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Recent Submissions

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  • Publication
    Quale cartografia per una geografia dell’incertezza?
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Salvatori, Franco
    ;
    Ricci, Alessandro
    Ragionare sulla configurazione geografico-politica degli assetti globali, in un’epoca contraddistinta dal fenomeno della globalizzazione, significa anche riflettere su come tali assetti possano essere rappresentati. Se da una parte stiamo vivendo – secondo diversi autori, afferenti a discipline diverse – un periodo contraddistinto dall’incertezza nella società, nelle dinamiche economico-finanziarie, nelle questioni migratorie, etc., appare di un qualche interesse per i geografi domandarsi se tale incertezza caratterizzi anche le questioni geografiche e, più nello specifico, quelle geografico-politiche. E se tale esercizio può avere un valenza da un punto di vista teoricoconcettuale, la domanda può essere trasferita al campo raffigurativo della geografia, la rappresentazione cartografica. Più nello specifico, l’articolo pone una questione e con essa diverse altre: valgono ancora i modelli cartografici “canonici” per proporre una lettura del mondo in un contesto apparentemente pervaso dall’incertezza, ravvisabile fin dai primordi della modernità? Come può essere efficacemente raffigurato il contesto mondiale nella sua essenza sistemica oggi profondamente mutevole e, per l’appunto, incerta?
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  • Publication
    I molti volti della periferia. Riflessioni a partire da un caso di studio
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Iovino, Giorgia
    Le periferie delle città contemporanee sono territori complessi e conflittuali, in perenne divenire, luoghi di frontiera da conoscere dall’interno, in quanto non rappresentabili con un unico modello. Partendo da tale prospettiva, il presente lavoro indaga le molteplici forme che la periferia può assumere nei diversi contesti, con riferimento ad uno specifico ambito d’indagine quello della città di Napoli, case study particolarmente interessante a scala nazionale ed europea, per la coesistenza di quartieri ed enclave periferiche estremamente diverse per conformazione geomorfologica, storia urbanistica, composizione sociale, assetto insediativo e funzionale. L’intento è di proporre una descrizione densa di questo patchwork urbano, una descrizione, cioè, in grado di restituire un’immagine sufficientemente rappresentativa della varietà, complessità e ricchezza di caratteri, problematiche e risorse presenti in questi territori di frontiera.
      294  2325
  • Publication
    L’ecosistema di informazioni: progettare e mappare le interazioni tra il visibile e l’invisibile
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Carbone, Luisa
    L’intervento vuole riflettere sulle connessioni che si instaurano in termini di cultura del progetto e processi tecnologici di innovazione sociale in un territorio rurale come quello della Tuscia a partire dall’esperienza relazionale dei Gruppo Azione Locale (GAL), che attraverso i Social Media cercano di dare un nuovo impulso alle attività di rete e raggiungere così nuovi attori territoriali. L’intento attraverso l’applicazione della Social Network Analysis (SNA) è analizzare i territori in cui le comunità prendono forma, si relazionano, partecipano e fanno esperienza della rete e dei flussi informativi, in grado oramai di rappresentare e geolocalizzare l’esperienza di un luogo così come è fruita direttamente dai suoi users.
      205  181
  • Publication
    La definizione delle ‘inner peripheries’: indicatori e unità territoriali
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Ietri, Daniele
    ;
    Pagetti, Flora
    La ricerca recente sul tema della coesione territoriale e delle politiche territoriali ha visto un’attenzione crescente sul ruolo di territori “marginali” o “interni”, spesso in relazione alle aree urbane “centrali”. Tra le tipologie urbana e marginale o interna è emersa la necessità di definire una varietà di territori intermedi, spesso interessati da significative trasformazioni socio-economiche, effetto sia di scelte politiche a livelli di governo superiore, sia dell’impatto di condizioni economiche generali. Si fa riferimento a questi territori con il termine di “inner peripheries”. Il contributo, dopo avere richiamato la letteratura scientifica e i documenti sulle inner peripheries, presenta e commenta una metodologia di individuazione di questa tipologia territoriale, ponendo particolare attenzione alle unità territoriali scelte per i dati e le elaborazioni.
      189  529
  • Publication
    La complessa cartografia dei fenomeni liquidi: la geografia del land grabbing
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2019)
    Grillotti Di Giacomo, Maria Gemma
    ;
    De Felice, Pierluigi
    La complessa e problematica diffusione spaziale del fenomeno liquido land grabbing offre agli Autori l’occasione non soltanto per indicare l’itinerario scientifico con cui è possibile superare la difficoltà di conoscere i luoghi da cui partono e quelli in cui si consuma il processo di accaparramento delle terre, ma anche l’opportunità di riflettere sulla funzione epistemologica della cartografia. L’articolo spiega infatti perché le rappresentazioni tematiche sono utili, oltre che a palesare visivamente la distribuzione dei fenomeni esaminati, anche a spingere le indagini verso l’interpretazione dei loro significati più nascosti. Dietro gran parte delle negoziazioni per l’acquisizione delle terre si celano infatti rapporti compositi che vedono protagonisti gruppi economici e finanziari di Stati, imprese e società, mossi da interessi declinati alla crescita finanziaria piuttosto che allo sviluppo economico sostenibile. Pochi, incompleti e talora discordanti sono i dati quantitativi del fenomeno che gli Autori, dopo un’attenta analisi ed elaborazione critica, hanno georeferito. Le rappresentazioni cartografiche che ne sono scaturite hanno delineato il complesso e caleidoscopico mondo del land grabbing che a scala mondiale disegna non solo le scontate direttrici di matrice colonialista Nord-Sud, ma anche quelle di nuova generazione Sud-Sud, Nord-Nord e Sud-Nord. Le vecchie e nuove traiettorie confermano che il fenomeno dell’accaparramento delle terre si è ormai globalizzato coinvolgendo, con ruoli e funzioni diverse, la gran parte dei paesi del mondo e disegnando una nuova geografia, dove i confini tra paesi predati e predatori sono meno netti e più liquidi e dove la linea di demarcazione, che un tempo poteva corrispondere a quella dell’equatore geografico, è venuta a mancare in quanto alcuni paesi preda sono al tempo stesso anche predatori. L’emersione di questi nuovi flussi impone di fare chiarezza su alcune indicazioni contradditorie delle politiche agricole internazionali in particolare quelle farisaicamente preoccupate di produrre biocarburanti estendendo le colture no food e scarsamente attente agli appetiti speculativi del land grabbing che sottraggono risorse vitali alle popolazioni rurali costringendole ad abbandonare le loro terre e ad emigrare.
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