“I disastri della guerra”: i danni al patrimonio artistico e culturale: le problematiche della ricostruzione, la rielaborazione nella memorialistica e nella letteratura

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Recent Submissions

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  • Publication
    La guerra e la letteratura
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Morace, Aldo
    Contestualizzato nella produzione letteraria degli anni Trenta sulla Grande Guerra, Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu risulta essere davvero un unicum per circolarità di struttura e tecnica narrativa. Attraverso una lettura puntuale il saggio rivendica la caratura letteraria del libro, che ha le sue fonti ispirative in Ariosto e Baudelaire; e mette a fuoco l’antimilitarismo del memoir di Lussu, che condensa genialmente in un solo anno la durata immensa della guerra, restituendone la verità non fattuale ma emotiva.
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  • Publication
    Le macerie oltre la soglia. Le case di Comisso e di Rigoni Stern
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Del Tedesco, Enza
    Lo sfollamento, l’abbandono della casa avìta e delle consuetudini della vita domestica, e il ritorno nei paesi resi irriconoscibili dalla devastazione, nelle pagine di Mario Rigoni Stern e di Giovanni Comisso, raccontano un trauma nel divenire della vita del singolo e della comunità. La distruzione del paesaggio antropologico, di un secolare patrimonio culturale identitario, misura la sua portata e ha una estrinseca evidenza nella violazione del luogo domestico. La Prima guerra mondiale, che coinvolge la popolazione come mai prima era accaduto, assume in queste narrazioni il senso di una brutale usurpazione della dimensione più intima dei ricordi e degli affetti.
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  • Publication
    Teatri e danni di guerra
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Quazzolo, Paolo
    Il primo conflitto mondiale è stato l’ultimo a essere combattuto con tecniche militari di stampo ottocentesco, alle quali tuttavia si sono aggiunte progressivamente nuove tattiche belliche maggiormente invasive e distruttive. Alla guerra in trincea si è affiancata quella combattuta con i primi bombardamenti strategici (ossia aerei) che tuttavia miravano esclusivamente ad affiancare le iniziative di terra condotte dall’esercito tramite una guerra di posizione. Questo ha in parte preservato i beni culturali da danni maggiori e, per quanto riguarda l’architettura teatrale, il fatto curioso è che pochissimi teatri, su tutto il territorio italiano, hanno subìto danni. Ben diversa dalla sorte che sarà riservata agli edifici di spettacolo durante la seconda guerra mondiale, quando numerosissimi teatri subiranno danni ingenti, a partire da quello celebre patito dalla Scala di Milano. La storia dei danni riportati dagli edifici teatrali è legata soprattutto alla sospensione delle attività artistiche, all’utilizzo improprio – spesso curioso – di quegli spazi che, per motivi bellici, furono trasformati in magazzini, e in pochi casi estremi alla loro parziale distruzione che ne ha consentito, anche in tempi rapidi, una pronta riedificazione.
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  • Publication
    Fiabe per bambini in guerra
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Piras, Tiziana
    «Quando i polli ebbero i denti / e la neve cadde nera / (bimbi state attenti) / c’era allora, c’era… c’era … » così recita l’esergo dei Tre talismani di Guido Gozzano, pubblicato in volume nel 1914. La pubblicazione delle fiabe letterarie non conosce pause né negli anni della prima guerra mondiale né durante il dopoguerra e ciò grazie ad alcune case editrici come la Arnoldo Mondadori (con la famosa collana la «Bibliotechina de La lampada») e la Salani, e grazie a settimanali come il come il «Corriere dei piccoli» . Tra i più noti al grande pubblico sono Guido Gozzano, Sto (Sergio Tofano) ed Emma Perodi, ma sono numerosi gli scrittori che inventano fiabe e novelline per tentare di rasserenare i bambini che vivono il dramma della guerra. Ma quali sono i temi di questa produzione letteraria? Quali sono i personaggi che popolano questo mondo fantastico? E quanto si rifanno ai motivi della tradizione letteraria, a Le piacevoli notti di Giovan Francesco Straparola, o a Lo cunto de li cunti di Giovan Battista Basile?
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