Poliarchie / Polyarchies volume 8 n. 2/2025
Permanent URI
Seminario condotto da Mauro Barberis, con Lucio Caracciolo, Luigi Daniele, Maurizio Maresca, Giuseppe Ieraci, Roberto Louvin
Indice
Manuel Cabanas Veiga
El populismo en la polarizada democracia española actual
Sara Cosatti, Paola Ottino
Women, Resilience, and Gender Inequality amid Climate Change in Rural Ethiopia
Alberto Fallucca
Democratic backsliding. Theoretic Perspectives and Research in the Field of Political Science
Gabriele Mastrolillo, Marion Labeÿ
“Altri comunismi”: una nuova categoria storiografica?
Pietro Neglie
Libri e diplomazia: Italia fascista e URSS tra politica e cultura negli anni ’30
Forum: Seminario condotto da Mauro Barberis, con Lucio Caracciolo, Luigi Daniele, Maurizio Maresca, Giuseppe Ieraci, Roberto Louvin
Il sogno del diritto è finito? Guerra, Europa e geopolitica
Referees Poliarchie/Polyarchies
Browse
Recent Submissions
- PublicationIl sogno del diritto è finito? Guerra, Europa e geopolitica(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
;Barberis, Mauro ;Caracciolo, Lucio ;Daniele, Luigi ;Maresca, Maurizio ;Ieraci, Giuseppe ;Louvin, RobertoCaputo, Valeria CarmenL’intervento apre i lavori del seminario ringraziando i relatori e quanti hanno contribuito alla sua organizzazione, e illustra le motivazioni che hanno condotto all’attuale intitolazione dell’evento, esito di un processo di maturazione lungo e articolato. A partire dal quadro geopolitico successivo alla seconda elezione di Donald Trump — scenario nel quale si collocano le iniziative aggressive rispettivamente riconducibili a Vladimir Putin, a Hamas e a Benjamin Netanyahu — sono emersi con particolare nettezza due fenomeni rilevanti per la riflessione giuridica e politologica. Il primo concerne la persistente incapacità dell’Unione Europea di dotarsi di una politica estera e di difesa effettivamente comuni, limitazione che ne compromette la possibilità di assumere un ruolo significativo nelle crisi internazionali di maggiore portata. Tale constatazione aveva originariamente ispirato il titolo provocatorio “Europa: un’invenzione giuridica?”, inteso anche come autocritica rispetto a precedenti elaborazioni dell’autore in tema di “Europa del diritto”. Le reazioni eterogenee suscitate da questa proposta preliminare hanno tuttavia suggerito un ampliamento del campo di indagine, includendo un secondo fenomeno: la crescente diffusione, soprattutto attraverso i social media, dell’idea di una crisi apparentemente irreversibile del diritto internazionale, percepito come ormai inadeguato a regolare i conflitti contemporanei. Da questa riflessione è scaturita l’attuale, più articolata intitolazione del seminario, “Il sogno del diritto è finito? Guerra, Europa e geopolitica”, che tuttavia non ha dissolto le perplessità iniziali circa l’ampiezza e l’eterogeneità dei temi convocati. La discussione, guidata da Lucio Caracciolo e dai suoi discussant, si è concentrata prevalentemente sulla dimensione europea evocata dal titolo originario, mettendo in luce un elemento di particolare importanza: la necessità, per la scienza giuridica, di un confronto metodologicamente consapevole con le scienze sociali. Sebbene non manchino, nel mondo giuridico, dubbi circa lo statuto scientifico della geopolitica, il richiamo alla recente Geopolitica costituzionale di Renato Ibrido (2025) consente di ribaltare la prospettiva, suggerendo che neppure la dottrina giuridica può dirsi provvista di uno statuto epistemologico definitivamente consolidato.10 - PublicationLibri e diplomazia: Italia fascista e URSS tra politica e cultura negli anni ’30(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)Neglie, PietroDuring the first half of the 1930s, Fascist Italy and the Soviet Union found it advantageous to strengthen economic ties and initiate cultural collaborations. The analysis stems from the Moscow Book Exhibition of 1930, an event seemingly marginal in itself, but one that offers us the opportunity to trace the prerequisites that made cooperation possible between countries that were ideologically at the antipodes. This reveals a grey area in international relations, marked by curious convergences on the themes of the strong State and mass mobilization. Furthermore, the emerging picture outlines two characteristics present in both regimes. The first is related to Realpolitik: Italy pursued collaboration with an anti-French and anti-British function, while the Soviet Union sought to break the international isolation into which it had fallen. The second concerns the use of culture as a soft power tool, useful for Italy to convey the image of a country that, under the guidance of Fascism, was leaping towards modernity, while it provided the USSR with the opportunity to use culture as an “auxiliary instrument” of foreign policy and showcase, through intellectuals and artists, the positive face of the new rulers in the Kremlin
4 - Publication“Altri comunismi”: una nuova categoria storiografica?(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
;Mastrolillo, GabrieleLabeÿ, MarionThis article offers a historiographic as well as methodological reflection on the “other communisms” in Italy, or rather the dissident and minority tendencies that developed within and outside the Italian Communist Party during the twentieth century. Starting from an examination of historiography, which has long privileged the study of “orthodox” (majority) communism, the authors argue for the need for an inclusive approach aimed at integrating dissident currents into the broader history of communism. Moreover, the article proposes several research paths for investigating the history of these “other” communists and provides a comparison with the case of French historiography. In this way, the authors seek to demonstrate that the study of these formations is indispensable for a comprehensive understanding of the crises, debates, and evolutions not only of communism, but also of the Italian and European workers’movement throughout the twentieth century, due to the role played by these groups in the internal debate of the workers’movement, the originality of their critiques of the communist party line, and also their attempts to elaborate political alternatives to the dominant communist model promoted by a part of these tendencies.4 - PublicationDemocratic backsliding. Theoretic Perspectives and Research in the Field of Political Science(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)Fallucca, AlbertoOver the past two decades, the trust and expectations that accompanied the expansion of the liberal democratic model around the world at the end of the last century have undergone a significant decline. The crisis of the liberal democratic model and the consolidation of authoritarian systems in the global political and economic order have shaped much of the recent political science literature, focusing the debate on the causes and mechanisms of democratic backsliding, a concept that identifies phenomena of erosion and regression of the characteristics traditionally associated with democratic regimes. This article first offers some necessary theoretical, conceptual, and methodological clarifications on aspects often taken for granted in research in this discipline. Subsequently, three emerging research directions potentially relevant to understanding the mechanisms that can trigger, fuel, and exacerbate these erosive processes will be explored: the impact of digital platforms on the transformation of the information ecosystem and political debate, the influence of economic elites, and the role of political language in discursive strategies aimed at delegitimizing the norms and institutions that characterize the democratic process. The paper also argues for the opportunities of using these dimensions in synergy with the integrated approach widespread in recent literature, proposing methodological strategies that allow us to delve deeper into these processes towards a greater understanding of the contemporary dynamics of democratic erosion.
6 - PublicationWomen, Resilience, and Gender Inequality amid Climate Change in Rural Ethiopia(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
;Cosatti, SaraOttino, Paola
Nonostante gli sforzi politici, la disuguaglianza di genere rimane una sfida persistente in Etiopia, radicata in norme patriarcali e strutture sociali profondamente consolidate. Nelle aree rurali le donne rimangono soggette a disuguaglianze nell’istruzione, nelle possibilità economiche e nell’empowerment sociale. L’Etiopia è altresì altamente vulnerabile ai cambiamenti climatici: l’aumento delle temperature, i processi di desertificazione e le alluvioni colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni che dipendono dall’agricoltura pluviale e da ecosistemi fragili. Utilizzando fonti secondarie – letteratura peer-reviewed, rapporti politici e delle ONG, pubblicazioni statistiche e analisi di istituti di ricerca – questo articolo adotta un quadro teorico che integra l’ambientalismo intersezionale e la giustizia climatica femminista per analizzare in che modo il cambiamento climatico esacerba le disuguaglianze di genere in Etiopia. Il lavoro decostruisce la loro identità sociale per comprendere le ragioni dell’esposizione sproporzionata delle donne che vivono in Etiopia rurale dinnanzi agli eventi climatici estremi, evidenziandone al contempo il ruolo fondamentale nelle strategie di resilienza e adattamento a livello comunitario. L’analisi evidenzia il divario tra gli obiettivi politici e i risultati effettivi, sottolineando la necessità di adottare politiche climatiche sensibili al genere, efficaci e realmente attuabili, per promuovere uno sviluppo sostenibile, inclusivo ed efficace.6

