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  • Publication
    Origine dei Valacchi: teorie del termine e dei gruppi etnici, e sulla loro diffusione per l’Europa
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
    Vogna, Vittorio
    L’autore considera le popolazioni “Valacche” e la loro diffusione ai termini di Valacchi alle popolazioni dell’Europa. Il termine di Valacco venne attribuito origina¬riamente alle popolazioni dell’alta area balcanica, che vennero per prime in contatto con i soldati romani e con i veterani di Roma che si insediavano sui confini e si insediarono con le popolazioni autoctone, dando luogo a etnie Valacche, progressivamente latinizzate. Il termine Valacco deriva dal greco Vlahos, il quale deriva dalle tribù tedesche Walh e dal celtico Valcae. I Romani poi diffusero il termine alle popolazioni con le quali venivano progressivamente in contatto e che si fusero attraverso matrimoni misti e con la diffusione della lingua latina. Da queste radici derivarono anche l’ungherese olasz usato tuttora per italiano e il polacco włoch usato tuttora per italiano. Perciò, dal punto di vista etnologico per Valacchi si intendono le popolazioni neolatine (o latinofoni) dell’area balcanica. Così, i valacchi del nord balcanico vengono poi identificati con i romeni e i moldavi; i valacchi del centro balcanico con i morlacchi e i cicci; i valacchi del sud balcanico con gli aromeni della Grecia, dell’Albania e della Macedonia. Con Valacchi sono anche indicati etnologicamente popolazioni della Moravia, della Slovacchia, dell’Ucraina e della Polonia. In sintesi, i Valacchi apparvero come etnie formate da nuove popolazioni di confine latinizzate prima nelle aree balcaniche, e poi attraverso un mix linguistico, perché i romani formarono tra il latino e lingue celtiche e germaniche una parlata chiamata poi valacco. Così, se il termine valacco nacque nell’area Balcanica, venne poi a diffondersi un po’ in tutto il mondo celtico romanizzato, ma anche slavo.
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  • Publication
    Sulle tracce delle comunità etniche e religiose rifondatrici di Trieste
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
    Kuris, Maria Grazia
    L’articolo prende lo spunto da una ricerca iniziata dall’autrice agli inizi del 2000, e continuata successivamente, raccogliendo le “voci” dei rappresentanti delle diverse “comunità storiche”, cominciate ad affluire nella città di Trieste dall’inizio del 1700. Tali comunità erano rappresentate da appartenenti a Confessione di lingua tedesca di religione cattolica, ad Evangelici di confessione augu¬stana, ad Elvetici e Valdesi, a Inglesi, a Metodisti, ad Ortodossi greci e serbi, a Dalmati, ad Ebrei, ad Armeni, e in più a recenti arrivi da altri paesi asiatici, africani, ecc. Ne emerge il ritratto di una società composita, culturalmente variegata e complessa, multietnica, multilingue e multireligiosa, che, per quan¬to fortemente condizionata dalle vicende storiche che l’hanno coinvolta, e spesso “travolta”, si è rivelata e si rivela capace di gestire le diversità coniugando interessi economici e aperture culturali.
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  • Publication
    Le minoranze nazionali nell’Europa Orientale postsovietica
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
    Bregantini, Luca
    La questione delle minoranze etniche nell’Europa orientale postsovietica rappresenta uno degli aspetti più complessi della storia e della realtà contemporanea del continente europeo. La composizione etnica di quest’area geografica costituisce il risultato di secoli di migrazioni, di ridefinizioni di confini, di imperi multinazionali, e di profondi cambiamenti politici e sociali. Nel presente articolo sono trattate questioni relative ai concetti e alle definizioni, con particolare riferimento ai concetti di minoranza etnica e nazionale, di riferimenti giuridici, di costrutti teorici, ma soprattutto è dedicata grande attenzione alla composizione etnica delle nazioni europee dell’ex Unione Sovietica, presentando dati, per quanto possibile, attendibili ed aggiornati. Inoltre, l’autore ha dato congruo spazio a tutte quelle questioni di natura politica e sociale che, a partire dalle dinamiche interne in questi Stati, possono poi assumere una dimensione sovranazionale a livello europeo. Tra le mino¬ranze prese in considerazione, quella a cui è dedicata particolare attenzione è la minoranza russa, con particolare riferimento alle situazioni della minoranza russofona in Ucraina, in Transnistria e nelle Repubbliche Baltiche. Se vogliamo offrire alcune cifre, coloro che appar¬tengono alle minoranze nazionali nell’area considerata sono circa 16 milioni di individui, di cui ben 8 milioni di russi nella sola Ucraina prebellica ed un altro mezzo milione di russofoni nella sola Lettonia. Nella sola Europa orientale postsovietica, ad eccezione quindi dell’Asia centrale postsovietica, la comunità russa costituisce la più grande minoranza e conta più di dieci milioni di individui, vale a dire i due terzi dell’intera popolazione delle minoranze nazionali di tale parte dell’Europa.
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  • Publication
    Le minoranze etniche d’Europa: elementi descrittivi delle minoranze, identità etnica, miti etnici, etnicità e religione
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
    Roseano, Paolo
    Lo studio analizza le minoranze etniche in Europa, con particolare attenzio¬ne alla loro identificazione, localizzazione e relazioni culturali e linguistiche. La ricerca si basa su un’indagine condotta attraverso questionari inviati a rappresentanti di organizzazio¬ni minoritarie e a esperti del settore dei paesi d’Europa. I dati raccolti evidenziano la diversità nella percezione dell’identità etnica, nelle autodefinizioni e nel rapporto dell’identità con lingua, religione e territorio. Inoltre, l’analisi affronta la relazione tra continuità territoriale e percezione di sé, considerando le implicazioni sociali e politiche della distribuzione delle minoranze nei diversi Stati europei. L’indagine offre una prospettiva critica sulle definizioni accademiche rispetto alla percezione interna dei gruppi etnici, rivelando dinamiche complesse e mutevoli che influenzano le identità collettive.
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  • Publication
    Guerre etniche e terrorismo: Ineluttabilità della storia o scelte individuali
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
    Picco, Giandomenico
    L’autore dell’articolo è Giandomenico Picco, un diplomatico per circa vent’anni nel ruolo di vicesegretario generale dell’ONU (1973-1992), che ha avuto la pos¬sibilità di operare per la soluzione dei conflitti di tale periodo. Un esempio da lui considerato molto efficace per dare un’interpretazione e una risposta ai quesiti sopra richiamati è il caso della guerra dei Balcani del 1991-2001: dietro alla “mano assassina della storia, della violenza della religione e della forza distruttrice delle istituzioni” c’erano solo i volti e i nomi di individui che, soli, potevano commettere quegli atti. Ecco, il vero colpevole che portava un nome semplice: l’individuo. Cioè, le guerre balcaniche, gli atti di terrorismo, e le presenti guerre dell’ invasione della Russia verso l’Ucraina e tra Hamas e Israele, non sono successe per colpa della storia, ma per colpa di coloro che hanno scelto di agire in un certo modo, e non in un altro: sono individualmente colpevoli
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