09 Mascolinità devianti: dall’ex Litorale austriaco all’ex Venezia Giulia

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L’ex Venezia Giulia italiana, già Litorale austriaco, fu un laboratorio originale di quelle tensioni nazionali che sfociarono nella Grande guerra e nelle dittature del primo novecento. Anche il ruolo della mascolinità e della sua devianza, ed in special modo l’omosessualità maschile, ebbero in questi territori specificità proprie, sia per l’approccio penalistico dell’Impero che governò queste terre fino alla fine del 1918, sia per quel fascismo di frontiera, che accompagnò l’Italia nel suo insediamento nelle nuove province orientali. Un consistente apporto di fonti inedite, provenienti dagli archivi delle ex province italiane, oggi in Slovenia e Croazia, corroborato anche da fonti orali, mette in luce una repressione ben più considerevole di quanto emerso finora in storiografia permettendo all’autore di focalizzarsi anche su una specifica periodizzazione legata alla forte militarizzazione dei territori di frontiera.

Marco Reglia nasce nel 1963 a Trieste. La ricerca storica sulla mascolinità e sull’omosessualità inizia nel 2005, a seguito della posa della lapide con un triangolo rosa alla Risiera di San Sabba; il suo percorso di ricerca include il dottorato all’Università del Litorale di Capodistria, dalla cui tesi prende spunto questa pubblicazione, tesi che ha ricevuto la menzione di merito alla XXI edizione del Premio Franca Pieroni Bortolotti. Diversi sono gli interventi pubblici su queste tematiche e gli articoli pubblicati sia come attivista LGBT sia come storico.

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    Mascolinità devianti: dall’ex Litorale austriaco all’ex Venezia Giulia
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2020)
    Reglia, Marco
    L’ex Venezia Giulia italiana, già Litorale austriaco, fu un laboratorio originale di quelle tensioni nazionali che sfociarono nella Grande guerra e nelle dittature del primo novecento. Anche il ruolo della mascolinità e della sua devianza, ed in special modo l’omosessualità maschile, ebbero in questi territori specificità proprie, sia per l’approccio penalistico dell’Impero che governò queste terre fino alla fine del 1918, sia per quel fascismo di frontiera, che accompagnò l’Italia nel suo insediamento nelle nuove province orientali. Un consistente apporto di fonti inedite, provenienti dagli archivi delle ex province italiane, oggi in Slovenia e Croazia, corroborato anche da fonti orali, mette in luce una repressione ben più considerevole di quanto emerso finora in storiografia permettendo all’autore di focalizzarsi anche su una specifica periodizzazione legata alla forte militarizzazione dei territori di frontiera.
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