Arte e genetica. La diversità come unicità


Il legame tra arte e genetica offre una prospettiva affascinante su come la diversità, intrinseca alla vita stessa, sia la fonte ultima dell’unicità individuale e della creatività. Con linguaggi e metodi differenti, entrambe le discipline esplorano la molteplicità delle forme, mostrando come la differenza non sia un’eccezione, ma la regola. Il progetto “Arte e genetica: la diversità come unicità” mette in dialogo teatro, arti visive e genetica medica, utilizzando l’iconodiagnostica come filo conduttore. Le opere d’arte vengono rilette alla luce delle conoscenze scientifiche contemporanee, facendo emergere segni, dettagli e caratteristiche riconducibili a condizioni genetiche e/o malformative. Grazie alle tecnologie genomiche, è oggi possibile non solo formulare diagnosi sempre più precise nei pazienti affetti da malattie rare, ma anche rileggere il passato: quei segni clinici che un tempo venivano interpretati come stranezze o particolarità estetiche, attualmente trovano una spiegazione scientifica a livello molecolare, restituendo senso e dignità a ciò che per secoli è rimasto incompreso.

Il progetto prevede un programma di appuntamenti ospitati in sei sedi della Regione Friuli Venezia Giulia dal 3 al 10 febbraio 2026: uno spettacolo teatrale e laboratori interattivi a carattere scientifico e artistico, pensati come esperienze partecipative aperte a professionisti, studenti e pubblico non specializzato in ambito medico/biologico. Attraverso l’osservazione guidata di volti, corpi e posture nelle opere d’arte, i partecipanti allenano lo sguardo e si avvicinano in modo accessibile ai concetti di dismorfologia e riconoscimento dei segni clinici. Un’attenzione particolare è dedicata alle malattie genetiche rare, che attraverso l’arte e il teatro escono dall’astrazione dei numeri per diventare storie riconoscibili, comprensibili e umane. L’empatia è il cuore pulsante del progetto: andare oltre la diagnosi per incontrare la persona nella sua interezza. Questo progetto è un invito a guardare meglio, a sentire di più, a scoprire come arte e genetica, insieme, possano diventare strumenti di conoscenza, consapevolezza e relazione.

Il progetto è ideato dal Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste e vede come responsabile scientifica la professoressa Giorgia Girotto.


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