Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 166

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  • Publication
    Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia, 166 (2019)
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
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  • Publication
    La fruizione del patrimonio culturale attraverso il videomapping. Un’analisi del sito di Alberobello
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Ivona, Antonietta
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    Privitera, Donatella
    L’articolo propone una riflessione sull’utilità e sull’efficacia di applicazioni tecnologiche che aumentano la percezione esperienziale e sensoriale dei luoghi turistici, in particolare sul videomapping, un’applicazione della tecnologia che consiste nel proiettare immagini in grafica su superfici reali, ottenendo effetti di proiezione in 3D. Dopo aver introdotto l’importanza ed i molteplici contesti in cui si impiega questa tecnologia e il valore economico del mercato legato alla sua diffusione, si prende in considerazione il supporto che essa può offrire alla promozione del patrimonio culturale ma anche di siti, attraverso l’esperienza del Festival delle Luci di Alberobello, nella regione Puglia. Dal punto di vista metodologico, il contributo si basa su una ricerca qualitativa che comprende interviste semi-strutturate rivolte a soggetti interessati (attori istituzionali, imprenditori, visitatori) e metodi visuali del caso esplicato. I risultati evidenziano un maggiore afflusso di turisti a seguito dell’innovazione digitale applicata al sito indagato.
      417  1136
  • Publication
    Le filiere manifatturiere del Mezzogiorno nel contesto nazionale e internazionale
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    SIMONETTI LUCIA
    L’importanza del settore manifatturiero meridionale poggia sull’attrattività internazionale dei suoi prodotti di eccellenza. Le filiere agroalimentare, abbigliamento-moda, automobilistica, aeronautica (le cosiddette 4A) e farmaceutica, in particolare, esprimono oltre il 40% del valore aggiunto manifatturiero dell’intera area, assumendo dunque grande rilievo per il peso sull’economia interna, per il contributo al sistema economico nazionale e internazionale, per l’elevato effetto indotto. L’analisi mostra inoltre che si tratta di settori particolarmente internazionalizzati e aperti anche a mercati al di fuori dell’Unione Europea. Il contributo si propone di indagare, pertanto, i punti di forza, quelli di debolezza e le potenzialità di queste filiere, che, pur non racchiudendo l’intero valore produttivo dell’area, rappresentano i settori maggiormente orientati ai mercati esteri e all’innovazione. Obiettivo finale è comprendere quali siano le prospettive per una migliore integrazione nelle catene del valore globali, condizione oramai indiscussa per acquisire maggiore competitività sui mercati internazionali.
      216  581
  • Publication
    Cartografia dei terrazzamenti agricoli nella media-bassa Lessinia, tra estrazione automatica da LiDAR e rilievo sul campo
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Pappalardo, Salvatore Eugenio
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    Bombieri, Giovanni
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    Ferrarese, Francesco
    Negli ultimi vent’anni le ricerche scientifiche sui sistemi agricoli terrazzati si sono intensificate, ponendo l’attenzione sia sulle caratteristiche biofisiche che sull’importanza del recupero per la gestione e valorizzazione del patrimonio territoriale. Se da un lato numerosi studi hanno permesso di cartografare, quantificare e valutare le diverse aree terrazzate, dall’altro lato numerose aree terrazzate in Italia sfuggono alla cartografia ufficiale e non. L’obiettivo generale di questo lavoro intende testare una metodologia integrata per cartografare i sistemi terrazzati a scala locale. Gli obiettivi specifici vogliono i) consolidare una metodologia di estrazione semi-automatica di elementi topografici come orli terrazzati, partendo da un DTM LiDAR ad alta risoluzione, validandola in dieci macro-aree campione della medio-bassa Lessinia; ii) valutare lo stato di uso del suolo da remoto dei terrazzi cartografati; iii) classificare, mediante rilievo sul campo, i sistemi terrazzati in base alle strutture di supporto alla sistemazione di versante (muretto a secco, o “ciglionamento”). L’estrazione semi-automatica ha consentito di cartografare 266.230 linee di rottura di pendenza, compatibili con orli di terrazzamenti, per un totale di 6.482 km. Attraversi rilievi sul campo sono stati indagati 154 punti, distribuiti nelle diverse aree terrazzate e sono state scattate circa 3.000 fotografie geo-referenziate a scopo documentale. Dall’analisi dei dati di terreno sono stati stimati circa 84 ha di superficie terrazzata a ciglioni e 100 ha caratterizzati da strutture di supporto, della tipologia muretto a secco. Un confronto dei risultati, ottenuti da elaborazione di dati tele rilevati, con i dati di terreno mostra un’affidabilità pari a 91% del metodo di estrazione semiautomatica, confermando le potenzialità di utilizzare dati topografici LiDAR per cartografare sistemi agricoli terrazzanti, anche sotto copertura forestale.
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  • Publication
    Cartografia dell’abbandono: la rappresentazione della desertificazione demografica delle ‘aree interne fragili’ della Toscana meridionale
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Macchi Jánica, Giancarlo
    L’abbandono delle aree rurali si è recentemente affermato come argomento trasversale di enorme rilevanza. Scopo del presente articolo è illustrare come, nelle aree interne e montane, l’esodo rurale può considerarsi tutt’altro che concluso. Si tratta di territori con comunità composte da gruppi esigui, con indici di vecchiaia doppi o tripli rispetto ai tassi nazionali che continuano a registrare un decremento delle presenze. La trasformazione della società, la riduzione dei tassi di fecondità, la recente crisi economica e la conseguente riduzione dei servizi pubblici e privati, hanno ulteriormente emarginato queste comunità, rendendole ancora più fragili. Partendo dal caso della provincia di Grosseto, lo studio ha affrontato il tema della rappresentazione cartografica dell’abbandono rurale da una prospettiva storico-demografica. La Maremma Grossetana, insieme all’Amiatino, rappresenta complessivamente un territorio ampio, caratterizzato da comunità storicamente deboli che mostrano oggi livelli critici di spopolamento. La rappresentazione dell’abbandono è un problema complesso che si scontra con importanti difficoltà metodologiche. L’abbandono e lo spopolamento sono fenomeni di vuoto o assenza; perciò contesti che gli strumenti della statistica ufficiale riescono a fotografare parzialmente perché intrinsecamente poveri di dati. Per la criticità dei contesti sotto esame, la ricerca si è concentrata non solo sulla rappresentazione a intervalli intercensuari dal 1951 al 2011, ma ha cercato soprattutto di affrontare la variazione della popolazione negli ultimi anni. Si tratta di strategie di rappresentazione cartografica che mettono ancora in evidenza e consentono di narrare efficacemente i mutamenti e l’intensità crescente del processo di invecchiamento e di scivolamento a valle della popolazione in questi territori.
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