Gli obiettivi della filosofia di Hume



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di

John Passmore


Introduzione

Introduzione di Claudio Manzoni


Traduzione

di Catarina De Pretis

Details

A prima vista ci si potrebbe interrogare sulle ragioni di proporre, in prima traduzione italiana, il bel libro di Passmore, pubblicato ormai quasi cinquant'anni orsono, visto anche che, come è stato osservato recentemente, la letteratura critica su Hume, solo nell'ultimo trentennio, conta, ad un calcolo approssimativo, oltre duemila studi. Tuttavia, oltre al fatto che lo studio di Passmore può essere ormai considerato un classico della storiografia filosofica humiana, vi sono diverse ragioni che testimoniano il carattere di attualità di questo studio. Innanzitutto la collocazione storica in cui si situa l'opera dello studioso australiano, gli inizi degli anni '50, subito dopo la svolta interpretativa della grande opera su Hume di N.Kemp Smith del 1941. In secondo luogo il carattere dell'analisi dei testi humiani di Passmore, la cui sottile indagine cerca di fornire una chiave di lettura che potesse chiarire le notevoli incongruenze, talora apparenti, altre volte reali, che da sempre hanno sconcertato i critici. Infine, la centralità che viene ad assumere in Hume la riflessione morale, ma che in Passmore si configura con modalità diverse fin dal I capitolo chiarirebbe la connessione tra il primo Hume del Trattato e delle Ricerche, e lo Hume saggista morale, politico, storico, economista, e sarebbe piuttosto legato a quell' etica della credenza che, secondo lo studioso australiano, caratterizza più propriamente 'l'illuminismo' di Hume.

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    Gli obiettivi della filosofia di Hume
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2000)
    Passmore, J.
    Lo studio di Passmore può essere ormai considerato un classico della storiografia filosofica humiana, quattro almeno sono le ragioni di attualità di questo studio, anche dopo l'abbondante, talora eccessiva, (soprattutto anglosassone), letteratura humiana dell'ultimo cinquantennio. la centralità che viene ad assumere in Hume la riflessione morale, tesi, com'è noto, già anticipata da Kemp Smith, che nella sua ricostruzione del Trattato aveva prospettato la priorità dei libri II e III sul I, privilegiando, tra le fonti Hutcheson nella linea ShafetsburyHutcheson-Butler, (pur riconoscendo anche la linea Montaigne-Bayle, quella tradizionale Locke-Berkeley, e lo stesso newtonismo), interpretazione che ha fatto parlare, recentemente, di 'naturalismo normativa', ma che in Passmore si configura con modalità diverse fin dal I capitolo, non a caso intitolato In defense of the moral sciences, dove il moralismo di Hume spiegherebbe e chiarirebbe la connessione tra il primo Hume del Trattato e delle Ricerche, e lo Hume saggista morale, politico, storico, economista, e sarebbe piuttosto legato a quell' 'etica della credenza' che, secondo lo studioso australiano, caratterizza più propriamente l'illuminismo di Hume.
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