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  • Publication
    Elementi per una nuova economia. 2007
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2006)
    Semama, Paolo
    ;
    Capuano, Carla
    La scoperta di poter intervenire sull’ambiente con l’ingegno e l’abilità che sono proprie dell’uomo, ha portato il genere umano a prefigurarsi risultati che andavano oltre l’assolvimento dei semplici scopi quotidiani. Si perdono nella notte dei tempi le scoperte che hanno fatto sentire l’uomo più grande, le sfide e le conquiste che lo hanno reso più forte e potente contro le paure, contro le avversità naturali e i pericoli che sfuggivano al suo controllo e che danneggiavano o mettevano a rischio la sua vita. Ma proprio per difendersi meglio e per affermarsi si è fabbricato gli strumenti e si è impegnato nella ricerca della soddisfazione quale obbiettivo-risultato che si faceva sempre più bisogno. Nell’impegno ha scoperto se stesso nel piacere e nel dolore, e sviluppando le proprie abilità, sfruttando le sue potenzialità, si è posto obiettivi sempre più complessi, perseguendo i quali ha prospettato il futuro delle sue generazioni. La trasformazione del concetto di semplice scambio a principio di vendita-acquisto – che ha introdotto il concetto di valore e distinto nettamente il valore del prodotto da quello del servizio - ha generato tutto ciò che l’attuale economia rappresenta: un insieme di fatti in cui il principio della libera concorrenza è stato fatto fuori da quello di una competizione tutt’altro che libera ed anzi così sistematica e spietata che s’impone come unica forma di mercato nel mercato di qualunque settore. Solo cambiando prospettiva, abbandonando, per così dire, i moti molecolari, si disancora l’economia dall’egoismo per consegnarla allo spirito di avventura e di scoperta che si collegano a quello di gruppo. In forza di questo l’economia dovrebbe essere, in ogni circostanza, progresso delle condizioni di vita; purtroppo la realtà è ben diversa. Molte riforme economiche sono fallite perché originate da oligarchie di pensiero. Soltanto una volontà molto diffusa e convinta riuscirebbe ad innovare seriamente anche in tempi brevi. Purtroppo per noi, bisogna fare presto: non è più permesso dubitare che l’equilibrio ecologico sia seriamente minacciato dagli andamenti di produzione, consumo, sfruttamento delle risorse, a rischio di sopravvivenza in ogni parte della Terra. Chi ha fiducia nella scienza suole affermare che quella economica-non a caso chiamata scienza triste- è tra le più serie e paludate. Però un controllo su origini e validità delle dottrine in ogni campo è costantemente raccomandato dalla cultura contemporanea. Non si può fare eccezione proprio per quelle che investono gli andamenti quotidiani dell’esistenza di ognuno di noi.
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  • Publication
    Trasporti. Diritto, economia, politica n.100 (2006)
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2006)
      602  908
  • Publication
      716  464