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Recent Submissions

Now showing 1 - 5 of 5
  • Publication
    Trasporti. Diritto, economia, politica n.86 (2002)
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2002)
      634  4771
  • Publication
    Globalizzazione e nuove forme giuridiche di cooperazione e di integrazione marittimo-portuali
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2002)
    Elena O., Querci
      814  791
  • Publication
    Le industrie dei trasporti marittimi fra i primi anni '80 e l'inizio del 2000
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2002)
    Marchese, Ugo
    Nello scritto, gli sviluppi, le alternanze di andamento, i cambiamenti più importanti di composizione, del commercio via mare, del naviglio mercantile esistente nel mondo e nell'attività e localizzazione dell'industria delle costruzioni navali, intervenuti nel periodo sotto osservazione, vengono considerati congiuntamente alla evoluzione sia della innovatività, sia delle figure ed istituzioni operative caratterizzanti il sistema dei settori produttivi presi in esame, nonché alla contemporanea evoluzione della politica marittima e degli ordinamento e modelli di gestione portuale. Lo svolgimento del lavoro, specialmente nella parte concernente gli elementi di carattere quantitativo, risente, come si vedrà, della circostanza che la disponibilità dei dati fino al1998 e 1999, per ragioni facilmente comprensibili, è sensibilmente diversa e più ampia, rispetto a quella degli ultimi uno-due anni. Nel corso dei quali sono altresì sopravvenuti fattori generali di cambiamento della situazione in cui operano i traffici e le industrie dei trasporti marittimi, di ben notevole significato, dall' accentuarsi di tendenze recessive dell'economia negli USA, in Europa e in Estremo Oriente, alle tragiche vicende del settembre 2001 negli Stati Uniti e al conseguente peggioramento degli orizzonti politici internazionali.
      749  2946
  • Publication
    Il compito del giudice e dello storico
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2002)
    Maltese, Domenico
    Usava dire il mio indimenticabile Maestro, Angelo Ermanno Cammarata, il cui eloquio era sempre fiorito di eleganti metafore, che non è compito della filosofia del diritto fornire al giudice le ricette per la cura delle malattie di ricambio dell1ordinamento giuridico; essendo funzione propria e precipua, ma anche esclusiva ed escludente, del pensiero speculativo, pervenire alla consapevolezza critica dell1esperienza giuridica. Ebbene, in ciò dissentendo (unico punto, forse, del mio dissenso) dal Suo insegnamento, mi sembra di poter dire che la pratica giudiziaria dimostra, in certi casi, il contrario. anche l'opera dello storico trova il proprio limite nell'art. 21, che sancisce la libertà del pensiero entro i confini segnati dall'art. 2, posto a presidio dei diritti inviolabili dell'uomo, e dall'art. 3 sul principio inderogabile di uguaglianza. Profonda, dunque, è la differenza tra le due forme di giudizio. L’accertamento storiografico, essendo sempre rivedibile, anche e soprattutto sull’autenticità della fonte, è aperto e libero: la sua verità è la sua libertà. Il giudizio del giudice, invece, enunciando una realtà normativa, trova nelle preclusioni procedurali e nel giudicato - e nell’eventuale revisione di questo secondo le forme e nei rigorosi limiti prestabiliti – un’empirica misura del vero.
      888  684
  • Publication
    Liber amicorum, per gli ottant'anni di Enzio Volli. La scuola storica del diritto marittimo di Trieste
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2002)
    Querci, Francesco A.
    Oggi che il diritto marittimo sente vieppiù il senso delle profonde trasformazioni proprie del gigantismo delle costruzioni delle navi, della fisionomia strutturale dello shipping, del radicamento, in tutte le aree significativamente cardinali nei porti mondiali, del nuovo fenomeno imprenditoriale del terminalismo, dell'instabilità nella ciclica formazione del mercato dei noli, dell'inarrestabile cangiamento delle guise attuative del commercio marittimo internazionale, molti problemi e casi giuridici sonda risolvere con più svariati criteri giuridici, sociali ed economici che armonicamente s'intrecciano. Donde, s'impone la necessità che la tecnica giuridica marittimistica, portuale, mercantile si faccia più complessa, più articolata, e non inclini in una mera abusata dialettica che si restringe talvolta entro un solo ordine di principi, ma che ha invece bisogno di dilatarsi fino ad attingere il leibnitziano incrocio di idee giuridiche, che si fa sempre di più pregnante e complicato, ma il cui legame può essere solo sciolto se ben si sa distinguere le due fasi del diritto marittimo, che sono il dato normativo e la scienza. È davvero stupefacente il confronto tra il cenacolo giuridico impareggiabilmente alimentato, in circa sessant'anni, da Enzio Volli, in Via S. Nicolò n. 30 a Trieste, nel bel mezzo di una ricca, aggiornata, ricercata biblioteca, ove è possibile splendidamente filosofare di diritto marittimo, salire al grado di dottrina che combina concetti giuridici e costruisce teorie, e la gretta pratica dei suoi volgari legulei ormai imperanti, diffusivamente entro e fuori delle università. Di certo, il Volli non ha mai creduto che la sua "logica riflessiva" abbia guidato a priori chi, di volta in volta, metteva in essere il dato normativa marittimo.
      947  654