Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2021, n. 1/2, Vol. XXVI

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    Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2021, n. 1/2, Vol. XXVI
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2021)
    Gasparini, Alberto
    ;
    Zago, Moreno
    Confine, città gemelle di confine, cooperazione trans-confinaria/transfrontaliera e Gorizia-Nova Gorica: le previsioni a capitale europea della cultura 2025
      100  2440
  • Publication
    Gorizia e Nova Gorica, due città allo specchio
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2021)
    Selvelli, Giustina
    ;
    Strizzolo, Nicola
    Le potenzialità scaturenti da GO! 2025 sono molteplici e trasversali. Questo articolo si propone di offrire uno sguardo dinamico sul passato di queste città fin dalle loro origini con uno spaccato che, pur evocando passaggi storici drammatici e ancora vivi nei ricordi, mette anche in luce le grandi opportunità derivanti dalla ricchezza identitaria e linguistica del territorio. Gli indicatori e gli obiettivi delineati per Nova Gorica-Gorizia, Capitale europea della cultura, prospettano una conurbazione congiunta, plurilingue, europea, giovane, verde, innovativa e premiante la conoscenza. Una struttura mediale che possa comunicare e narrare questa realtà, riflettendo le aspirazioni culturali che la animano, non solo può essere, di queste, elemento catalizzatore, come di contenuti ideativi, risorse e pubblico, ma anche vero nodo di svolta verso una continuità progettuale, internazionale di apertura e crescita, per il dopo 2025.
      114  140
  • Publication
    La società civile di Gorizia e Nova Gorica racconta il presente (passato) delle relazioni transfrontaliere e ne traccia un futuro (presente) mancato
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2021)
    Zago, Moreno
    Riprendendo le interviste qualitative effettuate da studenti universitari agli operatori istituzionali, economici e culturali delle città di Gorizia e Nova Gorica, l’articolo analizza il presente e il futuro delle relazioni transfrontaliere tra le due città. Partendo dai problemi individuati come più rilevanti per il territorio transfrontaliero, l’autore li contestualizza proiettandoli in uno spazio di scenario rappresentato da quattro contesti operativi considerati strategici nelle dinamiche transfrontaliere (rapporti istituzionali, progettualità, rapporti interpersonali, qualità della vita) e dodici criticità che influiscono negativamente sulle trasformazioni di questi contesti e che vengono poi tradotte in proposte di soluzione. Infine, viene confrontata la percezione del presente di allora (2017) con quanto realizzato nel corso degli anni successivi, evidenziando una realtà di collaborazione transfrontaliera molto più attiva di quanto è stato percepito (ma auspicato), nonostante la persistenza di alcune criticità.
      77  88
  • Publication
    Scenari per la città nuova da chiamarsi Gorizia/Gorica oppure Isonzopoli/Sočepolis
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2021)
    Gasparini, Alberto
    Lo scritto tratta del processo attraverso il quale le città gemelle, divise da un confine che, pur se virtuale, rimane sempre a livello di sovranità statuale, si trasformano in un’unica “città nuova”. Vengono considerate le differenti forme di possibili interpenetrazioni tra le due città, e poi si elaborano possibilità che le attuali Gorizia e Nova Gorica si trasformino in una nuova città, da chiamare Gorizia/Gorica o Isonzopoli/Sočepolis. Per verificare ciò si ricorre alla costruzione di scenari di previsione (attuale, dopo 5 anni, 10 anni, 15 anni) su tre ipotesi di rapporti fra le attuali due città: che restino separate come ora, che sviluppino una più o meno forte integrazione differenziata, che si fondino in una città nuova e “normale”, e cioè uguale a tutte le due le altre città salvo i vincoli che possono venire dal fatto se ancora esiste un confine tra due sovranità anche se disattivato. Vengono alla fine considerati sei possibili scenari finali (al 2035), compresi tra la “città nuova” impossibile, lo scenario velleitario, lo scenario negativo assoluto, la “città nuova” relativa, lo scenario del “blocco realistico”, e da ultimo la “città nuova” ottimale.
      128  85
  • Publication
    La “Repubblica guaranica dei Gesuiti” del Paraguay: Un modello di formazione di uno Stato. Dai muri duri alla dissoluzione dei confini
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2021)
    Nagy Ferrari, Ladislao
    Nel 1595 i Gesuiti cominciarono nel Paraguay a fondare delle Missioni dove venivano “ridotti” a vivere indios Guaranì secondo la legge: “ad Ecclesiam et vitam, civilem reducti sunt”, formando le Riduzioni sulla base di vere e proprie cittadine ad economia rurale-industriale-commerciale i raggruppamenti di indigeni, che rinunciavano alla vita nomade. Queste Riduzioni sono unità di 5000-8000/9000 persone (Scramaglia 1985: 201), secondo un’utopia religiosa, vivente in una architettura moderna e una vita quotidiana di lavoro, di tempo libero, di vita religiosa, guidata dai Gesuiti, e fondata sulla libertà. Presto le Riduzioni si scontrano con le Colonie, i cui indios prestano, in parte gratuitamente, il lavoro al titolare della “encomienda”. Le due istituzioni si scontrano perché le Riduzioni trattano i Guaranì secondo principi di libertà, a differenza dell’encomendero, anch’essi appartenenti alla corona spagnola. Pure per i portoghesi del Brasile le Riduzioni erano una spina nel fianco, in quanto non permettevano loro di ottenere schiavi da impiegare nelle loro piantagioni. Le incursioni dei “bandeirantes” avevano lo scopo di distruggere le Riduzioni dei Guaranì, ma, eccettuati alcuni casi sporadici, i “bandeirantes” nel 1641 furono sconfitti e definitivamente arrestati. Così alla fine le Riduzioni e la Repubblica guaranica dei Gesuiti del Paraguay ebbero il sopravvento sui due nemici, “encomendero” e “bandeirantes”, e costruirono ai loro confini dei muri duri. Tuttavia un secolo dopo le Riduzioni e la Repubblica guaranica vennero sconfitti dal di dentro dall’intervento delle “potenze” politiche europee e dei movimenti di opinione internazionali che spinsero il Papa (Clemente XIV) a sciogliere la Compagnia fondata da Sant’Ignazio, e che rappresentava l’anima e il sostegno delle Riduzioni e la loro legittimazione interna, rappresentata dai Gesuiti. In altri termini anche i muri duri della Repubblica guaranica e delle Riduzioni crollarono, per effetto dello svuotamento di essa per la dissoluzione dei confini politici, culturali ed economici delle stesse istituzioni, che durarono circa due secoli. Eppure l’autore conclude l’articolo, evidenziando che la Repubblica guaranica del Paraguay “seminarono un forte senso di identità nazionale e di auto determinazione che non poté essere cancellato, e che si mantenne vivo, riconoscendosi in varie situazioni di uno sviluppo storico spesso tragico”.
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