02 Diario 1913-1915

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Giani Stuparich inizia a tenere un diario nel 1913 mentre è studente all’Università di Praga: la sua intenzione non è tanto di registrare i fatti della vita quotidiana, quanto di soddisfare un’esigenza di chiarimento interiore che lo spinge a fermare pensieri, stati d’animo, riflessioni di natura filosofica e artistico-letteraria. Un diario intellettuale, quindi, nel quale – fino al maggio 1915 – indica le letture, i motivi di consenso o dissenso con ciò che legge, i suoi dubbi, le sue convinzioni e le questioni non risolte, allo scopo di consolidare una propria visione della realtà e di definire gli ideali di una propria poetica. È un documento, finora inedito, che appare prezioso, perché contribuisce a gettare luce sulla formazione culturale del giovane Stuparich, per molti aspetti originale e diversa da quella dei suoi coetanei (triestini e non solo triestini) che studiavano in Italia, e di seguire i suoi primi tentativi di cercare uno stile personale, sperimentando varie forme di scrittura tra le quali avrebbe poi trovato la sua strada.

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    Diario 1913-1915
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2022)
    Stuparich, Giani
    ;
    Storti, Anna
    Giani Stuparich inizia a tenere un diario nel 1913 mentre è studente all’Università di Praga: la sua intenzione non è tanto di registrare i fatti della vita quotidiana, quanto di soddisfare un’esigenza di chiarimento interiore che lo spinge a fermare pensieri, stati d’animo, riflessioni di natura filosofica e artistico-letteraria. Un diario intellettuale, quindi, nel quale – fino al maggio 1915 – indica le letture, i motivi di consenso o dissenso con ciò che legge, i suoi dubbi, le sue convinzioni e le questioni non risolte, allo scopo di consolidare una propria visione della realtà e di definire gli ideali di una propria poetica. È un documento, finora inedito, che appare prezioso, perché contribuisce a gettare luce sulla formazione culturale del giovane Stuparich, per molti aspetti originale e diversa da quella dei suoi coetanei (triestini e non solo triestini) che studiavano in Italia, e di seguire i suoi primi tentativi di cercare uno stile personale, sperimentando varie forme di scrittura tra le quali avrebbe poi trovato la sua strada.
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