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    <title>DSpace Collection: Lorenzo Passera</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10077/20579</link>
    <description>Lorenzo Passera</description>
    <pubDate>Sat, 24 Sep 2022 11:21:03 GMT</pubDate>
    <dc:date>2022-09-24T11:21:03Z</dc:date>
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      <title>Il bronzo come strumento di scambio e riserva del valore nell’Italia di età longobarda (secc. VI-VIII)</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10077/20580</link>
      <description>Title: Il bronzo come strumento di scambio e riserva del valore nell’Italia di età longobarda (secc. VI-VIII)
Authors: Passera, Lorenzo
Abstract: L’autore affronta il tema della circolazione monetaria quotidiana nell’Italia&#xD;
longobarda e, confutando l’ipotesi di un ritorno ad un’economia naturale o solo&#xD;
occasionalmente monetaria, sostiene invece la sopravvivenza di un’economia&#xD;
che impiegasse ampiamente strumenti monetari.&#xD;
Nella prima parte del lavoro, dopo una breve analisi dell’economia monetaria&#xD;
dell’età tardoantica per valutarne gli elementi di continuità con il primo periodo&#xD;
medievale, viene proposto un quadro di sintesi delle monetazioni presenti nella&#xD;
penisola italiana nel periodo goto, bizantino e longobardo. Al fine di valutare se&#xD;
le monete bronzee del tardo Impero potessero esser impiegate come circolante&#xD;
effettivo, così come ipotizzato in recenti studi archeologici e numismatici,&#xD;
l’autore propone un censimento di manufatti metallici (non solo monetari)&#xD;
attestati in oltre 1.500 contesti archeologici nelle aree longobarde e bizantine&#xD;
con lo scopo di indagare se la preziosità e rarità delle specie metalliche possano&#xD;
aver influito sull’uso dei metalli monetati e monetabili. Lo studio attesta che il&#xD;
bronzo appare essere l’elemento metallico maggiormente presente nell’Italia&#xD;
di età longobarda, in contesti sia prettamente longobardi sia bizantini, mentre&#xD;
rimarca una evidente scarsità di argento. In base a questi elementi, e sulla scorta&#xD;
di studi precedenti, il riesame della circolazione monetaria longobarda sembra&#xD;
testimoniare, per i primi secoli di insediamento longobardo, una continuità&#xD;
d’uso del sistema di conto tardoantico con un apprezzabile ruolo ricoperto&#xD;
anche dalla moneta bronzea tardoantica come strumento di scambio. Solo con&#xD;
il passaggio al VII secolo, in particolare con la riforma monetaria posta in atto&#xD;
dal re Cuniperto, il sistema di conto longobardo si dovette infine allineare a&#xD;
quello coevo bizantino, attuando una parità di valore tra le due monetazioni.</description>
      <pubDate>Mon, 01 Jan 2018 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10077/20580</guid>
      <dc:date>2018-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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