La misura della menzogna. Vittorio Benussi e le origini della psicologia della testimonianza

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In questo volume viene proposto un percorso alle origini della psicologia della testimonianza, a partire dai primi studi sulla menzogna, sulla sua espressione e misura, che furono effettuati nel periodo denominato “psicologia classica” (1860-1920) e che hanno portato allo sviluppo della macchina della verità  o lie detector. Tali studi possono essere ricondotti al contesto pi  generale delle ricerche sul problema della misurazione del mentale, a cui la cultura classica mitteleuropea diede un apporto decisivo. In particolare, nell’ambito dei primi studi sulla menzogna, risulta centrale il contributo dato dallo psicologo triestino Vittorio Benussi (1878-1927), docente prima all’Università  di Graz, dove fu allievo di Alexius Meinong ed esponente di rilievo della scuola da lui fondata, quindi all’Università  di Padova. Il contributo di Benussi viene analizzato sia dal punto di vista storico, sia da quello epistemologico, con un approfondimento degli aspetti tecnici connessi ai fondamenti della psicologia, in particolare al problema della misura, che proprio in quel periodo venne posto e che alla base della concezione di una “psicologia scientifica”.

Verena Zudini laureata in Matematica e in Filosofia all’Università di Trieste, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca quadriennale in Psicologia e scienze cognitive all’Università di Milano-Bicocca. Presso tale Università è ricercatore di Psicologia generale; si occupa di storia ed epistemologia della psicologia, psicologia matematica e psicofisica, didattica e storia della matematica.

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    La misura della menzogna. Vittorio Benussi e le origini della psicologia della testimonianza
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2011)
    Zudini, Verena
    In questo volume viene proposto un percorso alle origini della psicologia della testimonianza, a partire dai primi studi sulla menzogna, sulla sua espressione e misura, che furono effettuati nel periodo denominato “psicologia classica” (1860-1920) e che hanno portato allo sviluppo della macchina della verità  o lie detector. Tali studi possono essere ricondotti al contesto pi  generale delle ricerche sul problema della misurazione del mentale, a cui la cultura classica mitteleuropea diede un apporto decisivo. In particolare, nell’ambito dei primi studi sulla menzogna, risulta centrale il contributo dato dallo psicologo triestino Vittorio Benussi (1878-1927), docente prima all’Università  di Graz, dove fu allievo di Alexius Meinong ed esponente di rilievo della scuola da lui fondata, quindi all’Università  di Padova. Il contributo di Benussi viene analizzato sia dal punto di vista storico, sia da quello epistemologico, con un approfondimento degli aspetti tecnici connessi ai fondamenti della psicologia, in particolare al problema della misura, che proprio in quel periodo venne posto e che alla base della concezione di una “psicologia scientifica”.
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