Convivere con Auschwitz 11° convegno 2025


Convivere con Auschwitz è il titolo del convegno multidisciplinare e il contributo di civiltà con cui l’Università di Trieste e l'associazione Stazione Rogers ogni anno si pongono a Memoria di quanto è stato. In ottemperanza alla Legge 211/2000, istitutiva della Giornata della Memoria, il simposio persegue il monito di Primo Levi: analisi, studio e conoscenza dell'abominio della Shoah e della deportazione nei lager nazisti, come antidoto contro la reiterazione del crimine che con metodologie diverse ancora e sempre flagella l'umanità. Memoria, cultura e conoscenza di quanto è stato, contro ogni forma di razzismo, qualsiasi discriminazione e prevaricazione razziale, sociale, culturale e religiosa, per la Pace e la Libertà.
Nell’ambito del Giorno della Memoria indetta a livello nazionale e della rassegna Rogers' Forum finanziata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’appuntamento si è tenuto per l’undicesima volta a Trieste lunedì 27 gennaio al Teatro Miela. L’iniziativa ancora una volta ha incrementato le convergenze interdisciplinari in un rapporto di analisi e attualizzazione scientifica della memoria della Shoah e della deportazione. Il Convegno è stato proposto anche nella nuova formula “live preview”, con interventi in sala della durata massima di 10 minuti. Le stesure integrali verranno pubblicate da EUT Edizioni Università di Trieste, accessibili dal portale di Ateneo.


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    Olocausti o narrazioni?
    (Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, Università degli Studi di Trieste, 2025-01-27)
    Barberis, Mauro
    La Memoria è solo una narrazione fra le tante? Questo è l'interrogativo alla base dell'intervento di Mauro Barberis al convegno annuale Convivere con Auschwitz, un quesito posto per due ragioni. La prima: le stragi in corso nel 2025, dall’invasione russa dell’Ucraina al pogrom di Hamas sino all’ecatombe di Gaza. Eventi che inducono a ripensare termini come “Shoah” e “Olocausto”. La seconda: quando la Memoria si trasferisce in rete rischia davvero di diventare una narrazione. A queste domande, però, possono forse darsi due risposte. Da una parte la Memoria non riguarda solo la Shoah degli ebrei, al singolare, fenomeno unico nella storia, ma deve estendersi a tutti gli olocausti, al plurale, che si consumano quotidianamente sotto i nostri occhi. Non secondariamente, la differenza fra Memoria e narrazioni resta netta: le narrazioni sono inconsapevoli, la Memoria dubita anche di sé stessa.
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    Colloquio con Edith Bruck
    (Comitato permanente Ondina Peteani 1925 / 2025, Università di Trieste, 2025-01-27)
    Peteani, Gianni
    Di origine ebraica, classe 1931, nata a Tiszabercel, Ungheria, Edith Bruck ha vissuto lo scempio della discriminazione razziale. A 13 anni, nel 1944 è stata deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, dopo i Lager di Kaufering, Landsberg, Dachau, Bergen-Bielsen e liberata nell’aprile del 1945. È stata raccontata la sua preziosa testimonianza, riportata nella vasta opera letteraria e poetica che pubblica ininterrottamente dal 1959, con l'intervento di Gianni Peteani, presidente del Comitato permanente Ondina Peteani 1925 / 2025 prima staffetta partigiana d'Italia.
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    “Business as usual”
    (Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Università degli Studi di Trieste, 2025-01-27)
    Fraziano, Giovanni
    Giovanni Fraziano, presidente del centro di divulgazione umanistica Stazione Rogers, ha presentato delle considerazioni formulate a partire da una vecchia opera di Barbara Krueger, partendo dall'affermazione: "la seconda voce di massimo profitto dopo gli armamenti è la ricostruzione, malgrado lo sdegno e le belle parole...Sono sempre i soliti affari".
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    Il valore della vita umana
    (Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Trieste, 2025-01-27)
    Milotti, Edoardo
    In questo mondo con più di 8 miliardi di persone, quanto vale la vita umana? La nostra civiltà è allo stesso tempo avanzatissima e primitiva, si riescono a salvare vite umane con tecnologie impensabili fino a pochi anni fa e si uccidono le persone con tecnologie fantascientifiche. Insieme ad Edoardo Milotti, ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, abbiamo cercato di capire un po’ di più questa affermazione, guardando quello che ci dicono i numeri della salvezza e quelli della distruzione.
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    Testimonianza
    (Associazione Nazionale Ex Deportati, 2025-01-27)
    Visto Gilardi, Leonardo
    In occasione del convegno annuale Convivere con Auschwitz, Leonardo Visco Gilardi, presidente ANED Milano Associazione Nazionale Ex Deportati, racconta la storia dei genitori Mariuccia e Ferdinando, antifascisti e resistenti, fra i promotori del Comitato clandestino di assistenza ai Deportati nel Lager di Bolzano, straordinario esempio di resistenza senza armi in un territorio allora annesso al Terzo Reich. Un comitato esterno che operava in collegamento con un comitato interno al lager e che, nonostante l’arresto dell’intero CLN bolzanino, non fu mai smantellato dalla Gestapo, e che continuò a lavorare fino alla Liberazione, grazie al coraggio e all’abnegazione delle donne che, quotidianamente, confezionavano e consegnavano pacchi-aiuto, che giungevano dal CLNAI. Un esempio di abilità cospirativa poco conosciuto. A Bolzano, erede del campo di Fossoli, furono internate circa 10.000 persone: di queste, circa 3.500 furono deportate in Germania e i due terzi non fecero ritorno.