalizzata per apprezzare, salvaguardare e vivere un territorio. L’occasione è quella di unire diversi punti di osservazione, dal lato terrestre e da quello marino, del territorio della Sardegna, in particolar modo nella sua parte nordorientale fra i Comuni di San Teodoro e La Maddalena, già ampiamente caratterizzata da uno sviluppo turistico importante, e approfittare degli strumenti di informazione geografica quali GIS e WebGIS, per la condivisione delle informazioni e per la valorizzazione dei territori medesimi. Partendo dalle ricerche sviluppate viene presentato un caso di studio nell’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo e nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, in cui è privilegiata l’ottica del turismo attivo e alternativo del mare, quale punto di osservazione privilegiato per un’analisi visiva delle pressioni antropiche, nonché di fruizione sostenibile di paesaggi unici. In particolare, si vogliono presentare alcune esperienze alla scoperta dei paesaggi sopra richiamati dove, attraverso l’integrazione tra strumenti di acquisizione di dati geografici mobili (smartphone) e applicazioni ad hoc (meteo e condizioni atmosferiche, oltre che app per il godimento di attività all’aria aperta), è stata realizzata una carta dinamica di condivisione, anche con utenti esterni, tramite la piattaforma Google MyMaps, finalizzata alla fruizione turistica sostenibile.
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  • Publication
    Infrastrutturazione digitale in Italia tra divari e convergenze
    (2022)
    Cuomo, Federico
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    Buonocore, Maria Nicola
    Le tecnologie digitali rappresentano uno degli sviluppi più avanzati della contemporaneità, giocando un ruolo cruciale nel contesto economico e sociale: tra queste, le nuove infrastrutture digitali, come la banda ultra-larga in fibra ottica, emergono come strumenti abilitanti centrali. Tuttavia, la distribuzione disomogenea di questa infrastruttura non solo genera un disequilibrio territoriale, ma può contribuire ad amplificare le disparità socioeconomiche attraverso effetti di agglomerazione identificando, pertanto, una nuova dimensione del concetto tradizionale di “digital divide”. Inoltre, è rilevante considerare che la fornitura del servizio dell’infrastruttura digitale potrebbe a sua volta essere influenzata dal livello di sviluppo di un determinato territorio. Questa ricerca mira a esplorare la relazione tra la distribuzione delle infrastrutture digitali e lo sviluppo territoriale. L’analisi, che parte da una revisione della letteratura sulle cause strutturali che contribuiscono al divario digitale e sull’efficacia dell’innovazione nei processi di crescita, propone l’elaborazione di un indice sintetico di sviluppo territo riale per le province italiane e il confronto fra questo e la disponibilità di rete ultraveloce. I risultati ottenuti indicano una convergenza sostanziale verso gli obiettivi delle politiche e delle strategie europee e nazionali, evidenziando, al contempo, una correlazione, sebbene debole, fra sviluppo e infrastrutture digitali, con chiare implicazioni per le politiche territoriali.
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  • Publication
    Le potenzialità turistiche delle aree interne italiane: un’analisi cartografica ottenuta dalle classificazioni ufficiali
    (2022)
    Zaccomer, Gian Pietro
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    Bertocchi, Dario
    Le aree interne italiane fanno ormai parte del dibattito scientifico e politico da diversi anni. La discussione si è spesso soffermata sulle disparità territoriali caratterizzanti tali aree e sul loro poten ziale inespresso. Più recentemente, la programmazione comuni taria 2014-20 ha riportato l’attenzione su queste aree attraverso la Strategia Nazionale delle Aree Interne coordinata dall’Agenzia per la Coesione Territoriale. La classificazione di tali aree declina gli stessi territori come “interni”, “lontani” o “marginali”, ma co munque non privi di potenzialità da esprimere rispetto a risor se ambientali, paesaggistiche, sociali e anche turistiche. Questo lavoro si propone di analizzare il potenziale delle aree interne italiane da quest’ultimo punto di vista. A tal fine viene sfruttata una recente tassonomia, ossia quella turistica dei comuni pro dotta dall’ISTAT in risposta al disposto dell’art. 182 della L. 77 del 2020 riguardante il sostegno alle attività economiche nelle aree ad alta densità turistica durante il periodo pandemico. Tale lavo ro, che aveva il compito di evidenziare l’eventuale nesso turisti co territoriale, accanto all’individuazione della categoria turistica prevalente in ciascun comune italiano, propone degli indicatori compositi costruiti ad hoc sull’offerta e sulla domanda turistica. L’incrocio di queste informazioni con la mappatura delle aree in terne permette di verificare quanto il turismo sia effettivamente presente in tali aree e, quindi, di valutare le potenzialità turistiche delle stesse. Prima di illustrare le principali evidenze empiriche ottenute, verranno esplicitate le criticità metodologiche che sottendono le due classificazioni ufficiali qui utilizzate.
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  • Publication
    La virtù fa la differenza. I metodi partecipativi place-based dell’Associazione “Comuni Virtuosi”
    (2022)
    Nocco, Sara
    Nel nuovo millennio, le suggestioni del paradigma della so stenibilità e la presa di coscienza delle diseconomie, iniqui tà sociali e problematiche ambientali presenti nei contesti metropolitani del Paese accendono i riflettori su moltepli ci piccole realtà del fitto tessuto insediativo italiano che si stanno trasformando in comunità capaci di non ripiegarsi su sé stesse, ma di aprirsi, di includere, di guardare con speran za oltre il declino cambiando rotta e organizzandosi in forme solidaristiche dinamiche. È questo il caso dell’associazione “Comuni Virtuosi”, nata nel 2005 su iniziativa delle munici palità di Monsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE) a cui oggi aderiscono 137 comuni italiani. Il presente contributo, attraverso l’ausilio degli strumenti cartografici intende analizzare la distribuzione regionale di tali sistemi territoriali e le loro principali caratteristiche so cio-economiche, individuando all’interno dei comuni asso ciati quelle best practices che hanno inaugurato una solida prospettiva di sviluppo bottom-up, basata sulle proprie “ma terie prime”, rappresentate non solo dalle risorse ambientali e culturali, ma anche da una serie di sedimenti immateriali da mettere a valore attraverso azioni e progetti condivisi vol ti a creare/consolidare non solo la propensione alla coope razione su scala locale, ma anche e soprattutto la partecipa zione a numerose reti nazionali ed internazionali.
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  • Publication
    Il divario di genere in Europa: collocabilità della forza lavoro femminile negli scenari alternativi di sviluppo
    (2022)
    Nicolais, Caterina
    Nella geografia a scala europea della partecipazione del genere femminile alle attività lavorative, la presenza diffu-sa di strutture di assistenza sociale e di strumenti politico- economici orientati a favorirne l’occupazione rappresenta il principale fattore di discrimine per il concreto esercizio del diritto al lavoro. Nello stesso tempo le condizioni di opportunità differenziate che, in definitiva, incidono sulla maggiore o minore propensione all’inserimento nel mondo del lavoro, e nel tempo, a conservare la posizione lavora-tiva acquisita, risultano ancora a danno della componente su cui ricade, in molti contesti, il carico familiare, preclu-dendone, tra l’altro, la possibilità di raggiungere posizioni apicali nel mercato del lavoro. Il contributo si propone di analizzare i principali fattori di discrimine, tra cui il livello retributivo, e indagare sugli strumenti presenti in alcune aree geografiche, che possono rappresentare un modello di riferimento, in cui il divario di genere appare superato, al fine di isolare i fattori che potrebbero consentire l’incre-mento del potenziale di sviluppo della componente femmi-nile nel mercato del lavoro anche in Italia.
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