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Il restauro degli immobili storici nel primo dopoguerra: i soprintendenti Cirilli e Forlati VS le basiliche di Grado, Aquileia e il castello di Gorizia
Kuzmin, Diego
2019
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ISBN
978-88-5511-092-1
http://hdl.handle.net/10077/28223
  • Book Chapter

e-ISBN
978-88-5511-093-8
Abstract
Emanata dal Consiglio Superiore per le Antichità e le Belle Arti, presso il Ministero della Pubblica Istruzione, nasce nel 1932 la “Carta del Restauro” italiana con principi mutuati dalla Carta di Atene e integrati da quelli del restauro filologico scientifico di Gustavo Giovannoni (1873-1947), tese alla conservazione del monumento ma anche dell’ambiente che lo circonda, favorendo il mantenimento dello stato di fatto piuttosto che il ripristino di un ipotetico stato originario, pur con l’uso di tecniche moderne. Ancorché i buoni propositi delle teorie condivise in tutto il mondo occidentale, cosa succede in concreto in quel periodo di discussioni nei territori del Litorale Austriaco, divenuto Venezia Giulia dopo il 1919? Della scuola di Sacconi, Guido Cirilli (1871-1954) anconetano, arriva a Trieste nel novembre 1918, nei giorni immediatamente successivi all’armistizio per occuparsi della tutela dei monumenti della Venezia Giulia allo scopo di conferire loro un carattere “più confacente alle tradizioni architettoniche italiane”, come ebbe lui stesso modo di esprimersi riguardo le opere di completamento del Palazzo di Giustizia di Trieste, la cui costruzione era stata iniziata dalle autorità austriache. Ancorché l’Italia nel 1915 fosse entrata in guerra contro l’Austria al fine di liberare terre irredente, queste non potevano che essere abitate da italiani dei quali però, in certe parti dei nuovi territori bisognava cercare e discoprire le tracce anche più recondite della memoria della patria italiana nei recessi della storia, quella più recente dell’epoca romanica e quella più antica di Aquileia, all’epoca di Augusto la capitale della regio X Venetia et Histria. Con Cirilli vengono così tolti tutti gli orpelli che hanno stratificato nei secoli le basiliche di Aquileia e Grado, per togliere l’aura asburgica delle decorazioni rinascimentali e barocche e conferire alla pietra e al mattone messi a vista l’atmosfera dell’epoca romanica.
THE RESTORATION OF HISTORICAL BUILDINGS IN THE POST-WORLD WAR I PERIOD: THE SUPERINTENDENTS GUIDO CIRILLO AND FERDINANDO FORLATI VS THE BASILICAS OF GRADO AND AQUILEIA AND THE CASTLE OF GORIZIA. Issued by the Superior Council for Antiquity and Arts at the Ministry for Public Education, the Italian "Charter of Restoration" was established in 1932 with principles borrowed from the Charter of Athens and supplemented by the philological and scientific restoration principles of Gustavo Giovannoni (1873-1947), aimed at conserving the monument but also its surrounding environment, favouring maintaining the monument as it is rather than restoring it to a hypothetical original state, albeit using modern techniques. Despite the good intentions of the theories shared throughout the western world, what really happened during those troubled periods in the areas of the Austrian Coast, which became Venezia Giulia after 1919? From the Sacconi school, Ancona-born Guido Cirilli (1871-1954) arrived in Trieste in November 1981, in the days immediately after the armistice to take charge of the protection of the monuments in Venezia Giulia and make them seem "more befitting to Italian architectural traditions", as he himself said in relation to the completion of the Palace of Justice in Trieste, the construction of which was begun by the Austrian authorities. Although Italy joined the war against Austria in 1915 to free unredeemed lands, these lands couldn't not be inhabited by Italians who, in certain parts of the new territories, needed to try and discover the most hidden traces of the memory of the Italian homeland in the recesses of history, the most recent one being the Romanesque period and the oldest being that of Aquileia, in the era of Augustus the capital of regio X Venetia et Histria. With Cirilli, all of the frills which had become embedded in the basilicas of Aquileia and Grado over the centuries were thus removed, in order to remove the Habsburg feel to the Renaissance and baroque decorations and give the stone and the brick made visible the atmosphere of Romanesque times.
Publisher
EUT Edizioni Università di Trieste
Source
Diego Kuzmin, "Il restauro degli immobili storici nel primo dopoguerra: i soprintendenti Cirilli e Forlati VS le basiliche di Grado, Aquileia e il castello di Gorizia" in: "'I disastri della guerra': i danni al patrimonio artistico e culturale: le problematiche della ricostruzione, la rielaborazione nella memorialistica e nella letteratura", EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2019
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it
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http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/
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